Urbex e Luoghi Abbandonati

L'Oratorio di San Carlo Borromeo a Bonello di Gaiba

Spunto dall'argine per imboccare la via Bonello e finalmente lo vedo, là in fondo, come una sentinella. L'abbandonato Oratorio dedicato a San Carlo Borromeo si trova a Bonello di Gaiba, in un'ampia e suggestiva golena delimitata dal fiume Po.

Oratorio San Carlo Borromeo Gaiba/Bonello
La conformazione del territorio che lo circonda è stata fortemente condizionata dalla presenza del fiume, motivo per il quale una premessa sulla sua storia è doverosa.


Il Bonello sembra essersi formato originariamente come isola con la famosa rotta di Ficarolo del XII secolo, quando il Po deviò il suo corso verso nord est formando di fatto il confine sud del Polesine. Fin dalla sua formazione quest'isola dipendeva dal territorio di Ravalle, sulla riva opposta del Po, che ne sfruttava il terreno reso particolarmente fertile dal limo naturale depositato dal fiume nelle due piene annuali.
Ancora oggi l'origine del toponimo è dubbia: alcuni studiosi l'hanno attribuita alla presenza in loco di rivenditori di pesci detti Bolonae, altre allo stabilirsi di famiglie di coloni di origine bolognese. Ma è molto più probabile che il nome Bonello derivi dalla radice latina "Bon" e da "Liticus" (terreno), che indicava appunto la particolare condizione di fertilità dell’isola rispetto alla insalubrità delle zone circostanti.

Oratorio campestre abbandonato Bonello di GaibaAll'inizio del 1600 l'isola di Bonello, popolata e bonificata, dipendeva ancora da Ravalle, anche per la parrocchia. Ma l'impossibilità di partecipare alle funzioni religiose durante i periodi di piena, spinse gli abitanti a richiedere la cura di un parroco residente sull'isola.
Fu così che nel 1631 il Vescovo di Ferrara, Cardinale Magalotti, autorizzò l’edificazione dell’Oratorio dedicato a San Carlo Borromeo. Fu un possidente locale, Bartolomeo Tosi, ad offrire un piccolo terreno per la sua costruzione. Questa chiesetta era provvista di campanile a tetto scoperto e dotata di una casa per il curato, un cappellano residente. Accanto all’Oratorio fu creato successivamente un piccolo cimitero.

Oratorio San Carlo Borromeo interni
La tradizione vuole che nel tempio, eretto a protezione delle inondazioni e per l'accoglienza ai viandanti, abbia sostato San Carlo Borromeo nel suo viaggio lungo il Po. Tuttavia, i numerosi anni di differenza fra la data di morte del santo (1584) e quella di costruzione dell'oratorio mi spingono a pensare che San Carlo abbia trovato rifugio in un luogo vicino a dove oggi esso sorge. Alcuni documenti confermano che il suo viaggio attraverso il Po da Milano a Venezia si svolse nel 1580 e che si fermò certamente a Papozze, ma della zona circostante il Bonello non è stato possibile trovare testimonianze.

 

Dopo i lavori di bonifica che nel XIX secolo legarono definitivamente l'isola di Bonello alla terraferma, la chiesa passò sotto la giurisdizione ecclesiatica della Diocesi di Adria e venne aggregata alla parrocchia di Gaiba, da cui risultava essere dipendente nel 1911, in occasione della visita pastorale di Mons. Boggiani, Vescovo di Adria.

 

L'oratorio presenta una facciata coronata da un timpano triangolare al centro del quale si inserisce una decorazione a cornice circolare (che forse originariamente riportava uno stemma o un simbolo sacro) ed i fronti percorsi da arcate cieche a tutto sesto. Al fronte sinistro si addossa la bassa torre campanaria a pianta quadrata, ed a quello destro la vecchia canonica. A poca distanza si trova l'abitazione del sagrestano, ridotta ormai ad un rudere.

Campanile San Carlo Borromeo Gaiba BonelloL'interno presenta un'unica navata coperta da tetto con travi lignee a vista. Sulla parete di fondo, decorata con lesene doriche, si aprono due nicchie a tutto sesto dedicate a S. Antonio e a S. Gaetano, nelle quali un tempo dovevano probabilmente inserirsi le statue dei due santi.
Nell'abside semicircolare, la volta a catino presentava un affresco su fondo azzurro, del quale ora sono rimasti solo pochi frammenti.

 

Le fonti parlano di un restauro dell'intero bene nel 1999 e di un incendio subito dopo la ristrutturazione, ma stando allo stato di conservazione disuniforme delle varie parti che compongono l'oratorio, sembra più plausibile l'ipotesi che i lavori non si siano conclusi e che qualcosa, forse proprio l'incendio, ne abbia causato l'interruzione.

 

Oratorio campestre di Gaiba, RovigoPer quanto queste ipotesi possano non trovare mai riscontro, quello che constatiamo oggi è più importante di qualsiasi altra cosa: l'ingresso dell'oratorio, ormai privo della porta in legno, è puntellato per impedire il crollo della piccola monofora a tutto sesto che si apre sopra di esso, l'intonaco interno è ormai danneggiato dall'umidità da risalita, la canonica versa in un penoso stato di degrado e qualsiasi tentativo sia stato fatto vent'anni fa per risanarlo sta andando perduto per sempre.

A questo si aggiunge ciò che circonda l'oratorio, una golena intensamente coltivata, ma ormai quasi completamente abbandonata. Sono numerosi i fabbricati rurali ridotti ormai a ruderi ed è facile immaginare come la furia del Po durante le piene abbia contribuito in modo importante allo spopolamento della zona.

 

Oratorio San Carlo Borromeo, Bonello di GaibaTuttavia, qualcuno porta ancora fiori e candele per decorare l'altare e per quanto l'oratorio sia stato svuotato dei suoi paramenti migliori, molte persone vengono qui ad apprezzarne la suggestione. E' un segno di grande rispetto verso un luogo che per secoli ha ricoperto un ruolo fondamentale nella vita parrocchiale della comunità rurale di Bonello.

 

Per un attimo, mentre me ne allontano, mi sembra di vedere l'Oratorio di San Carlo Borromeo ancora su quell'isola antica, formatasi tanti secoli fa, il piccolo campanile come un faro a guidare naviganti e pellegrini, ma anche poeti e sognatori. Chiunque abbia, in sintesi, la sensibilità di vederlo ancora come una presenza confortante per l'anima, meritevole di un posto nella memoria dei posteri.

 

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