Borgate ed altri itinerari

Stellata di Bondeno, borgo rivierasco alla destra del Po

Ho visitato per la prima volta Stellata di Bondeno in una giornata insolitamente calda. Sono stata attirata in questo territorio dalla storia delle acque che si incrociano e convergono, sia naturalmente che mediante importanti strutture idriche, al grande fiume Po.

 

Stellata di Bondeno, borgo rivierascoQuando mi sono addentrata nel borgo, ne sono rimasta incredibilmente affascinata.

Stellata è, al pari di Bondeno e Ficarolo, una cittadina di frontiera, un limes, prima storicamente e poi geograficamente: da questa parte del Po, si trova il confine tra Emilia-Romagna e Lombardia, dall'altra parte quello tra Emilia-Romagna e Veneto.

 

La sua storia è naturalmente legata al fiume Po ed alle sue variazioni di percorso. Il primo insediamento noto nella zona è di epoca romana, come dimostrano i numerosi reperti ritrovati nel 1928, in occasione della costruzione delle Idrovore Pilastresi, oggi conservati presso il Museo Civico Archeologico G. Ferraresi.

La Rocca di Stellata e di Ficarolo nel disegno di Marin Sanuto (1483)Nel medioevo, la zona nella quale oggi sorge il borgo di Stellata era conosciuta con il nome di Goltarasa, che si può forse ricondurre a "golena spianata, rasa", cioè una fossa che si immetteva nel fiume Burana e che fungeva da confine con il territorio di dominio mantovano.

La presenza di un abitato vero e proprio è dubbia, poiché il nome viene citato solo in riferimento al corso d'acqua ed al castrum medievale di Ficarolo, sulla sponda opposta polesana, nella cui chiesa fino al XV secolo si recavano i residenti di Goltarasa.

Nel XII secolo, con la "rotta di Ficarolo", poco a valle di Stellata, il nuovo ramo del Po che si creò, il "Po di Venezia, favorì sia Stellata che Ficarolo, che trovandosi proprio nel punto di biforcazione tra l'alveo più antico e il nuovo assunsero un importante ruolo prima commerciale ed in seguito militare.

Ex Magazzino del sale di StellataTra il XII ed il XIV secolo, infatti, gli Estensi, signori di Ferrara, al fine di sorvegliare l'accesso a Ferrara dall'Adige, iniziarono ad erigere fortezze e torri lungo le sponde del fiume. Perciò a Stellata e Ficarolo furono costruite due fortezze che erano considerate la difesa più importante a monte del territorio ferrarese: la "Rocca Possente" di Stellata e la "Rocca Benedetta di Ficarolo (oggi scomparsa), unite nel 1399 da una catena lunga 400 piedi che consentiva di controllare le navi in transito. Le due imponenti rocche sono raffigurate nella pubblicazione intitolata "Itinerario per la terraferma veneziana" redatta da Marin Sanuto nel 1483. Dal disegno dell'inviato veneziano possiamo dedurre che un tempo le strutture difensive edificate lungo il fiume dovevano essere molto più complesse ed articolate del "torrione" che vediamo oggi a Stellata.

Oratorio di San Domenico di StellataA partire dalla fine del XIV secolo, i signori di Stellata erano i Contrari, proprietari di molti terreni e poderi nel periodo della dominazione estense. Uguccione Contrari aveva ricoperto importanti incarichi presso la Corte Estense e Nicolò III d'Este, nel 1398, lo aveva ricompensato con un feudo che comprendeva terreni ed un casale posti a Goltarasa.

Le cronache raccontano che fu proprio Uguccione ad abbellire l'edificio che oggi conosciamo come Villa Federica ed a fare costruire il magazzino del sale (bene che allora era altamente commerciato sul Po), a favorire l'insediamento di case sui suoi terreni ed a fare costruire, intorno alla metà del '400, una chiesa dedicata alla Natività di Maria Vergine.

Il borgo di Stellata di Bondeno in una cartolina d'epocaE' probabile che le cosiddette "case sull'argine, che sorgono poco distanti dalla Rocca Possente, siano stati i primi edifici a costituire il centro urbano di Stellata per ospitare barcaioli, pescatori, mercanti e custodi delle imbarcazioni.

