Il giardino del Comune di Argelato: un'esperienza paesaggistica

Molto spesso siamo portati a passare accanto ai luoghi che fanno parte della nostra quotidianità senza vederli veramente. Questo toglie molta importanza ed attenzione ad aspetti del nostro contesto urbano che andrebbero più apprezzati.
E' in quest'ottica che vorrei parlare del giardino del nostro Comune di Argelato, descrivendone le specie arboree presenti e cercando di fare qualche ipotesi su quali siano stati l'evoluzione e l'avvicendamento arboreo del giardino del Municipio tra il 1864/65 (anno della sua costruzione) ed il 2002 (anno del restauro).


Municipio di Argelato - Giardino sul lato estOsservando alcune foto d'epoca dei primi del '900, possiamo dire che il terreno attorno alla sede municipale appariva piuttosto sgombro e delimitato solo da una leggera siepe: si definiscono un confine ed una delimitazione, ma non ancora le forme al suo interno. Si sarebbe dovuto attendere almeno fino alla fine degli anni '30 per cominciare a vederlo popolarsi, in particolare di Thuje e Abeti, mentre pare che anche i Tigli sulla via Argelati fossero già presenti (21). E' in quegli anni, a mio avviso, che comincia a crearsi un contesto paesaggistico attorno all'edificio comunale, che tra gli anni '70 ed il 2002 troverà una concreta e sistematica riorganizzazione anche attraverso l'inserimento di nuove specie.

 

Mappa degli alberi presenti nel giardino municipale di ArgelatoCome possiamo notare dalla mappa preparata per questo articolo, la maggior parte dello spazio si concentra nella parte ovest dell'edificio, lasciando i rimanenti tre lati occupati da qualche arbusto o specie arborea in gran parte autoctona. Sarà da questi ultimi, meno popolati, che partiremo.

 

Giardino del Comune di Argelato. Vista sul lato estA est dell'edificio, quello che dà su via 1° Maggio, possiamo distinguere a destra e sinistra del pozzo due Farnie (1-3). La Farnia è la quercia non sempreverde più famosa del nostro territorio. La si riconosce per l'andamento ondulato dei suoi rami, per le sue caratteristiche foglie lobate ed i suoi frutti (le ghiande). Oltre ad essere una specie molto bella da vedere, ricordiamoci che è un albero al quale dobbiamo buona parte del legno utilizzato per costruire i sottotetti dei palazzi e delle chiese più importanti del territorio bolognese (si pensi solo alla Basilica di San Petronio di Bologna). Quasi al centro tra le due querce ed in prossimità del pozzo, possiamo ammirare un monumentale Ciliegio (2). Non so da quanto tempo questo albero si trovi qui (compare già adulto in alcune foto del 1992), ma ha raggiunto un'altezza davvero notevole. Il ciliegio è un genere di piante ricco di diverse specie, apprezzate sia per la loro fioritura che per la produzione del prelibato frutto. In genere fanno fatica a trovare una collocazione nei nostri giardini, perché preferiscono climi più freschi, tuttavia vi possono essere delle interessanti eccezioni come in questo caso.

 

Sul lato nord dell'edificio, che si affaccia sulla via Centese, incontriamo dapprima una rigogliosa Magnolia Grandiflora (4). La Magnolia non è una specie autoctona, ma oggi è così diffusa nel nostro territorio che oramai possiamo considerarla "di casa". E' una pianta sempreverde bellissima, in tutte le stagioni dell'anno, specie a maggio quando i suoi meravigliosi fiori sbocciano. Cambia le sue robuste foglie ogni due anni e questa in particolare, essendo posizionata a nord, gode di molta ombra per buona parte della giornata. Questo le mette a disposizione tanta umidità, cosa che la pianta, visibilmente, apprezza.

Qualche metro più in là, la siepe delimitante si apre per l'accesso pubblico al Municipio dalla via Centese. Da una parte e dall'altra vi sono due Carpini in forma arbustiva ad accogliere il visitatore (5-6). Il Carpino si riconosce in genere fin dal suo scheletro, poiché i suoi rami tendono ad andare verso l'alto assumendo una forma piramidale, particolarmente apprezzabile quando l'albero mette le foglie, riconoscibili dalla nervatura particolarmente in rilievo.

