Diario di Viaggio

Ritorno a Stellata di Bondeno dopo tre anni

Parcheggio l'auto sotto il salice bianco in prossimità del borgo di Stellata di Bondeno. Ho viaggiato su strade nebbiose per arrivare fino a qui. Eppure il fascino della pianura ferrarese al mattino, col sole coperto dalla foschia, secondo me è impareggiabile. Sono passati tre anni, ma la sensazione che mi prende quando arrivo in questo piccolo e tranquillo borgo sul Po è sempre la stessa: non sono a casa mia ma qui mi sento a mio agio.

Stellata, Museo Civico ArcheologicoSono venuta per vedere una mostra documentaria presso il Museo Civico Archeologico G. Ferraresi della quale parlerò più approfonditamente in un prossimo articolo, e dopo la visita alla mostra e l'uscita dal museo, ne ho approfittato per farmi un giro per il paese, sugli argini e nei dintorni del borgo, alla scoperta di ciò che in questi tre anni è cambiato.

Chiesa della Navitività di Maria Vergine, StellataRicordo che l'ultima volta che sono venuta riscontrai non solo qui, ma anche in zone limitrofi, una grande difficoltà di ripresa dai danni causati dal terremoto del 2012, in particolare nelle chiese e negli edifici storici. Non mi stupii per nulla, in quanto la prorità venne data agli edifici residenziali. Ma sapete, dodici anni sono tanti anche per chiese e luoghi di culto. E così, rilevare che la Chiesa della Natività di Maria Vergine, rispetto all'inagibilità riscontrata tre anni fa è ora nascosta da ponteggi, mi rattrista non poco. I lavori della ricostruzione post sisma, per quasi un milione di euro, erano iniziati. Durante i restauri all’interno della sala sono stati oltretutto rinvenute importanti tracce di decorazioni ad affresco sulle pareti della cappella dedicata al Santo Rosario, che probabilmente risalgono al XV secolo o ai primi anni del secolo successivo. Poi la ditta incaricata del restauro è fallita e dall'autunno scorso non se ne sa più nulla, nonostante le petizioni per recuperare il grande patrimonio storico, artistico, religioso di questo luogo.


Torre Pepoli, StellataSalgo sull'argine ed osservo la piazza con la Torre Pepoli. Stellata è una borgata molto caratteristica, oggi è placida come tutti i borghi rivieraschi d'inverno. Ma ha molto da offrire ai turisti che vengono anche da molto lontano: eventi, strutture ricettive, musei, etc.
La parte storica del borgo sta lentamente evolvendo per quanto riguarda gli edifici residenziali, anche se purtroppo strutture come Villa Federica rimangono completamente abbandonate a se stesse e trovo che sia un peccato, data la storicità della villa ed il suo rapporto con il borgo.


Rocca di Stellata di BondenoSospiro un po', poi torno sui miei passi per dirigermi alla Rocca di Stellata. Sull'argine per arrivare alla fortezza non incontro nessuno. Il sole è caldo, finalmente la nebbia si è diradata. Là in fondo, tra la vegetazione, c'è l'enorme distesa blu del Po, un fiume che può fare davvero paura per la sua portata, ma non in giornate come questa. Ricordo che tempo fa, avvicinandomi alla possente rocca, provai una stretta al cuore. Era inavvicinabile: transennata con reti, le impalcature su un lato, le erbacce e gli arbusti alti che le facevano da barriera tutto intorno.

Oggi sono invece contenta di vedere che questo baluardo difensivo degli Estensi sulle rive del Po e gioiello dell’attrazione turistica del territorio è stato finalmente riportato all'antico lustro e riaperto al pubblico.

 

Sermide e FelonicaFaccio un cenno di saluto alla rocca e poi guardo un po' più lontano, oltre il pioppeto a riposo che si trova dietro alla fortezza. Percorro a piedi il lungo argine che mi conduce a Quattrelle, altro piccolo e antichissimo borgo dal nome molto simpatico che si trova in località Sermide e Felonica, nel mantovano. Oltrepassando il cartello, sono già in Lombardia. Quattrelle si trova infatti praticamente al centro fra tre regioni: Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia.

Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria, QuattrelleTre anni fa la Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria era coperta dalle impalcature. Anche questo luogo di culto è stato tristemente danneggiato dagli eventi sismici del

2012 e dopo un importante intervento di ripristino, che ha richiesto dieci anni, è stata riaperto ai fedeli con la celebrazione della messa solenne presieduta dal Vescovo Marco Busca il 20 marzo 2022. E' stato un momento molto importante non solo per questa piccola comunità, ma anche per quelle circostanti.

Sorrido verso la chiesa e il piccolo campanile che le sta accanto. Prima di riprendere il cammino osservo i tigli alle mie spalle, immaginando quando in primavera riformeranno le loro folte chiome.

Sono contenta per questa località che ha recuperato il suo luogo di culto e spero che sempre più persone vengano a visitarla.

 

Via Argine Valle, QuattrelleRitorno a Stellata facendo il giro dall'altra parte, percorrendo cioè la via Cittadella e poi la via Argine Valle.
Bar/Alimentari di QuattrelleSulla strada incontro alcune strutture curiose: una palazzina gialla con le serrande di un bel colore verde, le scritte "Alimentari" e "Bar" dipinte in arancione sulla facciata, che mi fa pensare ad un locale molto retrò, pieno di ricordi, con lo stesso bancone dagli anni '70, che vende un po' di tutto; una teca con la statua della Madonna su una palazzina bianca in via Bindo Ragazzi, espressione di fede e devozione alla Beata Vergine che a Stellata, così come altrove, è molto diffusa con le più svariate forme.


Teca con Madonnina, StellataEppure di tutte le teche ed effigi che ci sono a Stellata, quelle che per me rappresentano ancora un mistero sono quelle che si trovano sulla parete della palazzina all'angolo fra via Bindo Ragazzi e la via Gramsci, raggiungendo il centro. Scavata nel muro si trova una cornice con elementi decorativi in pietra all'interno della quale è scritto "Ca' di sartin dal 1875". Sopra si trova una teca che racchiude la stuatua di un santo vestito con una tonaca nera che porta una croce o un crocifisso (forse) tra le braccia.

Ca' di sartin dal 1875, StellataDubito che "sartin" forse un cognome, visto che non è scritto con la "S" minuscola. Sono più propensa a pensare che qui ci fosse un'antica sartoria. Non credo che i due elementi, effigie e teca, siano collegati, anzi forse è più probabile che la teca col santo sia stata collocata prima.
Ma come tre anni fa non trovo nessuno a cui chiedere e allora sorrido nuovamente: ho imparato che nonostante mi affanni per svelare un mistero nell'immediato, il più delle volte questo viene rivelato attraverso ricerche altre, magari non direttamente collegate al luogo in questione.

 

Stellata di BondenoRiparto da Stellata nel primo pomeriggio. Respiro l'aria e sento che la primavera è in arrivo, forse prima del tempo. Sono certa che future ricerche mi riporteranno presto in questi luoghi, coi quali sento un legame particolare, come un nodo ad una corda, che una volta fatto, non lo puoi sciogliere.

 


Qualche link per approfondire: