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La scultura "I Cavalieri in Battaglia" a San Giorgio di Piano

Chiunque si trovi a passare nei pressi della Porta Ferrara di San Giorgio di Piano, avrà certamente notato una scultura in rame dall'interessante impatto urbanistico. E' intitolata "I Cavalieri in Battaglia" ed è stata realizzata nel 2006 da Nicola Zamboni e Sara Bolzani, apprezzati artisti che hanno realizzato opere in diversi comuni della provincia bolognese.


I cavalieri in battaglia - scultura di Nicola Zamboni e Sara BolzaniIl gruppo scultoreo ritrae due cavalieri in quella che sembra la scena finale di un combattimento: uno dei due, ancora a cavallo, sta puntando la lancia contro un altro appena disarcionato, che alzando una mano sembra implorare pietà per la sua vita.

 

Credo però che sia necessario avvicinarsi un po' di più per cogliere ulteriori particolari. Osservando infatti da vicino il cavaliere vincitore ci accorgeremo che l'armatura, sul petto, ricalca un evidente seno e che dal retro dell'elmo esce una lunga coda: il cavaliere che punta la lancia vittorioso contro il suo nemico è una donna.

 

Perché una donna? Credo sia una domanda che sorge spontanea. Io penso, senza averlo chiesto direttamente agli artisti, che la scultura voglia far riflettere su un fatto dimenticato della storia o parzialmente relegato alla leggenda: sono innumerevoli le donne che si sono poste al comando di eserciti militari, sia in Italia che nel mondo, soprattutto fra Medioevo e Rinascimento.
Ricordare unicamente la celebre Giovanna D'Arco sarebbe frettoloso e riduttivo, poiché la maggior parte di queste donne discendevano da una lunga stirpe di combattenti ed avevano ricevuto un'educazione che andava ben al di là del ricamo. Erano preparate, scaltre, coraggiose, combattenti degne del rispetto di un esercito composto da soli uomini.

 

I cavalieri in battaglia - scultura di Nicola Zamboni e Sara BolzaniBattaglia di San Romano - Paolo Uccello (1535)Un'altra domanda che mi pongo è se gli artisti si riferiscano ad un qualche episodio in particolare. Sembra non lo abbiano dichiarato, ma che abbiano risposto riguardo a quale opera è stata d'ispirazione per la realizzazione di sculture di cavalieri, cavalli e donne come quelle che possiamo osservare a San Giorgio di Piano: il dipinto della famosa Battaglia di San Romano realizzato da Paolo Uccello nel 1535.

Anche un rapido confronto ci rivela una notevole somiglianza in forme e posture, ma la tridimensionalità della scultura ci consente un maggior coinvolgimento a livello prospettico: possiamo posizionarci a fianco della figura in sella al cavallo e percepire la tensione che emana dall'arma puntata contro l'avversario, oppure porci alla stessa altezza del cavaliere a terra e lasciare che la lancia ci minacci entrambi, o ancora decidere se osservarli a "distanza di sicurezza", come spettatori di una battaglia che avviene fuori dalle mura.

 

A questo proposito, si può dire che il posizionamento è un altro elemento di grande importanza: Porta Ferrara (detta anche Capuana) si trova all'ingresso del centro storico sangiorgese, che fortunatamente ancora oggi conserva alcune tracce del suo passato storico medievale. Di conseguenza, la posizione di questa scultura è particolarmente simbolica e distintiva, in particolare per chi entra nel cuore della cittadina.

I cavalieri in battaglia - scultura di Nicola Zamboni e Sara BolzaniSan Giorgio di Piano è una cittadina da sempre votata alla cavalleria. Ne è buona prova il fatto che il suo Santo Patrono, San Giorgio, è anche il protettore dell'Arma di Cavalleria Militare e Civile dello Stato Italiano, ma a lui sono intitolati anche diversi Ordini cavallereschi in tutto il mondo.


Credo che quest'opera, collocata in luogo pubblico e quindi liberamente fruibile, abbia raggiunto il suo scopo: rappresentare in modo profondo e coinvolgente la comunità sangiorgese sotto l'aspetto storico, tradizionale e culturale.
Dobbiamo a Nicola Zamboni e Sara Bolzani la capacità di aver saputo cogliere la memoria del luogo elaborandola attraverso un'opera d'arte in armonia con il contesto circostante.

 

 

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