I cigolanti cancelli di Villa Malvasia di Trebbo di Reno si aprono. Ci sono persone, come me, che attendono da anni questo momento. La residenza, nota anche come Villa Clara, è oggetto negli ultimi tempi di alcuni percorsi tematici organizzati dall'Associazione Vitruvio in collaborazione con la Fondazione Amici Villa Malvasia allo scopo di raccogliere fondi per la ristrutturazione di questo bene di interesse storico e architettonico.

Villa Malvasia Trebbo di Reno"Fantasmi in Villa", l'appuntamento al quale partecipiamo oggi, non è una visita guidata, ma un itinerario/spettacolo che ha l'intento di creare interazione fra luogo storico e storie di fantasmi. Riserverò un giorno un articolo particolarmente dedicato alla storia di Villa Malvasia, ma per oggi mi lascio affascinare dall'atmosfera di mistero che avvolge la villa da tantissimo tempo.

 

Interno Villa MalvasiaAll'ingresso, veniamo riuniti nella loggia passante, un bellissimo corridoio che attraversa l'edificio da una parte all'altra della villa. Alziamo gli occhi e al di sopra delle nostre teste, una piccola parte dei meravigliosi affreschi che la proprietà sta cercando di preservare si rivelano a noi. Quel poco che riusciamo a scorgere è bellissimo, un patrimonio artistico dimenticato per anni che un giorno, questa è la speranza, tornerà allo splendore di un tempo.

Per ora, però, ci stringiamo nelle nostre giacche leggere: diversamente dall'esterno, l'interno è freddo e, per i più suscettibili, compatibile con la presenza di spettri.

Villa Malvasia, affreschiA fare gli onori di casa è la zdàura Onorina Pirazzoli, che farà da mediatrice tra noi e le due inquietanti presenze che si aggirano tra le mura consumate dal tempo di questa villa costruita nel XVII secolo. Saranno loro stessi a raccontarci le tormentate storie che li costringono da tempo immemore a vagare tra le sale polverose del palazzo.


Nel nostro percorso, siamo divisi in tre gruppi, ognuno dei quali affronterà in momenti ed in stanze diversi uno dei fantasmi. Il nostro gruppo si lascia accompagnare dalla zdàura Onorina in un ampio salone col pavimento in legno che scricchiola sotto i nostri piedi. Al centro di una delle pareti campeggia un enorme camino, sopra il quale il conte Cesare Malvasia fece affrescare la battaglia della guerra di Castro, alla quale aveva partecipato. E' qui che l'Onorina ci racconta dell'importante ruolo di mecenate che il conte svolse. Molti degli artisti più importanti del tempo, compreso il Carracci, hanno contribuito alla decorazione delle sale della villa, nella quale il conte amava organizzare feste ed accogliere personalità importanti. Il Malvasia fu talmente affascinato dal risultato artistico ottenuto nella sua residenza, che scrisse un'opera, Felsina Pittrice, pubblicata in due volumi nel 1678, nella quale narrò le vite dei pittori di Bologna.

Villa Clara, Salone di rappresentanzaDopo il Malvasia i passaggi di proprietà furono numerosissimi. Col tempo, nebbia, umidità, incuria, ma soprattutto superstizioni e sospetti avvolsero la villa riducendola a quello che vediamo oggi. Di quali superstizioni parliamo? Ma naturalmente di Clara, la bambina fantasma più famosa delle nostre zone. Nella realtà, Villa Clara sembrerebbe prendere il nome da Clara Mazzetti, che nel 1928 ne divenne la proprietaria. Secondo la leggenda, invece, Clara sarebbe stata la figlia dotata di poteri di preveggenza del padrone della dimora. Questi poteri l'avrebbero portata alla morte, probabilmente per mano del padre stesso, in una tragica notte dopo la quale le finestre della camera della bambina vennero murate. Per quanto le versioni sulla figura di Clara e sulle modalità del suo presunto assassinio siano diverse, Clara ci appare come uno spirito intrappolato tra le mura di una grande casa col tempo abbandonata e dimenticata. Un destino tragico e ingiusto, che forse la nostra presenza, ci dice l'Onorina, può rendere meno doloroso da accettare.
Ma è opportuno non indugiare oltre nella sala per non rischiare di rimanere intrappolati anche noi nel dolore.

