L'ex Sim Bianca di Cento

L'ex stabilimento Sim Bianca di Cento sorge su una strada che affaccia su Piazzale Bonzagni, a due passi dal centro cittadino.


Ex Simbianca CentoQuesta impresa ha una storia abbastanza travagliata. Sorta nel secondo dopoguerra (1948) come produttrice di macchine per lo stoccaggio e la movimentazione di beni alimentari e liquidi, ha attraversato con grande successo gli anni del boom economico. Poi, dopo anni di eccellenza, dal 1980 è cominciata una fase ciclica di fallimenti, fusioni, acquisizioni da parte di aziende estranee al territorio, che hanno portato lo stabilimento alla chiusura nel 1991.

Nel frattempo, l'attività si è trasferita a Casumaro, con la denominazione di Govoni Simbianca, ma subendo ulteriori fusioni tra il 2000 e il 2007, come GSBI.

Stabilimento Simbianca abbandonato CentoE come se non bastasse, ad una situazione economica già difficile, si è aggiunto il terremoto del 2012, che ha danneggiato seriamente lo stabilimento di Casumaro, chiuso poi nel 2013 contestualmente al trasferimento dei 20 dipendenti rimasti a Casalecchio di Reno.

Simbianca di CentoE' molto recente la notizia dell'acquisto della Govoni Simbianca di Casumaro da parte della Shanghai Bloom Powder Engineering Inc. e per quanto riguarda lo stabilimento di Cento, sono ancora in corso interrogazioni della popolazione circostante circa una bonifica dell'area e dei depositi di liquidi, mai completati.

L'edificio è come un grosso gigante di cemento addormentato da tempo. La sua architettura, tipica dell'immediato dopoguerra, ed il corpo centrale dalle linee arrotondate che si uniscono per accogliere il logo aziendale, ancora oggi danno l'idea della prua di una nave, una struttura industriale in grado di navigare e primeggiare nelle acque di un mercato in continua evoluzione.

Esplorazione urbana della Simbianca di CentoAll'interno, gli spazi vuoti sono immensi, dominati da vetrate e piastrelle color verde acqua, oppure da murales che invece che mortificare le strutture le arricchicchiscono conferendo loro un aspetto più metropolitano. Ci sono diverse copie della Gazzetta Ufficiale del 1991 dimenticate in una delle stanze dello stabilimento principale: il tempo qui si è fermato a quell'anno e non è andato più avanti.

Come in altri casi, forse sarà sempre il tempo edace a provvedere prima delle ruspe alla distruzione di questo edificio industriale, che a mio avviso rappresenta una delle ultime testimonianze storiche sul territorio della nostra difficile e complicata ripresa economica nel secondo dopoguerra.

Esplorazione urbana della Simbianca di CentoCon questi pensieri, ci allontaniamo silenziosamente dalla Sim Bianca, nella pesante calura di un mezzogiorno estivo, accompagnati dallo sguardo indiscreto di enigmatici personaggi dipinti sui muri, forse gli unici amici fedeli rimasti a vegliare su quest'area rimasta abbandonata a se stessa.

 

Materiali e link utili alla scrittura dell'articolo:

- Articolo correlato su questo sito: Dallo Zuccherificio di Argelato alla Simbianca di Cento. Aziende del nostro territorio tra passato, presente e...futuro?

- Storia della Simbianca sul blog "Abandoned Factories"

- Immagini e fotografie scattate durante il nostro sopralluogo disponibili nell'album: "Urbex - Sim Bianca Cento"

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