Musei e Luoghi della Cultura

Le opere architettoniche di Santiago Calatrava a Reggio Emilia

Durante la mia vacanza a Tenerife, ho avuto modo di visitare Santa Cruz. In questa città, la capitale dell'isola, si trova un magnifico Auditorium progettato dall'architetto e ingegnere Santiago Calatrava. Il nome non mi era affatto nuovo, visto che l'archistar ha progettato il monumentale Ponte che prende il suo nome e la Stazione dell'Alta Velocità Mediopadana di Reggio Emilia.

Santiago Calatrava VallsSantiago Calatrava Valls è nato nei pressi di Valencia dove ha frequentato la Scuola di Arti e Mestieri e la Scuola di Architettura. Dopo la laurea, nel 1975, si è iscritto alla Scuola Politecnica Federale di Zurigo per la laurea in Ingegneria Civile. In quegli anni subì l'influenza dello svizzero Le Corbusier. Nel 1981, dopo aver completato la tesi di dottorato "Sulla piegabilità delle strutture" ("Zur Faltbarkeit von Fachwerken"), iniziò l'attività professionale di architetto ed ingegnere aprendo il primo studio a Zurigo, poi un secondo studio a Parigi nel 1989 e un terzo a Valencia nel 1991. Calatrava è anche scultore e pittore e sostiene che l'architettura sia un combinare tutte le arti in una sola. Le sue opere si trovano in tutto il mondo: a Zurigo, Barcellona, Valencia, Siviglia, Lisbona, Atene, New York, Dallas, etc.

Anche in Italia l’operato di Calatrava è ben visibile in molte città, come Venezia, Salerno, Cosenza e anche Reggio Emilia, sulla quale concentrerò la mia attenzione.

Stazione AV Mediopadana Reggio EmiliaPer la città, l'architetto ha realizzato tre progetti: i "Tre Ponti" e la Stazione Mediopadana dell’Alta velocità sono stati concretamente realizzati (uno nel 2007, l'altro nel 2013). La copertura del nuovo casello autostradale, invece, è rimasta praticamente un disegno sulla carta.
Con queste infrastrutture, il Comune di Reggio Emilia ha inteso riqualificare l'urbanistica e risistemare il territorio, creare e sviluppare nuove porte di accesso all'area Nord della città di grande impatto soprattutto in occasione del passaggio della linea ferroviaria ad Alta velocità sul territorio e della scelta di Reggio Emilia come unica fermata tra Milano e Bologna.

L'Amministrazione Comunale non ci ha visto male affidando a Calatrava la realizzazione dei suoi intenti urbanistici. Ciò che l'architetto ha restituito alla città è qualcosa di assolutamente straordinario dal punto di vista artistico, strutturale e funzionale.


Ponte di Calatrava, Reggio EmiliaPer chi arriva a Reggio Emilia in autostrada da Bologna, il primo impatto è con la parte centrale dei Tre Ponti, un grandioso arco lungo 221 metri, largo oltre 25 metri, con un'altezza all'apice di 46 metri. La struttura strallata è realizzata quasi interamente in acciaio, ad eccezione delle spalle simmetriche su cui poggia, che sono in cemento armato.

Tre Ponti di Calatrava, Reggio EmiliaLateralmente al ponte di scavalcamento sono stati realizzati altri due ponti tra loro identici, anche questi strallati, in acciaio e con le spalle in cemento armato, a completamento del sistema di viabilità tra il ramo nord della tangenziale e la nuova stazione Alta Velocità. La forma di queste due strutture è però completamente diversa: le geometrie essenziali si sviluppano in 179 metri di luce e 70 di altezza, creando archi dalle curve paraboliche.

Protagonista assoluto dell'intera struttura è il bianco, che esalta la purezza del disegno, l’eleganza delle linee e le sagome in acciaio, il cui effetto scenografico è amplificato dall'illuminazione notturna.

 

Stazione Alta Velocità, Reggio EmiliaLa stazione Mediopadana dell'Alta Velocità è una struttura coperta composta da 25 portali di acciaio distanti circa un metro l’uno dall’altro che, ripetendosi in sequenza per una lunghezza di 483 metri, un’altezza media di 20 metri e una larghezza massima di 50 metri, generano una successione di onde in movimento che si alternano tra loro in fase o in opposizione di fase. Questo crea un particolare effetto ottico che dà origine a un volume tridimensionale ad andamento sinusoidale. La stazione è costruita su due livelli, collegati attraverso quattro scale mobili e due ascensori panoramici: quello inferiore, cui si accede dall'esterno, ospita i servizi della stazione; quello superiore è riservato alla circolazione dei treni e all’imbarco dei passeggeri. La struttura è realizzata in acciaio, calcestruzzo e vetro stratificato, anche in questo caso tinteggiata di bianco.