Trixia la stregaL'Onorina ci sprona ad andare avanti nel nostro percorso, così prendiamo le scale che conducono ai piani superiori, dove veniamo attirati da una lieve cantilena. E' Trixia che ci attende nelle ampie sale deserte del sottotetto. Ci racconta dell'ingiusta accusa di stregoneria della quale è stata vittima secoli prima. Un destino al quale andavano incontro tutte le donne indipendenti, diverse ed acculturate che gli uomini e la società del tempo non riuscivano a sottomettere. La pena per tutte queste donne, salvo forse l'abiura, era la condanna a morte, di solito attraverso il fuoco. E questo è stato anche il destino di Trixia, arsa tra le fiamme considerate purificatrici di un rogo.

Sotterranei di Villa ClaraIl suo racconto è così intenso, la sua rabbia e la sua sete di vendetta così palpabili da provocare un senso di coinvolgimento impressionante.
Trixia ci spinge ad allontanarci al più presto, per sfuggire al suo livore: per quest'anima inquieta il tempo non passa mai, le ingiustizie subìte continuano a tormentarla e soprattutto a marchiarla ogni giorno della sua eterna vita, ed il rancore per la sua morte iniqua non trova pace.

Noi non possiamo aiutarla e cautamente scendiamo verso i sotterranei, o verso l'Inferno, se vi piace di più. Le buie scale sono illuminate solamente da alcune candele. Le torcie aiutano, ma sotto le ampie volte in pietra dei locali sotterranei, le stanze sono dispersive, umide e disorientanti. Solo una voce maschile ci richiama invitandoci a raggiungerla. E' quella di Leone, spirito inquieto e molto pericoloso. In vita era il figlio bastardo di un mugnaio, un trovatello abbandonato sul Canale delle Moline, raccolto ed allevato più per servire che per atto di carità. Ci racconta di come crebbe rabbioso a furia di soprusi e di come commise il suo primo omicidio, un evento che lo consacrò ad un essere malefico che lo divorò impossessandosi della sua anima. Da allora, anche lui divora anime di poveri malcapitati, consacrandole ad un'eternità di tormento, rimorsi e voraci desideri.

Leone Aposa, il mugnaio assassinoParla lento Leone, gli piace assaporare ogni parola del suo racconto. La calma rassegnazione al suo eterno destino è inquietante, soprattutto per noi che lo ascoltiamo e che non vogliamo diventare il succulento pasto della giornata.
Prima che tutte le luci dei sotterranei si spengano, risaliamo dunque le scale per ritrovarci tutti insieme nella loggia.

 

Fantasmi in Villa, Associazione VitruvioCi illudiamo che i nostri ospiti ci lascino andare, ma la nostra visita non è ancora terminata. I fantasmi di Trixia e Leone non sono ancora soddisfatti e bramano un sacrificio. L'Onorina, suo malgrado, deve organizzare un'estrazione: il visitatore sorteggiato dovrà superare alcune prove per salvarsi. Gli argomenti affrontati non sono per tutti: si parla in particolare di pozioni e antichi rimedi. Ma sorprendentemente qualcuno tra il pubblico è esperto ed aiuta la malcapitata a superare le prove.

Le presenze inquiete di Villa Malvasia devono loro malgrado lasciarci andare. Non ci sarà nessuna vittima...per oggi. Ma cerchiamo di non indugiare oltre nella loggia per evitare qualche ripensamento.

 

All'uscita, osserviamo un gruppo di nuvole scure e minacciose addensarsi all'orizzonte. Sta arrivando una tempesta e non sappiamo cosa potrebbe portare in questo luogo.
Chissà, forse qualche altra oscura presenza con molti conti in sospeso deciderà di eleggerlo a sua dimora per i prossimi secoli, alimentando leggende e superstizioni.

Villa Malvasia, Trebbo di RenoOppure sarà il luogo stesso a riscattarsi, ad uscire dalle tenebre che lo avvolgono per tornare a risplendere di quella luce della quale è stato privato.

 

L'importante, penso mentre mi allontano dalla villa, è che tra passato, presente e futuro, si crei un equilibrio capace di fare convivere in armonia leggende e fatti storici, restituendo al luogo un'identità priva di vuoti, ma soprattutto una continuità che abbia un senso per quanti, in futuro, varcheranno la soglia della villa.

 

Ringraziamenti e siti di riferimento:

  • Consiglio una visita al sito dell'Associazione Vitruvio per consultare le iniziative culturali ed i progetti proposti: https://vitruvio.emr.it

    • Un ringraziamento allo staff teatrale di "Fantasmi in Villa" che ci ha intrattenuto in questa giornata:
      Zdàura Onorina Pirazzoli: Alida Toschi / Trixia: Stefania Milia / Leone Aposa: Gabryel Kool / Testi: Emilio Pieraccioni / Regia: Gabriele Bernardi

 

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