L'essiccatoio del riso e la tenuta di Mezzolara di Budrio

Mi guardo intorno prima di avanzare di qualche altro passo. Sono a Mezzolara di Budrio, al centro dell'area nel quale si trova l'ex essiccatoio del riso.Questo complesso di stabilimenti è affiancato da ciò che rimane di Villa Bonaparte ed il collegamento tra i due è percepibile fin da subito.

 

Un tempo quest'area, circondata dalla via Riccardina, era un importante centro di lavorazione agricola, certamente uno dei primi e più avanzati della zona, e rivestiva enorme importanza nell'economia del territorio.

 

Ex essiccatoio da riso MezzolaraPer quanto la memoria più importante di quest'area si concentri nel XIX secolo, è doveroso ricordare che la sua storia ha avuto inizio un po' di tempo prima. La Tenuta di Mezzolara cominciò infatti a formarsi nella seconda metà del XVIII secolo, attraverso l'accorpamento dei possedimenti dei Manzoli a San Martino di Soverzano (poi passati ai Marsigli), dei Bentivoglio-Manzoli e poi della famiglia senatoria dei Bentivoglio.

Tra il 1757 e il 1758 la maggior parte delle terre mezzolaresi e dei dintorni diventarono di proprietà di Pietro Antonio Odorici, per poi passare a Francesco Pizzardi e Gaetano Ramponi nel 1797. Da quel momento, attraverso frequenti acquisti di nuovi possidenti, aumentò in modo consistente l’ampiezza dei terreni riconducibili alla futura azienda agricola di Mezzolara.

 

La costruzione della residenza mezzolarese risale all'inizio del 1700 e dovrà il nome di Villa Bonaparte ai discendenti di Napoleone che ne saranno proprietari che tra il 1824 ed il 1923. Questa residenza diventerà il punto focale di una vasta proprietà terriera che verrà denominata Fondo Bonaparte.

 

Villa Bonaparte all’inizio del ‘900 (prop. Franco Gatti)Naturalmente, una tenuta così grande doveva essere gestita in modo efficiente, pertanto i Bonaparte si affidarono prima agli affittuari fino al 1854-1855, poi ad una società composta da Annibale Certani, Camillo Montanari e Giovanni Sarti. La tenuta cambiò volto in particolare grazie alle capacità dell'agronomo Annibale Certani: la nuova gestione si occupò di bonificare una serie di terreni rendendoli coltivabili e questa conduzione ottimale della tenuta fu certamente il motivo per cui nel 1868 gli eredi Bonaparte rinnovarono il rapporto con la società. Nel 1904 entrò in scena un personaggio che gli anziani mezzolaresi ricordano ancora molto bene: Alfredo Benni.

Uomo capacissimo, il Benni diventerà nel giro di pochi anni l'unico affittuario della tenuta per poi acquisirne la proprietà nel 1923, al decesso dell'ultima discendente dei Bonaparte, l'ex imperatrice Eugenia di Montijo, moglie di Napoleone III.

 

Il nostro essiccatoio da riso si colloca proprio al centro di questa gestione e fu proprio Alfredo Benni a farlo costruire.

Ex essiccatoio da riso Mezzolara di BudrioIl riso, coltivato in una vasta proprietà di molti ettari, veniva consegnato all'essiccatoio e qui, una volta asciugato e pronto per essere venduto, veniva portato a destinazione in grandi vagoni da miniera trainati dai cavalli, su una strada appositamente costruita.

 

La tenuta guidata da Alfredo Benni era un'avanzata azienda capitalistica ad alta meccanizzazione, che occupava moltissime persone. Già nel 1909, esistevano impianti per la pressatura meccanica dei foraggi, una trebbiatrice da riso, un ventilatore, un essiccatore di 26 piani, aratri, erpici e seminatrici. Il Fondo Bonaparte disponeva inoltre di una ferrovia interna (decauville) per il trasporto delle barbabietole, coltura emblematica per definire un'agricoltura di tipo capitalistico, dato anche il suo stretto rapporto con l'industria.

L'Imperatrice Eugenia di Montijo, moglie di Napoleone IIILa gestione efficiente ed innovativa della tenuta e le capacità del Benni come suo conduttore, non sfuggirono certamente all'attenzione dell'Imperatrce francese Eugenia di Montijo che il 4 giugno del 1910 vi si recò in visita.