Stellata di Bondeno, ponte di barcheNel XV secolo cominciò a comparire in uso nei documenti il nome di Stellata, nella forma latina "Stellata Ficaroli", cioè Stellata di Ficarolo. Fino a quel momento, in particolare nei documenti medievali, il termine "stellata" serviva ad indicare comunemente una palizzata con la funzione di arginare fiumi o proteggere dall'acqua terreni abitati.

 

I Contrari si estinsero nel 1575 con la morte di Ercole Contrari. Fu sua sorella Laura, sposata con il conte Girolamo Pepoli, ad ereditare i beni di Stellata ed a trasferirli così alla nobile famiglia bolognese.

Nel XVII secolo, il borgo aveva già uno sviluppo lineare, con una concentrazione di edifici proprio lungo l'argine, destinati sia ad abitazioni che botteghe. Tra queste ultime è annoverabile una ricca spezieria con annessa drogheria il cui inventario, stilato nel 1671, rivelò un elevato livello di cultura fitoterapica a Stellata e nel bondenese in generale.

Mappa di Stellata nel Catasto Gregoriano (1835)Nella mappa del Catasto Gregoriano del 1835 questa disposizione è già ben visibile ed include, oltre agli edifici residenziali e commerciali, anche l'Oratorio di San Francesco e l'Oratorio di San Domenico o del Rosario, costruiti rispettivamente nel 1616 e nel 1705, sedi per secoli l'uno della confraternita del Sacramento e l'altro della confraternita del Rosario.

I Pepoli rimasero i proprietari delle terre e di molti edifici di Stellata fino alla morte del marchese Gioacchino Napoleone Pepoli, nel 1881. I diritti residui di quello che fu l'antico feudo di Stellata sono attualmente di pertinenza dellafamiglia Spisani.

 

Piazza Pepoli di Stellata, cartolina d'epocaIl borgo rivierasco di Stellata ha molto da offrire, a mio avviso, a chi la visita. Innanzitutto è "aggrappato" ad un fiume e ciò significa, oltre a quanto già raccontato sopra, una prolungata esposizione a storie e culture diverse, la vicinanza a luoghi di grande interesse naturalistico e paesaggistico, grandi opere legate al governo delle acque, come le Chiaviche e l'Idrovora Pilastresi.

 

Oggi Stellata è una località che sta cercando lentamente di riprendersi dalle violente scosse del terremoto del 2012. Non tutte le sue antiche strutture sono state recuperate o hanno trovato una nuova funzione all'interno della comunità, ma d'altro canto l'atmosfera d'altri tempi la rende affascinante e suggestiva.

Borgo rivierasco di Stellata di BondenoDalle colorate casine tutte attaccate che convergono verso la Piazza Pepoli, con le porte lasciate aperte d'estate, arrivano profumi e rumori di vita quotidiana e la cittadina non dimentica tradizioni secolari come la Sagra dell'Anatra o personaggi che hanno reso questo luogo ricco di vicende degne di ulteriori approfondimenti.

 

E' a queste storie ancora tutte da raccontare che penso mentre mi allontano da Stellata e dalle acque del Po, testimoni ed artefici silenziose (ma non troppo) dell'inestimabile patrimonio culturale custodito in questi luoghi.

 

 

Bibliografia, documenti ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

  • "Guida di Stellata"a cura del Gruppo Archeologico di Bondeno - con testi di Daniele Biancardi, Giulia Osti, Lara Dal Fiume, Micol Boschetti, Rita Guerzoni, Simone Bergamini (2019)

  • "Itinerario di Marin Sanuto per la terraferma veneziana" (1483) - Tipografia del Seminario, Padova (1847) – Pagg. 52/53. La pubblicazione è disponibile in formato pdf sul portale Internet Archive Digital Library.

  • Sul sito www.museostellata.it sono disponibili approfondimenti ed aneddoti sul borgo di Stellata.

  • Mappa e Brogliardi di Stellata - Catasto Gregoriano sul portale Imago II dell'Archivio di Stato di Roma.