 

Passando al lato sud dell'edificio, possiamo notare due bellissimi Tigli (18-19). Questi sono molto particolari perché si sviluppano su due o più tronchi, che in uno di questi esemplari si attorcigliano. Alberi "tutti d'un pezzo" i Tigli. Li definirei quasi irriducibili, poiché sono in grado di imporsi in ogni situazione. Sviluppano una chioma foltissima (io li chiamo infatti "i capoccioni"), possono raggiungere anche i 25 metri di altezza ed il profumo dei loro fiori è inconfondibile. Tuttavia sono alberi molto impegnativi, in tutte le stagioni dell'anno. Pertanto, chi li desidera nel proprio giardino deve essere sicuro di potersene prendere cura costantemente. In cambio, verrà ripagato con una fioritura davvero eccezionale.

 

Giardino del Municipio di Argelato. Ingresso dal lato ovestL'ingresso da via Argelati, ci introduce direttamente nel lato ovest del giardino. La prima cosa che si può notare è la cura simmetrica con la quale le diverse specie sono state posizionate.

I primi due esemplari arborei che incontriamo sono dei Pioppi Cipressini (9-10), una specie che ritroviamo spesso nelle nostre campagne, in particolare nei viali di accesso delle antiche ville padronali. Il Pioppo Cipressino è un albero dal profilo slanciato, nato per sfidare il vento, ma che si apprezza completamente negli ampi spazi, dove insieme ad altri esemplari della sua specie è in grado di creare sia prospettive che barriere frangivento. In questo caso, i nostri amici non hanno molto spazio, tuttavia li trovo assolutamente idonei come "i guardiani" di questo accesso.

Dietro a loro, a destra e sinistra, si trovano altre due Magnolie Grandiflora (11-12) e nel punto in cui il viale si allarga a semicerchio, sempre dall'una e dall'altra parte, troviamo due Noce (13-14). Questo albero si è meritato un posto da secoli vicino alle nostre case coloniche pur non essendo originario delle nostre zone. Sono alberi molto belli da vedere, sia da giovani (come questi), che da anziani, con belle foglie obovate di colore verde chiaro. Di solito si preferisce piantarlo isolatamente poiché radici, foglie, frutti contengono una sostanza tossica, lo juglone, che inibisce la crescita di altre piante. Tuttavia, credo che in questo caso nel piantarli gli esperti abbiano fatto i conti con questo aspetto, scegliendo con cura specie che possono resistere a questa sostanza.


Dietro al Noce, potremmo sorprenderci nell'incontrare tre giovani esemplari di Ginkgo Biloba (7). Questa specie arriva dalla Cina ed in Italia è molto apprezzata. Ve n'è un esemplare monumentale e secolare nella Biblioteca Ariostea di Ferrara, ma mi domando se il trovarli in questo giardino non costituisca per caso anche una sorta di sperimentazione e sono chiaramente curiosa di vedere come cresceranno e si svilupperanno.

Dietro ai Ginkgo Biloba, si trova un bell'esemplare di Acero Americano (8). L'Acero è una specie ormai molto diffusa nei nostri territori e giardini, nelle sue diverse varietà (si pensi all'Acero Argentato, all'Acero Giapponese o al nostrano Acero Campestre, per esempio) ma questo ha foglie molto diverse: le punte sono molto meno accentuate ed hanno un bel colore verde chiaro. Poi, chissà perché, tutte le volte che ne incontro uno qui ad Argelato sorrido, perché mi ricorda più di altre specie paesi lontani.

