Addio alla Torre Piezometrica di Castel Maggiore

L'avevo già notato dalla settimana scorsa. Una deviazione inaspettata, la presenza di gru, operai col caschetto lì attorno a quella torre piezometrica.

Torre piezometrica di Castel MaggioreMe lo aspettavo. Dopo lo smantellamento di quelle di Argelato/S. Giorgio e Funo dell'anno scorso, quella di Castel Maggiore era l'ultima rimasta dell'intero impianto del vecchio Acquedotto Renano.
Era solo questione di tempo, ma non mi volevo rassegnare. Nei mesi scorsi, mi sono recata lì a farle alcune foto. Non lo avevo fatto con le altre due torri e con questa, mastodontica, imponente, non volevo fare lo stesso errore.

Smantellamento della torre piezometrica di Castel MaggioreOggi, di ritorno a Castel Maggiore, l'evidenza delle impalcature innalzate attorno alla torre mi ha travolto. L'ho vista da lontano, ingabbiata, inerme, senza scampo. Mi sono avvicinata di corsa e sono arrivata lì con l'affanno.
Uno degli operai mi ha notata mentre dall'altra parte della strada scuotevo la testa rassegnata. Avrei voluto urlargli: "Ma ti rendi conto di cosa sei stato incaricato di cancellare dal nostro territorio?".  Ma invece sono rimasta lì come una fessa, a spalle curve, a guardare uno spettacolo che avrei voluto non vedere. E quel povero operaio, comunque, non ha colpa e non so se avrebbe potuto capire.

Quella torre per me era come un faro, la speranza che le generazioni più giovani non avrebbero dimenticato o avrebbero appreso qualcosa di quel momento della nostra storia locale nel quale l'acqua non era un servizio scontato nelle nostre case, come succede oggi.
E invece, si sta generando uno strappo nel mantello della nostra storia locale, tale per cui si finirà col dimenticare e accantonare il nostro passato, o parte di esso.

Addio alla torre piezometrica di Castel MaggioreOra l'unica struttura rimasta di quell'opera meritoria voluta dai nostri agricoltori è la centrale dell'Acquedotto Renano di Calderara di Reno, quella da cui partiva tutto.
E' ironico: sto facendo delle ricerche in merito proprio in questi giorni. A quanto pare, tutto continua a collegarsi senza che sia necessario un "intervento forzato" da parte mia.

Sono decisa a non lasciare che la storia del nostro antico acquedotto finisca nell'oblio e lavorerò intensamente sui materiali raccolti di recente.
Come scrivevo tempo fa, possono buttare giù le strutture, ma la memoria non la possono cancellare.

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