Stazione di Calatrava a Reggio EmiliaMolte delle grandi opere di Santiago Calatrava sono stazioni ferroviarie. Una delle più impressionanti è la Gare de Liège-Guillemins, in Belgio. Anche qui acciaio, vetro e cemento dipinto di bianco sono il suo materiale principale, per un edificio che ha un’enorme cupola principale lunga 200 metri.

Stazione di Liegi-Guillemins, BelgioPertanto, è chiaro che le opere realizzate a Reggio Emilia rappresentano uno straordinario marchio per la città ed un simbolo di mobilità per una zona da sempre vocata agli scambi economici, ma sono anche un segno distintivo e ben riconoscibile dell'opera dell'architetto.

 

Personalmente, ho cercato di comprendere cosa comunicano a me queste infrastrutture. I tre ponti vengono chiamati anche "le Vele", ma io non ci trovo nulla che mi ricordi una nave: piuttosto le onde, che da una parte all'altra si abbassano e si alzano, nel caso dei tre ponti in modo anomalo, nel caso della stazione dell'Alta Velocità, in modo sinuoso, come una danza placida.

Questo andamento a onda, a mio avviso, non ha solo a che fare con l'idea dell'acqua, che trascina, trasporta, muove, ma anche con il suono. Più osservo il ponte centrale della struttura dei tre ponti e più mi sembra di guardare una enorme arpa rovesciata. La stazione, poi, con la sua copertura, mi ricorda i tasti di un pianoforte.

Quindi, a mio avviso Calatrava ha progettato le infrastrutture conferendogli una valenza sia artistica che funzionale: da una parte, ha creato qualcosa dall'indiscutibile impatto visivo, esteticamente coinvolgente, dotato di grande "musicalità"; dall'altra, ed è la cosa più importante, ha progettato le sue strutture tenendo conto della capacità di propagazione del suono degli oggetti in movimento, creando un contesto in grado di convogliare gli impulsi acustici.

Auditorium di Santa Cruz di TenerifeQuesto non mi stupisce, dal momento che le sale dell'Auditorium di Santa Cruz sono caratterizzate da una acustica da tempio greco, progettata per essere tra le migliori al mondo.

 

Tre Ponti di Calatrava, Reggio EmiliaCome ogni grande progetto, anche questo ha i suoi detrattori. I Tre Ponti sono costati 46 milioni di euro, la stazione 79 milioni di euro.
Per i Tre Ponti, si lamentano l'arrugginimento delle strutture ed anche le rampe di accesso pedonali non godono di una grande manutenzione.

Quanto alla stazione, le stime sui passeggeri giornalieri previsti all'apertura del servizio erano molto maggiori, ma oggi possiamo dire che non erano corrette le previsioni degli scettici che la vedevano come "una splendida cattedrale nel deserto".
Infatti, quando venne inaugurata nel 2013, c'erano solamente sei coppie di treni al giorno. Oggi ci sono un'ottantina di coppie di treni quotidiani. Circa 4.000 passeggeri al giorno per 1,3 milioni di viaggiatori l’anno (dati del 2020, a pieno regime pre-Covid). I servizi si stanno poi sviluppando lentamente e nel corso degli anni, come il parcheggio, il bar (uno solo e presente relativamente da poco), un’edicola-tabacchi e per ora nient'altro.
Bene, ma non benissimo, quindi. Calatrava ha progettato la stazione con l'intento di renderla luogo di scambio cosmopolita, di eventi, mostre, esibizioni. Un recente stanziamento di 8 milioni di euro da parte di RFI-Rete Ferroviaria Italiana intende ampliare infatti l'offerta del terziario.

Stazione di Calatrava, Reggio EmiliaSenza considerare che, oltre all'offerta di servizi, l'aspetto fondamentale da sviluppare sono i collegamenti: da e per la nuova stazione dal centro città, da e per la Bassa e Mantova, da e per la "stazione vecchia" e quella nuova.

Dunque, Calatrava ha consegnato alla città di Reggio Emilia delle infrastrutture grandiose che davvero per funzionalità e per ciò che rappresentano sono invidiate anche dalle città vicine, ma siamo ancora lontani dal suo sogno progettuale, poiché, inutile dirlo, l'Italia si muove lentamente (che incredibile paradosso!).

Nonostante questo, io vi consiglio di andare a vedere le opere di Calatrava a Reggio Emilia e di lasciarvi coinvolgere e trascinare da questa danza di forme e funzioni che stupiscono per la loro monumentalità.


Siamo tutti presi dai nostri ritmi frenetici. Per una volta, proviamo a fermarci e a lasciare che siano le architetture a "muoversi" al posto nostro, suggerendoci il ritmo attraverso luci e ombre, suoni, colori.

 

 

Bibliografia, documenti, link ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo: