Strani incontri al Mercatino dell'Antiquariato di San Giorgio di Piano

E' la terza domenica del mese, giorno in cui si tiene il tradizionale Mercatino del Tarlo e della Ruggine di S. Giorgio di Piano. Stavolta, la mia intenzione non era quella di trovare oggetti interessanti e curiosi coi quali arredare il mio piccolo appartamento, come spesso ho fatto in passato, ma di cercare documenti, libri o altri materiali coi quali portare avanti la mia ricerca.


Mercatino del Tarlo e della Ruggine - San Giorgio di PianoNon avevo idea che oggi sarebbe stata la ricerca a trovare me.

Complice una bellissima giornata di sole, anche se fredda, mi aggiravo curiosa tra le bancarelle consultando libri usati, vecchie fotografie, documenti storici.

Mi sono accorta della presenza di quell'uomo quando, alla sosta ad un banchetto, stavo guardando un libro dedicato alla Seconda Guerra Mondiale. E mi sono resa conto che lui, in modo molto discreto, era curioso di capire quali fossero i miei interessi. "L'inseguimento" è continuato per un altro paio di soste durante le quali mi sono resa conto della sua presenza costante solo con la coda dell'occhio, distinguendo appena la sua alta figura, un cappotto scuro ed un cappello chiaro in testa.

Si è fatto avanti solo quando sono arrivata in piazza, ad una bancarella di cartoline d'epoca. "A quali materiali è interessata, signorina?" Mi ha chiesto.
Finalmente ho alzato lo sguardo su di lui, lo stavo aspettando: era un uomo distinto, sulla settantina, insolitamente alto, ho pensato.

Gli ho sorriso e parlato della mia ricerca storica. E ad un certo punto, non so come, si è aperta una porta. L'ho letto nel suo sguardo. Quell'uomo aveva molte cose da raccontarmi, lo sentivo. Perciò, mi misi all'ascolto. Ha cominciato parlandomi del suo interesse per i "materiali" di guerra (elmetti, armi, etc) per poi raccontarmi memorie di quel periodo, fatti accaduti nella nostra provincia, persone che ne hanno fatto parte. E nel frattempo, rispondeva alle mie domande, fornendomi informazioni preziose e nuovi argomenti sui quali fare ricerche.

In nemmeno un'ora, avevamo stabilito una connessione empatica: lui con la sua apertura nel parlare e descrivere ed io con la mia disponibilità ad ascoltare. E siccome non consideravo un caso quel nostro incontro, gli ho chiesto se sarebbe stato disponibile a trasmettermi qualche altra storia affinché ne potessi scrivere.
Ho trovato nella sua risposta molta umiltà e modestia: "Sa, signorina, io allora ero un bambino e le mie memorie sono poco importanti. Sono ricordi di un ragazzino cresciuto in tempo di guerra. La maggior parte di ciò che so deriva dai racconti di mio zio, che faceva parte della Resistenza. Però, se posso esserle utile in qualche modo, ne sarei molto lieto."

Forse A. (per ora, lo chiamerò solo con l'iniziale del suo nome, per maggiore riservatezza) non si è reso conto, nella sua umiltà, che sono le piccole storie, quelle apparentemente insignificanti, a costruire le fondamenta di una memoria collettiva molto più ampia.

Dopo esserci scambiati i riferimenti telefonici, al momento dei saluti, A. mi ha detto una cosa che mi ha davvero colpito:
"Sa, signorina, cosa le auguro? Di vivere molto più a lungo di quanto sono vissuto io. Lei non ha idea di cosa significa per un anziano come me trovare persone come lei così sinceramente interessate e disposte ad ascoltare".

"Spero, quando sarò anziana, che qualcuno ricambi il favore" Gli ho risposto e lui ha sorriso. "Buon proseguimento, signorina. E mi auguro di rivederla presto".

A quel punto, le nostre strade si sono separate. Io mi sono addentrata nella piazza, lui si è allontanato verso i portici.
Qualche secondo dopo, forse perché gli "addii" mi causano spesso un po' di nostalgia, mi sono voltata per vederlo allontanarsi ed ho notato che era sparito.
Mi sono diretta verso i portici lungo i quali doveva essersi incamminato, guardandomi attorno, ma di lui non v'era più alcuna traccia.

Vi sembrerà assurdo, ma nonostante ci fossimo scambiati i riferimenti telefonici lo strano modo con il quale ci siamo incontrati, il suo apparire e scomparire così dal nulla e nel nulla, mi hanno fatto pensare quasi alla materializzazione di un fantasma...o di un angelo custode, chi lo sa. Il compianto Giorgio Faletti anni fa ha scritto: "Qualsiasi cosa tu stia cercando, ti auguro di trovarla. O che lei trovi te".
Perciò, suggestioni a parte, questo incontro aveva tutta l'aria di essere una risposta dell'Universo a domande che mi sto ponendo da mesi e per le quali mi sono messa in moto ed in gioco.

Perché ci sono azioni che mettono le cose in movimento e fermarle non si può, non si deve.
Alla fine del mio giro al mercatino non avevo trovato nulla, ma ho pensato che avevo trovato tutto ciò di cui avevo bisogno.

Un ringraziamento ad A. per avere reso questo pomeriggio particolarmente diverso ed interessante e per la disponibilità incondizionata a tutte le altre storie che vorrà raccontarmi in futuro.

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