Santa Maria Maddalena dei Mosti di Bondeno: il tempio campestre

Al confine tra Casumaro e Bondeno, nelle belle Terre del Reno ed all'ombra degli argini del Cavo Napoleonico, sorge la chiesa abbandonata di Santa Maria Maddalena dei Mosti


Questa chiesa, chiamata anche "Chiesuol dei Mosti" o "Al Cisulìn d’ì Mòst" (in dialetto), si raggiunge attraversando un territorio dominato dall'acqua, dalla natura e dalla campagna, particolarmente interessante per l'esser passato, nel corso dei secoli, attraverso diverse giurisdizioni.

 

Oratorio di Santa Maria Maddalena dei MostiDapprima v'era l'antica Corte di Trecentola, che ai tempi dei longobardi si estendeva dal Secchia fino ai confini con l'esarcato di Ravenna e che nell'anno 749 venne suddivisa tra il re longobardo Astolfo (parte nord) e suo fratello Anselmo (parte sud), nel frattempo divenuto abate dell'Abbazia di Nonantola. Dall'XI secolo iniziò la cessione del territorio in enfiteusi alle famiglie locali, le quali iniziarono l'opera di bonifica che lo avrebbe reso idoneo alle colture agricole. Dopo il mille e per decenni tre diverse amministrazioni si contesero la giurisdizione del territorio: Ferrara e la Chiesa, Bologna e Cento, Modena e Nonantola.

Ancora oggi le terre che circondano Casumaro cadono sotto l'amministrazione di ben tre comuni: quello di Cento, di Bondeno e di Finale Emilia (Casumaro Finalese).

 

Il Chiesuol dei Mosti rimane in territorio bondenese perché originariamente, prima della costruzione del ponte sul cavo Napoleonico, la via Correggio passava davanti alla facciata

dell’oratorio, che quindi era a nord di questa.
Ciò non toglie che le sue vicende siano state notevolmente influenzate da quanto succedeva nella vicina Casumaro.

LLapide Maddalena dei Mosti Bondenoa storia racconta infatti che questo territorio, nonostante le bonifiche delle paludi, continuava ad essere dilaniato dagli straripamenti del Reno, il quale, anche dopo il Mille, continuava a correre disarginato in mezzo a queste valli.
Per questo, nel territorio non vi erano parrocchie e la Chiesa più antica conosciuta era quella di Santa Maria Maddalena, che allora era la parrocchia di Trecentola, ben prima che si pensasse all'edificazione della Chiesa di San Lorenzo nel 1451.

 

L'oratorio attuale è stato fatto edificare nel 1627 dalla nobile famiglia ferrarese dei Mosti, che aveva estese proprietà tra Ponte Rodoni e Santa Bianca (i cosiddetti “prati Mosti”), ma sembra che fu innalzato sui resti di una chiesa molto più antica, che lo stesso storico Antonio Bottoni ricorda come soggetta alla Diocesi di Modena. In una nota storica sul territorio dei "Mosti" Don Luigi Ferioli riscontra inoltre che sull'ammezzato del campanile è inciso l'anno 1005, suggerendo però che potrebbe trattarsi di un anno in cui sono stati eseguiti restauri ed abbellimenti, poiché sembra, come già si diceva più sopra, che la chiesetta fosse frequentata fin dal tempo della corte di Trecentola.
Si racconta inoltre che vi si venerasse una Madonna Rossa, della quale però non è stato possibile recuperare maggiori informazioni storiche.

Quanto agli Maddalena dei Mosti - Edifici ad uso agricoloedifici che circondano l'oratorio, invece, si può dire che sono molto più recenti e che ne testimoniano il passaggio a uso produttivo-agricolo già nell’800.

 

Le informazioni circa il periodo esatto di abbandono della proprietà sono discordanti: alcuni documenti accennano alla chiusura dell'oratorio dalla metà dell'Ottocento, ma lo stile degli arredi interni ed alcune testimonianze lapidarie fanno presumere una frequentazione almeno fino agli anni '60 del Novecento.
E' del 9 ottobre 1956, ad esempio, una lapide che le figlie del Marchese Roi - Irene, Margherita e Bianca - fecero apporre come segno di riconoscenza e in memoria del padre dopo avere fatto restaurare e riaprire al culto questa chiesina.

 

Maddalena dei Mosti - Foto di Beatrice BattagliaUn'altra informazione importante per quanto concerne questo territorio risale al 1955: a pochissimi metri ad est del chiesolino, proprio durante la costruzione del ponte sul Cavo Napoleonico, furono scoperte le tracce di un vasto insediamento antico che va dall’età del Bronzo all’età Etrusca.

 

Osservando quanto rimasto di Santa Maria Maddalena dei Mosti, mi rendo conto che in tempi migliori doveva essere un delizioso gioiello di architettura, aspetto che ancora oggi possiamo riscontrare nel portale baroccheggiante con oculo in facciata, la parte più conservata dell'edificio. Il bel timpano, che fino a qualche anno fa era ancora presente, è purtroppo completamente crollato a causa delle scosse del terremoto del 2012 che anche qui ha colpito con particolare violenza.

Il semplice campanile sembra ancora resistere al tempo che passa. Non torreggia sulla struttura della chiesa, ma le conferisce comunque riconoscibilità nel contesto rurale.

 

Gli interni si raggiungono con notevole difficoltà, facendosi strada attraverso una vegetazione particolarmente rigogliosa e chiedendo il permesso di passare ad imponenti travi di legno ormai crollate.

Santa Maria Maddalena dei Mosti - BondenoL'unico superstite all'abbandono ed allo svuotamento dell'oratorio è il particolare altare che si trova al centro dell'abside. Tutto il resto degli arredi sacri è scomparso ed è rimasto solo il vento che "sibila" tra gli archi e le strutture ancora in piedi a fargli compagnia.

Confinata all'interno di questo degrado, provo una strana sensazione di disorientamento: gli spazi sono appena percepibili ed intuirne la disposizione di un tempo è una difficile, se non impossibile, impresa. Perciò, esco dal chiesolino con la stessa difficoltà con la quale vi sono entrata, ma con nuove domande che forse non troveranno mai risposta.

 

Alla fine di questa esplorazione, riesco comunque a percepire Santa Maria Maddalena dei Mosti come un'entità storica complessa e fragile allo stesso tempo. La sua sopravvivenza in questo mondo è legata ad un filo, tuttavia è ancora possibile riconoscere nel rudere un enorme valore storico e comunitario.

E mentre me ne allontano in silenzio, ripeto a me stessa che tale valore non andrà perduto fino a che la comunità alla quale è affidato conserverà memoria di questo luogo.

 

 

Bibliografia, link ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

 

Le foto scattate durante il sopralluogo in zona sono pubbicate nell'album Facebook "Urbex - Chiesa di Santa Maria Maddalena dei Mosti".

 

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