La Fiera di bestiami di Argelato per la festa di San Michele

C'era una volta, tanto tempo fa, un evento che richiamava gente da ogni dove, organizzato in un piccolo paesino immerso nella campagna in occasione della festa del patrono. Era la Fiera dei bestiami di Argelato, che si teneva il 29 settembre, in concomitanza coi festeggiamenti per San Michele Arcangelo.

Fiera di San Michele, ArgelatoL'evento venne istituito nel 1891 ed era particolarmente significativo dal punto di vista commerciale e territoriale: in un comune dall'economia basata principalmente sull'agricoltura, una fiera autunnale era occasione di scambi proficui di generi merceologici vari, oltre al bestiame che poteva essere impiegato per il lavoro nei campi e nei trasporti.

I protagonisti della fiera erano proprietari, commercianti, industriali, allevatori e sensali. Tutti coloro che, in pratica, avevano interesse ad incrementare il loro giro d'affari in una zona così ricca di bestiame e di interessi agricoli.
Anche il periodo scelto per la fiera era decisamente proficuo: a fine settembre erano concluse le più gravose fatiche agricole, i lavoratori della terra potevano disporre di fresche disponibilità finanziarie, inoltre in ambito locale la festa di San Michele, con le sue funzioni religiose, le luminarie e i fuochi artificiali era già di per sé un evento in grado di attirare gente dai paesi vicini, creando opportunità anche per artigiani, negozianti, ambulanti, commercianti.
In pratica, tutti erano chiamati a contribuire al buon esito dell'evento, ognuno con la propria attività o il proprio interesse, come ben dimostrano gli avvisi che venivano affissi ogni anno dall'Amministrazione comunale in occasione della fiera.

L'avvenimento ebbe il potere di unire l'utile al dilettevole in un modo che successivamente non credo sia mai più stato possibile replicare, stimolando un'economia stagnante. La fiera di San Michele ebbe il suo momento di maggiore intensità nel 1907, in occasione delle celebrazioni del 25° anniversario di fondazione della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso.
"L'Avvenire d'Italia" del 1° ottobre 1907 scrisse che nonostante la giornata piovosa, che danneggiò le contrattazioni commerciali, la gente era accorsa in gran numero incurante delle strade impraticabili e fino a mezzanotte aveva animato le vie insieme alla musica delle bande venute da Corticella, Galliera, S. Pietro in Casale.

Poi avvenne qualcosa che compromise il buon esito di questa fiera. Nel 1909 il Consiglio comunale propose l'istituzione di una seconda fiera annuale da tenersi però la terza settimana di maggio. La prima si tenne il 15 maggio 1910. Favorita sia dalla buona stagione che dalla necessità stringente di bestiame da lavoro, la fiera di maggio tolse gradualmente importanza a quella di settembre. Già nel 1912 si facevano due somme: in risposta ad un'inchiesta della Camera di Commercio e Industria di Bologna, si notava che il numero medio di animali trattati era di 700 capi nella fiera di maggio e di 400 in quella di settembre.

Inoltre, la fiera di maggio richiamava, oltre ai commercianti provenienti dai paesi limitrofi, anche quelli provenienti da Toscana e Romagna a differenza di quella di settembre in cui allevatori e compratori erano quasi tutti locali. Dalla fine degli anni Dieci le notizie della fiera autunnale dei bestiami si dissolvono nelle manifestazioni connesse con la festa patronale, cosa che fa presumere la scomparsa di questo evento.
La fiera di maggio andrà avanti ancora per qualche altro decennio. Dagli anni '80 in particolare l'economia locale è cambiata (si pensi alla nascita del Centergross ed al sorgere delle zone industriali di Argelato e Funo). Pertanto abbiamo assistito alla cessazione di queste occasioni di incontro tra la gente del mondo contadino.

Eppure oggi manifestazioni di questo tipo, magari adeguate alla realtà dei nostri giorni, sono ancora possibili. Un esempio è la festa del 1° maggio a Malacappa, dove un corteo di trattori sfila da Casadio fino al centro del borgo antico, ricordandoci un legame secolare con la terra e la campagna, oltre a favorire un momento di aggregazione popolare. L'evento ha un modo più immediato di trasmettere valori culturali e introdurre nelle manifestazioni organizzate attualmente aspetti e tradizioni di un mondo ormai scomparso, potrebbe assicurarne la sopravvivenza nella memoria collettiva.

Bibliografia utile alla scrittura dell'articolo:

- "Artigiani ad Argelato" – contributo dal titolo "La fira d'Arzlè (1891-1912)" – Pag. 21-22

- "Dal Santerno al Panaro" – sez. Argelato – contributo dal titolo "Al fir d'Arzlè d'na volta" – Pag. 186

- Nell'immagine: cartolina postale della fiera di San Michele, orientativamente datata tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 (collezione privata Enrico Scagliarini)

 

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