Ho visitato per la prima volta la Pinacoteca Civica il Guercino di Cento nella prima domenica di Carnevale del 2024, a pochi mesi dalla riapertura dopo i lavori di ristrutturazione seguiti al sisma del 2012. Ci sono realtà che rinascono dalle ceneri come l'araba fenice. Ma non bisogna pensare che questo percorso sia stato semplice o scontato.

Cento, Palazzo del Sacro Monte di Pietà nel 1913La Pinacoteca si trova in via Giacomo Matteotti 16, nel palazzo un tempo sede del Monte di Pietà. Tuttavia, la storia della sua formazione e della sua collocazione nella città di Cento attraversa vicende complesse ed articolate che cercherò di raccontare in questo articolo.

 

Il primo nucleo della raccolta civica si formò dopo la caduta di Napoleone. Presso l'Archivio Storico Comunale è stato ritrovato un fascicolo di documenti che relazionano in merito alle vicende dei quadri centesi selezionati e requisiti dai francesi nel 1796 ed ha permesso di ricostruire la vicenda alla base della nascita della raccolta d'arte centese. In totale erano tredici grandi pale e tre quadri di dimensioni ridotte a costituire il bottino centese appositamente selezionato dai commissari francesi sulla linea del progetto culturale napoleonico. Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo e la conclusione del Congresso di Vienna, la città di Cento cominciò a muoversi per il recupero almeno di una parte del patrimonio requisito. Dopo quasi vent'anni dalle confische, a seguito dell'attività diplomatica abilmente condotta da Antonio Canova, nominato commissario straordinario dello Stato Pontificio con lo specifico mandato di recuperare i beni prelevati dai francesi, rientrarono in Italia anche sei opere centesi. Il Podestà di Cento, Vincenzo Paolo Rusconi, le espose nella basilica di San Biagio per otto giorni continui a partire dal 3 febbraio del 1816, festa del patrono ma anche "giorno di straordinaria esultanza e di gioia". L'esposizione si ripetè nel 1817 arricchita di un dipinto, ma venne proposto che provvisoriamente i quadri venissero trasferiti per sicurezza nell'oratorio della Chiesa del Rosario.
Cesare Galletti, Putto che preme un otreIn concomitanza con questa decisione, altre opere arricchirono la collezione e ci si rese sempre più conto che i dipinti recuperati dalla Francia, nella maggior parte dei casi, non sarebbero più tornati nei conventi o sugli altari dai quali erano stati tolti e non avrebbero riacquistato la loro funzione devozionale, ma avrebbero potuto ampliare il nucleo delle future pinacoteche e assumere un nuovo valore sociale.

Cento, Chiesa del RosarioIl complesso del Rosario nel corso degli anni si andò arricchendo di altre opere e nel 1839 l'Amministrazione Comunale decise di incaricare il pittore Alessandro Candi e l'ingenere Stefano Ficatelli di coordinare il trasferimento dei quadri dal Rosario ai locali del cosiddetto Nuovo Monte di Pietà e dell'Archivio Notarile. In questo edificio, disposto ad angolo tra via Matteotti e via Ugo Bassi, si trovarono così a coabitare il pio istituto di credito e la collezione di quadri del Guercino e della sua bottega. Negli anni successivi, con successive acquisizioni, il consiglio comunale confermò di volere ampliare la sua quadreria per il maggior lustro della pubblica pinacoteca ed a scopi didattici. In quest'ottica, alcune pale d'altare dei principali luoghi di culto cittadini vennero sostituite da copie per esporre gli originali nella pinacoteca, a vantaggio degli studiosi dei grandi maestri. L'inaugurazione della pinacoteca centese avvenne il 21 settembre 1839 a testimoniare il rapido svilupparsi di una coscienza collettiva dei beni culturali.

Al primo nucleo di dipinti di Guercino e bottega, si aggiunsero con gli anni altre opere incamerate grazie alle acquisizioni operate dal Comune e in virtù dei depositi provenienti da istituzioni e da privati. Tra questi, una parte degli affreschi realizzati a Casa Pannini dal Guercino e dalla sua scuola tra il 1615 ed il 1617. Gli affreschi furono trasferiti su tela da Giovanni Rizzoli alla fine dell'800 su richiesta di Francesco Diana, nuovo proprietario della dimora, al fine di prevenirne il degrado. La Pinacoteca ne entrò in possesso nel 1945, dietro donazione del marchese Pio Rosselli Del Turco che ne era entrato in possesso per vicende ereditarie.

Nel 1941, la storia secolare del Monte di Pietà di Cento si concluse, incorporata nella Cassa di Risparmio locale. A poco più di cent'anni dall'inaugurazione, la Pinacoteca conquistò così altri spazi.

L'ufficio tecnico del Comune di Cento, la Soprintendenza ai monumenti e l'ispettore onorario alle antichità e alle opere d'arte di Cento, Giuseppe Costa, lavorarono più o meno in sintonia per migliorare le condizioni dell'edificio e dell'allestimento.

Sede museale della Pinacoteca dopo il terremoto del 2012Nel corso del Novecento il fabbricato fu interessato da diversi interventi di restauro, per riparare i danni di un bombardamento aereo nel 1945, per rifare il coperto nel 1984 e per rinnovare la facciate nel 2005.

