La Chiesa di S. Maria di Venezzano a Mascarino: uno dei gioielli architettonici della nostra pianura

E' tarda notte in canonica. Alla sua scrivania, Don Branchini sta scrivendo alcuni appunti su un foglio. La luce di una candela che lentamente si consuma è l'unico indicatore del tempo che passa. Quest'uomo è un creativo ed un innovatore, mosso da una profonda fede.

E' una combinazione perfetta per ciò che ha in mente di fare: dare ad una piccola comunità del contado bolognese una nuova chiesa - giacché quella attuale versa ormai in rovina - che si distingua dalle altre nei paesi limitrofi sia per estetica che per stile architettonico.

Chiesa Mascarino Stile gotico fioritoChiesa di Santa Maria di Venezzano, MascarinoE' Don Fortunato, l'attuale parroco della Chiesa di S. Maria di Venezzano a Mascarino, che mi accompagna attraverso la storia di questo tempio della fede dedicato alla Vergine Maria. Attraverso il suo racconto, riesco ad immaginare quale grande impresa debba essere stata per quei tempi la sua costruzione.

Era il 1894 e Don Branchini, il parroco di Mascarino, era alle prese con un progetto, quello del Brighenti , che non poteva più essere attuato poiché l'architetto, molto conosciuto per avere progettato altri edifici sacri della zona ed anche l'attuale Torre Campanaria del paese, era venuto a mancare poco prima dell'apertura del cantiere.

Questo improvviso decesso avrebbe segnato le sorti della nuova costruzione sacra: il Brighenti, infatti, aveva progettato una chiesa in linea con i canoni architettonici del tempo, ma Don Branchini aspirava nel suo profondo a qualcosa di totalmente diverso.

Si dice che Dio ha un piano per ciascuno di noi e se questo è vero, credo che per l'operato di Don Branchini in questa piccola Parrocchia avesse in mente grandi idee. Ma che ci fosse o meno un disegno divino a guidare le sorti di questa opera architettonica, il Branchini si trovò nella necessità e possibilità di rivedere il progetto con un nuovo architetto. Interno della Chiesa di S. Maria di Venezzano

L'incontro con lo Studio di Architettura di Francesco Gualandi sarebbe stato decisivo. L'architetto seppe dare una dimensione assolutamente fedele alle idee innovative (e forse anche eclettiche) che il Branchini aveva in mente, proponendo il progetto per un edificio dallo stile unico in zona: in stile gotico-fiorito, a croce latina con tre navate ed abside poligonale, sormontata da una possente cupola sostenuta da otto pilastri polilobati con un tamburo a dodici lati. Questo edificio sacro sarebbe stato inoltre il primo esempio di applicazione del cemento armato nell'arte.

Altra cosa singolare è che Francesco Gualandi, per costruirla, si avvalse di un solo uomo: aveva infatti incaricato Vito Mazzoli, un muratore nel quale riponeva grande fiducia poiché molto capace. Ebbene, quest'uomo costruì la chiesa in totale autonomia, avvalendosi unicamente di qualche aiutante per il trasporto e la preparazione dei materiali edili. Ci sono voluti 40 anni per ultimarla. Per Mazzoli è stata l'impresa di una vita. Ma si dimostrò meritevole della fiducia del Gualandi riuscendo a portare a termine il lavoro. Santa Maria Venezzano vetrate

Tuttavia, questa costruzione è a tutt'oggi considerata una struttura in divenire. Dal momento in cui è stata terminata, infatti, ogni parroco che si è succeduto in questa comunità ha apportato alla struttura qualche miglioria estetica. Don Branchini, ad esempio, plasmò personalmente in terracotta la Via Crucis, la Madonna di Lourdes nella cappellina a lei dedicata e le tante immagini degli altari, tra il 1927 ed il 1928. Si devono a Don Fortunato, invece, i bellissimi mosaici che decorano l'esterno, il dipinto dedicato alla Natività di Maria nella sua cappellina ed il nuovo portale con splendidi bassorilievi ispirati ai racconti biblici. Chiesa di Mascarino internoAll'interno, il tempio si svela in tutta la sua magnificenza.

Nel silenzio, possiamo affidarci semplicemente all'eloquenza di quanto i nostri sensi percepiscono. Il fedele viene infatti introdotto fin dall'inizio in un percorso spirituale suggerito dalla struttura stessa. Questo indica come gli architetti del tempo conoscessero a fondo la simbologia cristiana e ne tenessero conto per la progettazione architettonica di un edificio sacro: le tre navate, ad esempio, rappresentano le virtù, Fede e Speranza ai lati, Carità al centro. Dodici sono le stelle e le vetrate floreali della cupola centrale o le croci disseminate su pareti e colonne. Un numero importante per la cristianità. Ai lati si trovano due pale d'altare dedicate a S. Giuseppe ed al Sacro Cuore ed a sormontare l'altare maggiore c'è la Vergine, una piccola scultura bianca che diventa il centro della nostra devota attenzione.

C'è qualcosa di assolutamente originale, infatti, nello stile col quale essa si manifesta. Tutt'intorno, dalle ampie vetrate istoriate realizzate dall'architetto Gallignani, la luce raggiunge sia Lei che noi avvolgendoci in una varietà multicolore di toni. E nella contemplazione, la suggestione, creata dalla fusione di elementi architettonici e decorativi, aumenta creando quel conforto alla quale sia il progettista del tempo, sia la fede, aspirano. Chiesa di Mascarino cupolaHo sempre pensato che l'arte sia la mano di Dio che sollecita la nostra anima.
C'è qualcosa di divino nell'ingegno umano quando incontra la fede di un uomo. Qualcosa che, come in questo caso, può determinare la grandezza e l'unicità di un'opera d'arte.


Un ringraziamento particolare a Don Fortunato, per la grande disponibilità con la quale mi ha accompagnato nella Chiesa di S. Maria di Venezzano, illustrandomene la storia.

www.parrocchiasantamariavenezzano.com

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