Carlo Alberto Pizzardi e Bentivoglio

La storia del legame intercorso tra la dinastia dei Pizzardi e la bella Bentivoglio è, a mio avviso, una delle più interessanti ed enigmatiche che si possano apprendere. Vi sono numerose pubblicazioni che trattano questa famiglia dal punto di vista storico, ma poche aprono un varco più emotivo ed umano sulla figura, in particolare, del marchese Carlo Alberto Pizzardi, e soprattutto sul perché potrebbe aver fatto quello che fece.

Carlo Alberto Pizzardi e BentivoglioCarlo Alberto Pizzardi era l'ultimo di una dinastia di ricchissimi proprietari terrieri, protagonisti della scena cittadina e politica di Bologna tra la fine dell'800 e l'inizio del '900.

Ereditò l'amministrazione di tutte le proprietà di famiglia dal 1888, quando fu chiaro che fosse l'unico in grado di condurle in modo sicuro. I due fratelli maggiori, Francesco e Camillo, si erano infatti dimostrati incapaci nel ruolo, contraendo debiti e costringendo la famiglia alla vendita di diverse proprietà.

Focalizzandoci su Bentivoglio in particolare, essa rappresentò per i Pizzardi il pilastro per tutte le successive azioni volte all'arricchimento sempre maggiore della famiglia. I Pizzardi acquistarono Bentivoglio nel 1817 per 35.000 scudi romani dal marchese Carlo Bentivoglio d'Aragona.

Un colpaccio davvero, perché Bentivoglio, comprendendo anche Santa Maria in Duno e Saletto, era una proprietà incredibilmente estesa, con mulini, case e soprattutto attaccata al Canale Navile, una via di collegamento e commercio importantissima e strategica tra Bologna e l'Adriatico. Castello e Mulino Pizzardi di BentivoglioNon a caso, Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, aveva deciso di costruire lì la sua Domus Iocunditatis (la villa-castello) tra il 1475 ed il 1481, rendendo questa zona famosa, prestigiosa e fiorente. Ma la caduta dei Bentivoglio ad opera di Papa Giulio II nel 1506, segnò per il castello una lunga fase di decadenza dovuta principalmente alla mancata manutenzione ed a modifiche operate da successivi proprietari.

Carlo Alberto Pizzardi restituì a Bentivoglio il suo prestigio. E' chiaro che l'ottica era sempre il profitto, ma anche se molto conservatore, grazie ai mezzi economici che aveva, si dimostrò un imprenditore molto audace ed innovativo.

Incaricò Alfonso Rubbiani del restauro del castello e della costruzione del Palazzo Rosso, intraprese un'opera importante di bonifica delle risaie, fece modernizzare il mulino, ampliandolo, ripartendolo su quattro piani e migliorandone la produttività, istituì una scuola dedicata all'istruzione dei giovani e dell'infanzia guidata da suor Maria Teresa Veronesi e nel 1906 destinò parte del suo patrimonio alla costruzione dell'Ospedale di Bentivoglio. Queste sono solo alcune delle opere che fanno comprendere quanto il Pizzardi avesse a cuore Bentivoglio. Alfonso Rubbiani a Bentivoglio

Ma i cambiamenti economici e sociali che investirono il nuovo secolo compromisero in modo irreversibile il suo rapporto con questa cittadina. Soffiavano venti di rivoluzione socialista. Crebbero le ribellioni contadine legate alle rivendicazioni sociali e politiche e si instaurarono le prime leghe sindacali.

Nelle campagne si diffuse un grande malcontento lungo le fila dei lavoratori del padrone e per qualche ragione che ancora oggi è difficile comprendere, tutto il bene che il marchese aveva fatto a questo territorio si tramutò in un risentimento tale da spingerlo ad allontanarsi da Bentivoglio affidandone l'amministrazione, dal 1911 al 1918, al capace agronomo svizzero Armando De' Rham. Ospedale di Bentivoglio

Dopo il primo conflitto mondiale, dove il Castello di Bentivoglio venne adibito ad ospedale per volere dello stesso Pizzardi, accadde qualcosa che condizionò per sempre sia le sorti di Bentivoglio, che degli Ospedali di Bologna. Nel 1919 il Pizzardi, che non aveva eredi, iniziò a devolvere all'Amministrazione degli Ospedali di Bologna il suo ingente patrimonio.
Il marchese sembrava essersi riappacificato con Bentivoglio e si racconta (anche se nessun documento lo attesta) che intorno al 1920 a Palazzo Zambeccari di Cinquanta si tenne una riunione, alla quale presenziarono mezzadri, artigiani, operai e braccianti che avevano servito il Pizzardi fino a quel momento.

Il marchese preannunciò il testamento che aveva deciso di fare in loro favore: desiderava affidare le sue terre in Bentivoglio a chi le aveva sempre gestite. Gli atti ufficiali sarebbero stati firmati al Castello di Bentivoglio alla presenza di due notai e del sindaco di Bentivoglio. Ma alla riunione, non invitati, si presentarono alcuni esponenti delle Leghe che tra minacce e guazzabugli, impedirono la prosecuzione dell'incontro ed il successivo appuntamento per gli atti formali.

Carlo Alberto Pizzardi uscì dalla stanza senza guardarsi indietro e successivamente decise di fare registrare le sue nuove volontà a vantaggio degli Ospedali bolognesi. Ritratto di Carlo Alberto PizzardiTra il 1920 ed il 1921, con altri lasciti, il Pizzardi si privò di tutto il suo patrimonio, una ricchezza che oggi è incalcolabile. L'uomo più ricco di Bologna morì nel 1922, come "il più povero dei poveri". Qualcuno dice che negli ultimi momenti di vita, il Pizzardi non fosse del tutto presente a se stesso: alla solitudine che l'aveva sempre accompagnato, si aggiunsero la miseria e la delusione per l'irriconoscenza del mondo che lo circondava. Bentivoglio ha potuto "recuperare se stessa" solo recentemente, ma nel frattempo il nome dei Pizzardi è stato gradualmente avvolto dalle nebbie del tempo.


Possiamo dare la colpa sia al passare degli anni, sia ad un sistema che va in fretta, abbreviando i nomi di costruzioni e luoghi, fino a che non resta quasi più nulla del loro trascorso storico.
Ma possiamo sperare che per alcuni di noi vi sia un attimo, in questa corsa, nel quale prendere fiato e dare ascolto, raccogliere e portare con sé anche storie dimenticate come questa.

Materiali ed altri elementi utili alla scrittura dell'articolo:


- "L'enigma Pizzardi" di Gabriele Cremonini – Ed. Pendragon, 2014

- "Guida di Bentivoglio"– Ed. Paolo Emilio Persiani, 2017

- Le visite a Castello, Mulino e Palazzo Rosso di Bentivoglio organizzate dall'Associazione Amici delle Acque e dei Sotterranei di Bologna sono state particolarmente istruttive per comprendere sia la figura del Pizzardi, che la storia di tutti gli edifici storici presenti a Bentivoglio.

 

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