Nessun luogo può rendere maggiormente l'idea del "passare oltre" del Cimitero della Certosa di Bologna. E' questo che mi sono detta osservando affascinata i "Piagnoni", impressionanti ed inconsolabili sculture realizzate da Giovanni Putti poste sui piloni del cancello che un tempo era l'entrata principale del cimitero.

Piagnoni e Piangoloni della Certosa di BolognaMancava ancora mezz'ora all'inizio della visita guidata organizzata da "I love Emilia-Romagna" e mi sembrava giusto cominciare da qui perché, con il loro pathos, queste sculture rappresentano la separazione del mondo dei vivi da quello dei morti.

Oltre tale soglia, è possibile entrare in una dimensione avvolta da grande suggestione e mistero, nella quale prendono forma arcane simbologie e personaggi partoriti dall'immaginario, che qui hanno ragione di esistere più che in qualunque altro luogo.

 

Gli artisti sono stati il tramite imprescindibile per questo tipo di espressione e la loro opera è stata ed è ancora motivo di grande attrattiva da parte di numerosi visitatori ogni anno.

Perciò non mi ha stupito, avvicinandomi alla zona d'incontro, che alla visita di oggi siano affluite così tante persone.

 

Portico con loggia Chiesa di San GirolamoLa Certosa di Bologna è un raro esempio, in Italia ed in Europa, di cimitero realizzato secondo una complessa articolazione degli spazi.

Questo deriva dalla sua origine e dalla sua evoluzione nel tempo. Il cimitero comunale è stato fondato infatti nel 1801 riutilizzando le strutture del monastero certosino edificato a partire dal 1334 e soppresso da Napoleone nel 1796.

Per nostra fortuna, l'occupazione francese non è riuscita a cancellarne del tutto le strutture originarie, ben riscontrabili nel loggiato del cortile subito dopo l'entrata principale di via della Certosa 18 e nella superstite Chiesa di San Girolamo, testimonianza, coi suoi dipinti dedicati alla vita di Cristo del XVII secolo, della ricchezza perduta del monastero.

 

Cimitero Monumentale della CertosaLa visita ci ha condotto attraverso le aree ed i monumenti più rappresentativi del cimitero, lasciandoci lo spazio necessario a guardarci attorno.

E ad un certo punto, sono riuscita a vedere la Certosa come opera concettuale, cioè come luogo di incrocio di migliaia di volti, storie, emozioni.
All'interno di questo spazio, caratterizzato da gallerie, portali, porticati, scalinate, convivono molteplici linguaggi, correnti artistiche, culture e significati.

La Notte di Ercole DreiAd un primo sguardo possono sembrare non avere a che fare gli uni con gli altri, ma se proviamo a guardarli nella loro totalità, potremo assistere allo svolgersi di un'unica, lunghissima storia che li lega insieme.

A questo si aggiungono la rappresentazione simbolica di emozioni, sensazioni ed atmosfere: qui personaggi come la Notte, l'Angelo, i Guardiani, il Serpente ed altre figure incappucciate si fanno tramite di sentimenti, parole non dette e, laddove necessario, anche del silenzio.

 

Nell'area monumentale troveremo simboli cristiani raramente e questa è un'altra cosa che mi ha particolarmente colpito: il significato non sta quindi nella religione praticata, ma nell'arcano mistero che la Morte ed il passaggio nell'aldilà rappresentano. Come a dire che questa è una dimensione nella quale cose altre sono possibili, indipendentemente dal credo religioso o dalle convenzioni o credenze del mondo dei vivi, che il defunto si lascia alle spalle completamente.

Un'idea di libertà dalle cose terrene che difficilmente potremo riscontrare in altri luoghi, non trovate?
Per questo la
Certosa è stata scelta come il luogo ideale per rappresentazioni teatrali e spettacoli, nei quali fluttuanti figure si muovono tra luci soffuse e suoni ancestrali.

 

I Guardiani delle porte della CertosaE' anche vero che alcune nobili famiglie hanno commissionato opulente e maestose opere che possono sembrare più un'ostentazione di ricchezza e potenza che una celebrazione degli affetti e del dolore.
Ma come per tutte le cose, bisogna mettersi all'ascolto: la Morte è l'argomento più misterioso dell'esistenza umana ed ogni monumento qui presente è un modo personale di dare una forma a questo enigma perché riconoscendolo non possa più suscitare tanto timore e dolore.

 

Visita al Cimitero Monumentale della Certosa di BolognaIndubbiamente, molti artisti sono riusciti ad interpretare benissimo le volontà dei committenti conferendo alle loro opere tutto il peso dell'afflizione e dell'ineluttabilità della perdita, ma anche affidandogli quella responsabilità di assistere e custodire il defunto nel trapasso e nella vita nell'aldilà.

Questo fa della Certosa un luogo nel quale coesistono, con la stessa intensità, dolore e speranza, luci e ombre, sogni ed incubi. Tutte energie alle quali dobbiamo l'incredibile fascino che questo cimitero è in grado di esercitare su di noi.

 


Un ringraziamento ad "I love Emilia-Romagna", in particolare a Carmen Licata ed alla nostra guida Marcello, per averci guidato attraverso questo interessante percorso storico.

 

 

L'album delle foto scattate durante la visita si trova a questo link: https://www.facebook.com/pg/storiedipianura/photos/?tab=album&album_id=2533982233305692

 

Si ricorda che per scattare foto e fare riprese video all'interno della Certosa di Bologna, occorre un apposito permesso da parte di Bologna Servizi Cimiteriali. Tutte le informazioni sono disponibili al link http://www.bolognaservizicimiteriali.it/Informazionivisiteguidate/html o contattando Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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