Dallo stemma dei Monari alla Partecipanza Agraria di Cento

Cammino lungo la Via Provinciale Poggio Renatico, in direzione San Giorgio di Piano, imbracciando la mia macchina fotografica. Non ho ancora finito di fare indagini ed osservazioni lungo questa strada, che a qualsiasi visitatore attento e non frettoloso potrebbe riservare non pochi motivi di interesse storico. Ad un certo punto, mi blocco poco dopo avere sorpassato un villino di colore rosa all'altezza del civico 18. Torno sui miei passi ed osservo lo stemma esposto sul pilastrino vicino al cancello, identico a quello che si trova appena sotto una delle finestre del piano superiore: su un fondo di colore blu, spicca un leone dal bel manto marrone che tiene tra le zampe due chiavi. Sotto, è riportato il cognome Monari.

Stemma dei Monari di CentoCon la mia consueta curiosità, ho fatto alcune ricerche per conoscere l'origine di questo stemma. Ed ho scoperto che i Monari sono una delle famiglie fondatrici della Partecipanza Agraria di Cento.

La Partecipanza Agraria ha origini molto antiche. E' descritta per la prima volta nei documenti storici alla fine del XII secolo, ma la nascita e lo sviluppo del nucleo originario si possono far risalire intorno all’XI secolo quando, in una zona paludosa e boschiva, si formarono i primi nuclei abitativi.

Palazzina dei Monari a San Giorgio di PianoI terreni erano di proprietà del Vescovo di Bologna, che li concesse in enfiteusi a questi nuclei emergenti quando manifestarono la volontà di ottenere una certa autonomia come comunità. Ma c'erano due clausole: quella di migliorare i terreni e di risiedervi stabilmente. Ogni 29 anni avveniva una redistribuzione dei terreni.


Fu grazie a questo patto che, nei secoli successivi, il territorio venne bonificato rendendo i terreni di proprietà del Vescovo più produttivi, divenendo più popolato e con strade più praticabili. La Partecipanza attuale, nasce dal Lodo Giulianeo del 1484 (dal nome del cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II) che riprende, dopo una momentanea cancellazione, la ridistribuzione periodica delle terre ai singoli capisti. Ancora oggi, infatti, la divisione è ventennale, ma solo fra i figli maschi viventi delle famiglie partecipanti.
L'assenza di eredi maschi di una famiglia comporta la perdita permanente del diritto e all'atto della divisione, vengono assegnati gli appezzamenti (detti "capi") a patto di dimostrare di abitare nel territorio.

Scorrendo il sito ufficiale della Partecipanza di Cento, ho constatato che le famiglie originarie che la costituivano sono 94 e notato che alcuni degli stemmi riportano la provenienza di ogni famiglia e l'anno dal quale viene registrata la loro presenza sul territorio. Secondo il più recente statuto, 28 di queste famiglie risultato "estinte". Stemma Monari a San Giorgio di PianoLa presenza dello stemma dei Monari a San Giorgio di Piano rende evidente il trasferimento di una parte dei suoi discendenti in questa località.


Ma a Cento il cognome è ancora molto conosciuto, anche in virtù della storia di Gherardo Monari, che nel 1883 partì alla volta dell'Africa nella spedizione diplomatica organizzata da Gustavo Bianchi. La spedizione, che fu in buona parte finanziata dal giovane ed idealista Monari, aveva in realtà lo scopo di aprire una via di comunicazione tra la neo-colonia di Assab (in Eritrea) e l’Abissinia (l’odierna Etiopia). Di quella spedizione, Gherardo Monari documentò tutto in un diario: i luoghi, le popolazioni incontrate, i costumi, la difficile gestione dei portatori, il Negus e la sua corte.

Purtroppo l'impresa finì tragicamente: i partecipanti furono massacrati da una tribù dancala il 9 ottobre 1884. Ma questo diario è diventato la fonte principale di un libro curato da Sandro Tirini ed intitolato "Gherardo Monari esploratore in Africa" (Ed. Pendragon, 2014) e di una mostra che si è tenuta presso la sede della Partecipanza Agraria di Cento, in Via Guercino 49, dal 26 ottobre al 10 dicembre 2014.

Quante cose si possono scoprire da un particolare, un elemento, all'esterno di una casa o su una strada pubblica. L'osservazione, a mio avviso, è uno dei punti di partenza essenziali per aprire nuovi percorsi di ricerca. Un po' come farebbe un moderno esploratore, tanto per restare in tema.


Link e materiali utili alla scrittura dell'articolo:

- La storia e le informazioni sulla Partecipanza Agraria di Cento sono disponibili nel sito ufficiale: www.partecipanzacento.it

- Libro "Gherardo Monari esploratore in Africa – Una romantica ingenuità", Ed. Pendragon, 2014

- Partecipanza Agraria di Cento su Wikipedia

- La mostra dedicata alla vicenda colonialistica di Gherardo Monari in Africa sul sito Area Centese

- Le fotografie dell'edificio e dello stemma sono state scattate da me, in occasione della mia visita in loco.


 

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