Giardino del Comune di Argelato. Tigli sul lato sudCuriosando invece nella zona opposta del giardino, a fianco del Noce contrassegnato dal n. 14, possiamo ammirare un altro bellissimo Tiglio (15). Osserviamo la sua altezza: è davvero notevole, in grado di competere con il Calocedrus Decurrens (16) che lo affianca. Questo albero è nativo della California e può raggiungere diverse altezze e forme a seconda del tipo di coltura. In Europa, è utilizzato spesso come pianta ornamentale ed è apprezzato per il profumo delle sue resine.
Una curiosità tutta argelatese su questo albero, è che ce n'è un altro sulla via Centese (20), di fronte al Palazzo Venturoli e vicino alle panchine dove spesso si incontrano gli anziani del luogo, che ha dato il nome "La Pineta" all'area. Per quanto sia lungi da me il voler cambiare questa nomenclatura tanto caratteristica, è giusto specificare che quell'albero non è un Pino, ma il fratello (forse gemello, data l'altezza e lo sviluppo) di quello che si trova all'interno del giardino municipale.

 

Dall'altra parte del nostro altissimo tiglio, troviamo un'altra bella sorpresa arborea: una Thuja Orientalis. Dico "sorpresa" in quanto la Thuja, in genere, rimane allo stato arbustivo perché è caratterizzata da una crescita piuttosto lenta, perciò questa è un'altra bella eccezione alla regola. La Thuja Orientalis, originaria della Corea, è stata introdotta in Italia negli anni '60. Perciò la mia domanda credo sorga spontanea: da quanto tempo questo esemplare si trova qui?

 

Questa domanda non ha ancora una risposta certa, però se non ricordo male (mio padre era agricoltore e giardiniere, perciò lo seguivo molto spesso quando lavorava nei giardini), conifere come cedri e thuje erano presenti e "di moda" nei nostri territori fin dagli anni '80, pertanto potrei ipotizzare che i nostri due amici verdi risalgano almeno a quel periodo.

 

Concludendo la mia visita presso il nostro giardino municipale, posso dire di essere contenta del lavoro che è stato fatto per renderlo ciò che è. Si presenta come un'area verde piuttosto eterogenea e con un bell'equilibrio, ma anche piuttosto in linea con le scelte arboree della vicina Villa Beatrice (argomento che approfondiremo più avanti).

Ricordando le lunghe giornate al seguito di mio padre all'interno dei giardini che curava, posso dire che un giardino si svela a chi sa essere paziente, poiché le scelte che vengono fatte per crearlo e lasciare che si sviluppi rivelano lentamente, nel corso di anni e a volte anche di secoli, le loro intenzioni, sia che abbiano a che fare con la bellezza, con la storia o con una riqualificazione paesaggistica.


Io credo che stia sempre all'osservatore la capacità di trarre una lezione utile dall'esistenza di un parco, un giardino, un bosco o anche un albero isolato e spero che molti dei miei lettori e concittadini sapranno pensare a questo aspetto passando nei pressi del nostro Municipio o di un altro giardino. Un albero, mi dico, serve prima di tutto a ricordare.

 

 

Bibliografia, note, documenti e materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

  • "Riconoscere gli alberi" di Roger Phillips – De Agostini Editore (2019)

  • "Il libro degli alberi" a cura di Giancarlo Malavasi – Officine Grafiche Futura Press (1992)

  • Le schede del mio "Quaderno Botanico" sono state particolarmente utili per definire le caratteristiche generali delle specie arboree incontrate.

  • Devo ringraziare il Gruppo Facebook Citizens Science MUSE e l'amico Beppe Tip Niccolini per avermi aiutato ad riconoscere alcune delle specie presenti nel giardino.

  • "Il Municipio di Argelato: storia di un luogo e di un territorio" a cura di Simona Boragini e Sauro Preti con prefazione di Gian Paolo Borghi, Grafiche dell'Artiere (2002).
    In questa pubblicazione sono presenti diverse fotografie anche d'epoca che sono state utili alla redazione della mia ipotesi sull'evoluzione del giardino.

  • Come sempre, rimango a disposizione di chiunque abbia informazioni, suggerimenti e conoscenze sull'argomento affrontato in questo articolo e volesse fornirmi correzioni o integrazioni.

  • Nella mia pagina Facebook, trovate un album fotografico appositamente dedicato alle specie arboree presenti nel giardino municipale argelatese: "Il giardino del Municipio di Argelato".

 

 

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