La breve estate della Colonia Varese

Qualche passo sulla spiaggia e la troviamo lì davanti a noi, avvolta da una fitta vegetazione che tenta di nasconderne i fasti del passato. Oggi la conosciamo tutti come Colonia Varese, ma noi preferiamo ricordarla con il suo nome originale: Colonia Marina Costanzo Ciano.


Colonia Varese Milano MarittimaProgettata da Mario Loreti nel 1937 e costruita dalla CMC di Ravenna nel 1938 per conto della Federazione dei Fasci della provincia di Varese, questa colonia, come tutti quelle che sorsero nel periodo fascista, era un'opera di grandi pretese architettoniche, monumentale e futuristica, che associava la funzione sanitaria e terapeutica a quella educativa e di propaganda del regime.

IColonia Varese negli anni del fascismon effetti, l'impatto che ha alla vista ancora oggi, nonostante l'abbandono, è davvero scenografico. La pianta del complesso ricorda la struttura di un velivolo. Dal blocco dell'ingresso principale, si diramano due volumi che delimitano la corte centrale nella quale era probabilmente posizionata una statua nella posa del saluto romano raffigurante Mussolini o Ciano. Il complesso proseguiva negli edifici laterali su quattro piani che contenevano le camerate. Le due ale erano collegate ad un corpo centrale attraversato da una rampa-scala costituita da piani inclinati alternati che favorivano essenzialmente il transito o la sosta separata di maschi da femmine. La costruzione è ultimata da un corpo di fabbrica a due piani affacciato sul mare che ospitava refettori e spazi di ricreazione.

Sembra che il progetto originale prevedesse anche una cappella ed un caseggiato adibito all'isolamento dei bambini che contraevano malattie durante il soggiorno, che non sono mai stati realizzati.

Nel 1939 la colonia era perfettamente operativa e al suo interno potevano alloggiare fino ad 800 bambini. Le estati procedettero tranquille fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale, che come per altre strutture del periodo, stravolse completamente la destinazione d'uso del complesso.

Nel 1944 i tedeschi se ne appropriarono e lo utilizzarono come campo di concentramento, obitorio, carcere e ospedale dipingendovi cinque grandi croci rosse, tre sul tetto e due nella parte a mare ancora oggi visibili. Nel 1945, alcuni mesi dopo la liberazione di Cervia, gli Alleati del 450° Squadron RAAF usarono il cortile della colonia come deposito per i loro kittyhawk.

Colonia Varese Milano Marittima - disegni Walt DisneyNegli anni successivi alla guerra, il complesso riprese la sua normale attività. Si potrebbero infatti ascrivere al periodo tra il 1946 ed il 1947 i disegni murali fiabeschi decisamente in netto contrasto con quella che era l'educazione militaresca del periodo fascista.

Stando ad alcune testimonianze, sia orali che fotografiche, la colonia rimase integra ed attiva almeno fino al 1960, anno in cui sembra che si procedette alla demolizione del corpo centrale per una successiva ricostruzione delle rampe scale che non è mai stata ultimata.

Ma non v'è alcun documento, foto o testimonianza che ne attesti l'abbattimento, la tipologia di lavori eseguiti ed i motivi. Si nota solo l'evidente differenza di fisionomia architettonica che il corpo centrale presenta oggi rispetto al resto delle strutture circostanti, un mistero che ancora oggi molti studiosi non riescono a risolvere.
La colonia fu presieduta da un custode fino al 1969 ed è stata scelta come set cinematografico di due film: "La ragazza di latta" di Marcello Aliprandi del 1970 e "Zeder", il film horror di Pupi Avati sceneggiato insieme al fratello e Maurizio Costanzo nel 1983.

Dagli anni ’90, al compimento cioè dei 50 anni dalla sua costruzione, è sotto la competenza dei Beni Culturali. Ma questo passaggio non ha fatto altro che "congelare" un degrado in essere già da tempo.
Tra il 2014 ed il 2015 è avvenuto il primo crollo di una parte dell'edificio e nel frattempo la vegetazione si è fatta strada ovunque appropriandosi delle strutture per poi stritolarle.

Di progetti di riqualificazione non si accenna nemmeno e probabilmente qualsiasi intervento odierno non darebbe risultati ottimali dopo così tanti anni di abbandono.

Colonia Varese Milano Marittima abbandonataL'unico che sembra non volersi allontanare da questo luogo è Josè, un clochard che da diversi anni si è insediato nel complesso e che col tempo ha imparato ad organizzarsi al meglio all'interno della struttura, riutilizzando ed adattando alle sue esigenze residenziali tutto quello che ha trovato nella colonia. Per Josè il tempo qui scorre sereno e tranquillo, in compagnia della brezza che viene dal mare e dei versi dei gabbiani. Non sappiamo se cambierebbe questa vita per un'altra più comoda, socialmente accettabile e non ai margini, ma abbiamo la sensazione che il legame che ha creato con questo luogo sia così forte da non consentirgli di andarsene.

Adesso è tardi, però. I riflettori si spengono sulla vecchia colonia marittima. Osserviamo un'ultima volta l'orizzonte al crepuscolo prima di scendere dalle rampe del complesso. Nelle orecchie abbiamo il suono del mare che incessantemente lambisce le spiagge, unico testimone, oggi come ieri, dei fasti e della decandenza di questo solitario monumento.

 

Link e informazioni utili alla scrittura dell'articolo:

- Il Blog di Cervia e Milano Marittima ha documentato in maniera eccellente la storia di questo complesso e citiamo i tre articoli che sono stati particolarmente utili:
- Il mistero delle scale della Colonia Varese
- Colonia Varese: parte dell'aereoporto di Milano Marittima

- La Colonia Varese sul sito di Spazi Indecisi

- La storia delle colonie su Repubblica.it

- Video della storia di Josè realizzato da Bugamex Urbex

- Le foto moderne pubblicate in questo articolo sono state gentilmente fornite da Marco Pancotti.

- Le immagini del sopralluogo alla colonia sono disponibili nell'album: "Urbex - Ex Colonia Varese"

 

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