Interni della Pinacoteca dopo il terremoto del 2012L'intensa attività della Pinacoteca tra gli anni Novanta e il 2012 è davvero degna di nota. Oltre alle mostre, proposte e curate da numerosi studiosi e sempre molto partecipate, furono anni fervidi di progetti didattici e interdisciplinari.
Purtroppo questo periodo d'oro era destinato ad interrompersi. Il terremoto del maggio 2012 provocò danni strutturali tanto ingenti da rendere evidente l'inagibilità dello storico immobile. Iniziò un'attesa lunga e senza chiare prospettive sui tempi della ristrutturazione post terremoto. L'unica possibilità per far vivere il patrimonio, ricoverato nei depositi di Sassuolo e di Art Defender a Bologna, fu farlo circolare attraverso prestiti, anche internazionali, associandoli ad iniziative di sensibilizzazione che possano contribuire a raccogliere fondi per il restauro della struttura museale.

Così il Guercino, attraverso le sue opere, cominciò una sorta di tournée in giro per il mondo e divenne ambasciatore di un territorio ferito, che lottava per ritrovare la sua serenità, tra mille difficoltà. Furono diverse le città che il Guercino ebbe modo di visitare: Bolzano, Bologna, Varsavia, Zagabria, Tokyo, Verona. La Denis Mahon Foundation fu tra i primi enti a dare un generoso contributo. Tra il 2017 ed il 2018 si susseguirono inoltre tante iniziative volte a valorizzare il patrimonio artistico centese.
Nel maggio 2018 ci fu un'importante notizia: il Comune di Cento acquistò gli affreschi di Guercino facenti parte del ciclo decorativo completo che il maestro e i suoi collaboratori realizzarono intorno al 1617 in una stanza di Casa Benotti-Chiarelli, già citati nelle guide di Cento a partire dal 1768, che andarono ad arricchire il patrimonio della Pinacoteca Civica.
Ma l'entusiasmo che si era creato attorno a tutte queste attività si dovette purtroppo spegnere improvvisamente a causa dell'emergenza pandemica del 2019, che costrinse alla chiusura tutte le attività culturali pubbliche.
Ma nel frattempo arrivò la notizia del riconoscimento di un cospicuo finanziamento ministeriale per poter concludere i lavori alla sede museale e si cominciò a guardare ad un nuovo progetto di allestimento della Pinacoteca.

Pinacoteca Civica Il Guercino di CentoLa Pinacoteca, in effetti, si è proprio rifatta il look. Dopo circa due anni di lavori, lo studio di architettura ingegneria Open Project, vincitore delle gare sia per il progetto di ripristino, consolidamento e adeguamento sismico, sia per l’allestimento museale, ha riconsegnato alla città un pezzo importante del suo patrimonio culturale, grazie al finanziamento del Commissario delegato per la ricostruzione sisma 2012 Regione Emilia-Romagna pari a 2.955.000 euro e al contributo ministeriale di 988.900 euro del Fondo Cultura 2021.
Pinacoteca Civica Il Guercino, CentoIl progetto di consolidamento conservativo ha aumentato del 60% il grado di sicurezza anti-sismica. Inoltre, è stata attuata una progettazione integrata volta all'abbattimento di barriere architettoniche, all'adeguamento degli impianti, alla predisposizione di spazi per esposizioni temporanee, alla creazione di nuove finiture. La cura riservata ai dettagli si nota soprattutto nella colorazione blu carta da zucchero in diverse tonalità di tutte le pareti che riprende quella dei cieli del Guercino, ma anche nella nuova pavimentazione, nell'illuminazione che consente l'eliminazione di ombre e riflessi.

La Pinacoteca Civica Il Guercino di Cento ha riaperto le sue porte il 24 novembre 2023 dopo 11 anni dal sisma con tre giorni di eventi, incontri, mostre, rievocazioni storiche e laboratori per celebrare il ritorno del grande artista barocco e con un nuovo percorso scientifico ed espositivo a cura dell’Ufficio Cultura del Comune di Cento, in particolare di Lorenzo Lorenzini ed Elena Bastelli.

 

Stefano Galletti, La strage degli Innocenti, 1853Si conferma come la sede museale con la concentrazione maggiore al mondo delle opere del Guercino e dei suoi allievi e seguaci. Accanto a questa nutrita serie di opere, il percorso espositivo comprende alcuni dipinti di pittori manieristi bolognesi, "La Madonna in trono e Santi" di Ludovico Carracci e "L'Annunciazione" di Ubaldo Gandolfi, una cospicua raccolta di stampe, prevalentemente sei-settecentesche tratte da opere del Guercino e della sua bottega ed una sala dedicata all'opera scultorea del centese Stefano Galletti ed in parte di Cesare Tiazzi.

 

Ubaldo Gandolfi, Annunciazione (1777)Visitare la Pinacoteca è stata una bellissima esperienza, sicuramente favorita dalla fruibilità del percorso ma soprattutto dalla consapevolezza che lunghi anni di attesa sono valsi a restituirci un patrimonio artistico di grande importanza per l'identità culturale e storica del territorio.

 

Guercino e bottega, autoritratto 1635E' un viaggio esplorativo che consiglio di fare a chiunque voglia respirare l'arte e conoscere da vicino l'opera di un grande maestro, il Guercino, che ha saputo conquistare non solo una città, ma il mondo intero.

 

 

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