Addio alle Torri Piezometriche di Argelato e Funo

Probabilmente eravamo così abituati alla loro presenza che nemmeno le vedevamo più, poiché quelle torri dell'acqua erano diventate parte integrante del nostro paesaggio rurale. Questi manufatti di archeologia industriale erano serbatoi pensili progettati e costruiti tra il 1930 e il 1960 dal Consorzio della Bonifica Renana per approvvigionare i centri rurali di acqua corrente, fino a quegli anni un privilegio di pochi.


Torre piezometrica di Funo di ArgelatoRappresentano un interessante esempio dell'architettura funzionalista del secolo scorso ed una significativa testimonianza identitaria dello sviluppo sociale ed urbano che ha investito i territori rurali delle campagne della regione. Una volta dismessi, la proprietà e l'ente gestore hanno avviato un piano di demolizione per la riconsegna allo Stato delle aree nude con un investimento di oltre un milione di euro.

In alcuni comuni si è cercato di promuovere iniziative di recupero di questi manufatti e di riqualificare le aree nelle quali si trovavano a fini comunitari. Budrio è il miglior esempio della riuscita di questa impresa: oggi l'area Ex-Torri dell'Acqua, il cui progetto di restauro è stato curato dall'architetto Andrea Oliva, è diventata in breve tempo luogo di ritrovo per le giovani generazioni locali e testimonianza del valore dell’architettura nella creazione di spazi per la comunità.

Ma per i nostri due paeselli a nulla, probabilmente, sono valse eventuali proposte di recupero. A giugno di quest'anno è stata dTorre Piezometrica di Argelato negli anni '50emolita la torre di Funo ed a fine ottobre quella di Argelato.

E' un altro pezzo della nostra storia che se ne va, travolto dall'onda lunga del progresso, l'ultima testimonianza della presenza di quell'acquedotto renano iniziato nell’anno 1932 “che è opera meritoria promossa e voluta dagli agricoltori bolognesi”, come citavano le cronache dell’epoca. Ora non sappiamo come verrà riutilizzata l'area liberata da questi simboli del nostro passato idraulico, ma certamente il vuoto lasciato nello skyline è spiazzante.

Torre Piezometrica di Argelato negli anni 50Se chiudo gli occhi per un attimo, la rivedo al suo posto, vecchia ed un po' abbandonata, come un faro ad indicare il vicino centro abitato. E laddove finisce l'illusione, inizia il ricordo della presenza di una comunità bisognosa, capace di organizzarsi, a volte con grandi sacrifici, per il suo benessere.
E' qualcosa di tangibile e reale, che nessuna ruspa potrà mai portarci via.


Le immagini d'epoca di Argelato provengono dalla collezione privata di Enrico Scagliarini.
L'immagine di copertina, che raffigura la torre piezometrica di Funo di Argelato, è stata gentilmente fornita da Marco Pancotti.

Pin It