 

Naturalmente, il fatto che la tenuta di Mezzolara rappresentasse il cuore pulsante dell'economia del territorio e fosse destinata a diventare un modello nazionale, impiegando nei momenti più intensi della stagione la quasi totalità degli abitanti di Mezzolara, la mise anche al centro di un'accesa conflittualità. Dal 1906, infatti, i lavoratori esercitarono il boicottaggio a causa del mancato riconoscimento delle leghe di miglioramento da parte di Alfredo Benni. Ma lo scaltro agrario non ci mise comunque molto a superare il boicottaggio, ricorrendo all'impiego di lavoratori crumiri armati e del resto questo strumento di protesta, spesso utilizzato indiscriminatamente, venne poi abbandonato a causa della sua scarsa efficacia.

 

Essiccatoio del riso e tenuta di Mezzolara di BudrioAlfredo Benni, dopo avere realizzato il sogno di una vita con una perserveranza ed un impegno fuori del comune, venne a mancare nel 1945.

 

L'essiccatoio del riso fu attivo almeno fino agli anni '50 del '900. Successivamente è caduto in disuso, anche se allo stato attuale sembra sia ancora usato come deposito e che un minimo di manutenzione esterna venga svolta. All'interno di uno dei magazzini, si cela un vero e proprio museo di vecchie auto ed antichi strumenti agricoli impolverati. Anche se non è possibile visitare gli stabilimenti più antichi, standosene nel mezzo di quest'area si ha la sensazione di essere finiti al centro di un'altra dimensione temporale. La resistenza di questa struttura voluta da Alfredo Benni è ancora una testimonianza della sua efficienza nel passato.

 

Villa Bonaparte a inizio 900 - fotografia di Carlo Alberto Torreggiani (prop. Franco Gatti)La Villa Bonaparte, invece, ha subìto un destino peggiore: la residenza (denominata anche Palazzina), composta da due edifici, uno a due piani e l'altro ad un solo piano con una torre colombaia e lo stemma imperiale, è oggi inaccessibile, coperta dalla vegetazione e parzialmente crollata. All'inizio degli anni '80 furono iniziati alcuni lavori di restauro interrottisi però poco dopo. Da allora, ogni speranza sembra andata perduta ed il degrado che circonda la villa è come una ferita aperta per gli abitanti del luogo.

 

Anche una parte del territorio circostante è cambiato per "adattarsi" al mondo odierno: una larga fascia dei vastissimi terreni che fino agli anni Sessanta costituivano le risaie Benni, oggi che il

riso qui non si coltiva più, è gestita da un’Azienda Faunistico-Venatoria della quale la vicina Valle Benni è diventata parte integrante. Queste immense distese d'acqua, che un tempo costituivano il bacino di alimentazione dei campi di riso, oggi sono anche zona di riposo e di sosta per le specie avicole migranti e vi sono state impiantate alcune grandi vasche per l’allevamento del pesce.

 

Le ultime notizie riguardo alla proprietà risalgono al 2010. Da queste, si evince che dopo la morte di Alfredo Benni buona parte dei possedimenti facenti parte della tenuta siano passati ai suoi eredi fino ad arrivare ad Adriana Benni. Da queste notizie risulta inoltre che nel 2008 l'essiccatoio fu utilizzato per girare alcune scene del film Albakiara di Stefano Salvati e che nel 2010, una volta ripulito dai volontari della Proloco, venne reso visitabile internamente, fornendo una ulteriore risorsa culturale in occasione della "Fiera della Cipolla", una manifestazione che in questi luoghi è molto sentita.

 

Interno essiccatoio da riso MezzolaraOra, a 10 anni da quell'ultimo momento di visibilità, sembra che il sipario su questo stabilimento si stia lentamente abbassando. Mentre mi allontano, mi volto indietro ancora un momento ad osservarlo, illuminato dalla calda luce del sole al tramonto.
Riesco ancora a vedere chiaramente quel luogo che un tempo era al centro del grande "palcoscenico agricolo nazionale" ed il ruolo di grande importanza che potrebbe ancora rivestire sulla scena culturale del territorio. Anche con la sua polvere. Soprattutto per quella.

 

E spero che qualcun'altro, con più influenza e più imprenditorialità di me, la pensi allo stesso modo.

 

 

 

 

Bibliografia, link ed altri documenti utili alla scrittura dell'articolo:

 

 

Le foto scattate durante il sopralluogo all'essiccatoio si trovano nell'album "Urbex – Ex essiccaotio del riso" della mia pagina Facebook.

 

 

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