Io detesto Novembre. E' un mese umido, raramente soleggiato e mi ricorda momenti del passato che sinceramente gradirei dimenticare.
Tuttavia, oggi Novembre è stato dolce e indulgente. Il cielo era terso, il sole non caldo ma luminoso. Il tramonto era previsto alle ore 16:43. Perciò ho preso la mia macchina fotografica ed ho fatto una passeggiata a piedi diretta verso il nostro Riolo ed appena fuori dallo spazio urbano di Argelato. Non avevo un'idea ben precisa in mente di ciò che volevo immortalare, ma sapevo che volevo cogliere la luce nel momento del tramonto.

Campagna di Argelato al tramontoUna volta arrivata nei pressi della Parrocchia di San Michele Arcangelo e del pilastrino della Madonna di Loreto (presso la quale ho sostato un attimo per un saluto), ho imboccato una viuzza che mi ha condotto nei pressi di via Gnudi, una zona nella quale sinceramente non mi sono mai "avventurata". In questa via ci sono una serie di palazzine che conducono fino al cimitero di Argelato che vengono chiamate "il Treno". Effettivamente, osservate dalla campagna nei pressi dell'argine del Riolo sembrano dei vagoni in fila uno all'altro e coi loro diversi colori creano un interessante percorso prospettico che conduce lo sguardo fin verso i pioppi cipressini di Villa Beatrice.
Il Treno. Prospettiva di edifici ArgelatoQualcuno di voi probabilmente penserà che non c'è nulla di interessante nell'osservare una serie di edifici, forse costruiti negli anni '70, uno accanto all'altro, come tanti cubi. Ma la fotografia è tutta una questione di punti di vista e valorizzare un soggetto piuttosto che un altro è solo compito del fotografo, chiaramente incurante (in senso buono) dell'opinione altrui.

Calma nella campagna argelatesePer fortuna, la campagna oggi era un luogo di grande silenzio. La Canaletta, come popolarmente la chiamiamo, relativamente in secca, i rumori della strada Centese lontani, i campi a riposo. Sulla riva opposta del Riolo, siamo già al confine con il territorio di San Giorgio di Piano. Ricordo che qualche anno fa facevo delle lunghe passeggiate presso le zone che oggi sto osservando da lontano. Una bella casa colonica di colore giallo circondata da una folta vegetazione, è illuminata dalla luce del tramonto. Più in là un boschetto composto da pioppi cipressini ed altre specie arboree. C'è una mirabile calma nell'aria fredda e questo aiuta la mente a contemplare.

Novembre, colori della campagnaPossiamo dire tutto quello che vogliamo su Novembre. Ma sulla bellezza dei colori delle foglie non si discute. Grazie alla calda luce del sole che tramonta, il giallo e l'arancione delle foglie degli alberi si fondono perfettamente col verde e il marrone degli argini e dei campi coltivati.

Chiesa di San Michele Arcangelo di ArgelatoUna luce calda e morbida serve anche a valorizzare le strutture e gli edifici, addolcendo le ombre che nelle ore di punta della giornata risultano troppo forti, in qualsiasi stagione. Per questo, il campanile della Chiesa di San Michele Arcangelo di Argelato, che si erge tra le case dell'abitato come un punto di riferimento importante per la nostra cittadina, è decisamente un interessante soggetto da immortalare. Mi piace quella Croce sulla cuspide, che mi ricorda che i nostri sguardi rivolti al cielo sono sempre alla ricerca di Dio.

Produttori Sementi BolognaTuttavia, non sono solo le chiese a beneficiare della "luce divina", ma anche le aree oggetto di interesse agricolo. Mi trovo infatti in un punto dal quale posso osservare molto bene, alla mia destra lo stabilimento della Produttori Sementi Bologna ed alla mia sinistra, il Consorzio CAP. Due stabilimenti agli opposti del territorio, entrambi a significare moltissimo per la nostra agricoltura, anche se purtroppo i tempi dalla loro fondazione sono molto cambiati. Li immortalo così, alla luce di un tramonto che li renderà nella mia mente magari eterni e immutabili.

Consorzio CAP ArgelatoE mentre la luce del giorno abbandona le nostre terre, torno sulla strada verso casa. La Motta è l'edificio più centrale di Argelato e il suo profilo oltre la curva della via Centese, con l'obiettivo giusto, si rivela in tutta la sua imponenza.

Sul lato ovest, c'è un'antica nicchia votiva, che la mia vicina di casa ha pensato di valorizzare con tre statuine: quella della Madonna di Medjugorje, di un angioletto e...di un vecchietto seduto sopra una botte di vino. Sorrido mentre rientro a casa: del resto, non so quanto nostro Signore avrebbe potuto fare con il solo pane! ;)
Motta di Argelato



Nicchia votiva Motta di Argelato

Copyright e diritti d'autore

Storie di Pianura è un progetto di Genziana Ricci.
Tutti i contenuti del blog
sono sottoposti a copyright ed alle leggi vigenti sui diritti d'autore.
Tutti i diritti sono riservati, salvo espressa autorizzazione all'utilizzo da parte di Genziana Ricci. 

Newsletter