La storia perduta delle Case del Popolo di Argelato

Qualche tempo fa, mi sono imbattuta in una serie di interessanti racconti sulla nascita delle Case del Popolo di Argelato, sui quali ho avuto modo di indagare ultimamente.

Il titolo scelto per questo articolo non è dunque casuale, poiché ho scoperto, con mio grande rammarico, che non esiste documentazione che tratti esaustivamente della storia e della presenza delle Case del Popolo specificatamente per Argelato. Di conseguenza, senza fonti ed elementi che mi aiutino ad appurare quanto ci sia di vero nei racconti popolari, ho scelto di raccontarli integrando ad essi fatti analoghi o esperienze di altre località limitrofe.

Vecchia Casa del Popolo ArgelatoPrima di tutto, vorrei dare un'idea generale dell'origine delle Case del Popolo. Citando quanto indicato nel sito della Fondazione Duemila "...nacquero e si svilupparono all'interno del movimento operaio e popolare, la cui tradizione risale alla seconda metà dell'Ottocento, grazie ad esperienze associative e numerose sottoscrizioni collettive per l'acquisto o l'affitto di edifici o terreni a cui i lavoratori hanno dedicato le loro energie e il loro tempo libero per la realizzazione di una loro casa comune".

In questi luoghi, comunisti e socialisti si ritrovavano per discutere di politica, trascorrere il tempo fuori dal lavoro, riposarsi o distrarsi, spesso facendo nascere le prime esperienze di associazione e cooperazione.

In altre località limitrofe ad Argelato, come S. Giorgio di Piano, la formazione di queste sedi stabili non avvenne immediatamente: in un primo momento, infatti, il ritrovo dei movimenti di operai, artigiani e contadini avviene nelle osterie.


Successivamente, e sino ai primi due decenni del Novecento, assistiamo alla diffusione delle Case del Popolo. In alcune delle nostre località di pianura, specie dopo la Grande Guerra, si realizzò la possibilità di acquisto, da parte dei soci delle cooperative Casa del Popolo, di edifici appositamente dedicati alle loro attività ricreative e sociali. Via Roma Argelato

Inutile dire che le organizzazioni fasciste, all'avvento della loro presa di potere, ebbero tra i loro primi obiettivi proprio le Case del Popolo e si misero all'opera in diverse località sia per intimorire i membri delle cooperative che per danneggiare o distruggere, spesso col fuoco, questi simboli di associazione politica non conforme e potenzialmente sovversiva. Come accadde nel 1922 a S. Giorgio di Piano, dove si registrò il primo attacco delle "squadre d'azione" fasciste.

E' in questo contesto che si inserisce il nostro primo racconto popolare argelatese. Tra il 1921 ed il 1922 esisteva in Argelato un edificio adibito a Casa del Popolo, e forse anche ad altre attività associative a favore dei ceti meno abbienti.
Non è possibile dire con esattezza quando sia stato costruito, ma possiamo ipotizzare che, analogamente a quanto successo in località limitrofe, sia stato edificato e/o acquistato da membri di una cooperativa. Sul retro dell'immobile, a lato di via Roma, vi era un ampio spazio con pozzo centrale, adibito a feste ed incontri.

Internamente, si presentava con due ampie sale, una al piano terra e l'altra al primo piano. Al piano terra, esisteva inoltre un palcoscenico per le rappresentazioni teatrali. Argelato negli anni 40Ebbene, quando in paese arrivò la notizia che i fascisti stavano mettendo a ferro e fuoco le Case del Popolo di altre località, i membri della cooperativa e forse anche parte della popolazione, sentirono di dover fare qualcosa per proteggere un luogo al quale tenevano profondamente, poiché espressione della loro identità e del loro credo.
Perciò, in fretta ed in silenzio, si misero al lavoro per modificare l'edificio originale: all'interno, suddivisero le due ampie sale con pareti in pietrinfoglio, creando diversi locali. E poi le arredarono, sopra come appartamenti, sotto come botteghe, trasformando l'immobile in abitazione civile.
E si prepararono ad "andare in scena". Quando intorno al 1922 arrivarono le squadre d'azione fascista, praticamente pronte con una fiaccola in mano a dare fuoco a tutto l'edificio, si ritrovarono davanti una scena davvero inaspettata: artigiani ed operai intenti al lavoro nelle botteghe stupiti del loro arrivo, donne con bambini in braccio spaventate e piangenti che li imploravano di non distruggere la loro casa.
Insomma, una scena degna della migliore tragedia di Shakespeare, così convincente che i fascisti, sbigottiti e stupefatti, se ne andarono via senza dare seguito alla loro azione distruttiva.

L'edificio, con tutto quello che aveva rappresentato, era salvo. Ma oramai era diventato davvero la casa di quanti avevano rischiato e lottato per salvarlo e la Cooperativa che costruì la Casa del Popolo si trovò poi a vendere gli appartamenti e le botteghe a queste persone.
Sarete stupiti di sapere che questo edificio esiste ancora: si tratta dell'immobile in mattoni che si trova all'angolo tra via Roma e la via Centese.

La seconda storia si colloca invece intorno agli anni '50, presso l'ex Centro Elioterapico di Argelato. Negli anni successivi alla caduta del regime, questo centro era occupato da membri del Partito Comunista che vi instaurarono il Circolo ricreativo dell'A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani).
Quando il centro chiuse, i membri dovettero cercarsi una nuova sede. Il loro interesse ricadde sullo stabile che si trova ancora oggi dietro all'ex Monte di Bologna (ora ex-Unicredit).

Ex Casa del Popolo ArgelatoA quei tempi, si trattava di un'unica proprietà: vi abitava un fabbro che utilizzava la palazzina sulla via Centese come abitazione, sul retro si trovava un pozzo e lo stabile di interesse era adibito a stalla e magazzino. I proprietari di allora, però, non ne volevano sapere di "vendere a dei comunisti".
Siccome queste persone avevano seria intenzione di acquistare perché un posto gli serviva, chiesero al Sig. Zanarini, che già occupava uno spazio dello stabile in affitto per la sua attività artigianale, di acquistare il locale per loro. Il Sig. Zanarini accettò, ma ad una condizione: che gli riservassero lo stesso spazio per continuare a svolgere la sua attività, senza il costo dell'affitto.
A quel punto, con un'opera volontaria straordinaria, i comunisti si impegnarono a riqualificare completamente l'edificio e Zanarini potè continuare la sua attività.
Dopo diversi anni, il piano terra dell'edificio venne acquistato dal Comune che lo affittò al "Bar Acca". Oggi anche questa attività ha chiuso i battenti da un bel po', non si sa se per sempre o solo temporaneamente. Dopo gli anni '70, le attività delle Case del Popolo subirono una trasformazione.

Gli anni "duri" delle lotte operaie e democratiche erano finiti ed anche in molte località limitrofi, dopo gli anni '70, le Case del Popolo si trasformarono perlopiù in centri che ospitavano sindacati, polisportive, associazioni varie (Arci in testa), farmacie o bar.
A quanto leggo poi da altre fonti, anche l'edificio che oggi ospita la Biblioteca Comunale, prima di essere adibito a tale scopo, risorse nel dopoguerra sull'impianto dell'ex Casa del Fascio (distrutta dai partigiani nel 1944) come Cooperativa di Consumo, con Camera del Lavoro e un cinema.

Ricostruire però con precisione l'alternanza dei vari luoghi e tempi in cui queste Case del Popolo si sono insediate qui ad Argelato, non è possibile, almeno allo stato attuale della documentazione esistente in merito.
Tuttavia, ho il timore che non raccontando queste storie inedite, per quanto ricche di imprecisioni, dati incerti e lacune, esse finiscano nell'angolo più buio della nostra memoria comunitaria, per poi sparire, inghiottite dall'oscurità.
E siccome credo nell'importanza culturale e popolare di questi luoghi, indipendentemente dalle ideologie politiche, spero comunque che questo articolo faccia la sua buona parte nel dare un contributo alla causa della preservazione della memoria.

Testimonianze e link utili alla scrittura dell'articolo:
- Devo ai racconti di Romano Guizzardi le storie inedite delle due Case del Popolo di Argelato
- Ringrazio Giordano Tugnoli per la fornitura delle immagini d'epoca pubblicate nell'articolo

Link utili:
- Storia della Casa del popolo di S. Giorgio di Piano di Anna Fini – Gruppo di Studi Pianura del Reno
- Fondazione Duemila – Case del Popolo

- Gli sfratti delle case del popolo – Biglioteca Sala Borsa
- Biblioteca Comunale di Argelato – Storia
- Wikipedia – Case del Popolo
- Le quattro stagioni del Teatro-Casa del Popolo di Argile di Magda Barbieri – Gruppo di Studi Pianura del Reno
- Le Case del Popolo tra memoria e futuro "Ora tocca ai giovani" – Il Resto del Carlino, 19 ottobre 2013

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