Sant'Apollinare del Ronco: all'ombra di un campanile

Mi faccio largo fra erbaccia e sterpaglia fermandomi solo al cospetto del campanile della chiesa di Sant'Apollinare del Ronco. E' l'unico elemento del complesso resistito al passare del tempo, ma non si sa per quanto ancora rimarrà in piedi.

Tutto il resto, chiesa ed edifici accessori, è in rovina e nessuno si preoccupa più da tempo della sua storia e del suo destino.

 

Chiesa del Ronco Castel MaggioreQuesta chiesa sorge nell'ambito della comunità di Ronco, un territorio che ha sempre fatto da cerniera tra Castel Maggiore e Corticella.

Le prime notizie sulla presenza di una chiesa dedicata a Sant'Apollinare sono dell'VIII secolo, quando una costruzione già esistente a poca distanza da Sant'Apollinare venne adibita al ricovero di viandanti e pellegrini e per questo chiamata "hospitale".

Ronco ebbe la sua parrocchiale in questa chiesa fino al 21 aprile 1463, data in cui l'istituzione religiosa divenne sussidiale di Sant'Andrea di Castagnolo Maggiore (l'attuale Castel Maggiore), passaggio che segnò la sua lenta ma progressiva decadenza.
Nel giro di pochi anni, infatti, fu demolita e nel XVII secolo fu eretto al suo posto un oratorio pubblico (quello che vediamo oggi) "
senza benefizio e senza dote", intitolato anch'esso a Sant'Apollinare e chiamato Ronco, come la precedente parrocchia.

 

Sant'Apollinare del Ronco negli anni 70Nei primi anni del XIV secolo, questa terra era considerata "illustre per santità", poiché si racconta che qui il padre Agostiniano Beato Simone da Todi compì due miracoli: il primo a favore di un ragazzo chiamato Giacomo figlio di Biagio del fu Pietro Pesaselate, della terra di Funo e trasferitosi a Ronco; il secondo a favore di un uomo chiamato Giovanni, figlio di Pietro de Castagnolo Majori qui nunc moratur in terra Roncorum (riferendosi all'attuale dimora del miracolato).

Comunità di Ronco 1774L'ex parrocchiale di Sant'Apollinare nel 1573 aveva due altari ed era decorato con un pregevole quadro di Sant'Apollinare ed il Rettore di Castel Maggiore vi celebrava messa una volta al mese.
Dopo la ricostruzione del XVII secolo, si presentava a tre navate e con un ampio tetto a capanna. Il campanile, in cotto e con quattro bifore ai lati della cella campanaria, venne restaurato nel 1727, ma oggi si presenta mancante della cuspide, distrutta forse da un fulmine.
Nel XIX secolo, pare che tra alcuni parrocchiani del quartiere di Ronco ed il Rettore di Castel Maggiore vi furono diverse discussioni sulla possibilità di mantenere un Cappellano nella loro chiesa per celebrarvi alcune funzioni. Non è dato sapere se la richiesta sia stata accolta, ma si sa che nel 1843, pur essendo la chiesa giudicata un semplice oratorio, l'allora rettore volle cedere una porzione del territorio di Ronco all'Arciprete di Corticella, ritenendo però soggette alla sua giurisdizione sia Sant'Apollinare che il poco terreno circostante.

Del 1879 è inoltre una relazione manoscritta destinata all'Arcivescovo di Bologna che descrive la chiesa di Sant'Apollinare in non meno di 60 pagine.

Sant'Apollinare del Ronco negli anni 70Insomma, credo si possa affermare che questo luogo aveva una certa importanza almeno fino alla fine del XIX secolo.
Del secolo successivo non ho molte notizie. Ipotizzo, sperando qualche mio lettore possa meglio informarmi, che l'oratorio sia rimasto attivo fino alla metà del '900, forse con speciali aperture in occasione di determinate ricorrenze.

Ma intorno agli anni '70, la struttura è stata abbandonata definitivamente e contestualmente sono cessate anche le manutenzioni.

 

Chiesa di San'Apollinare del Ronco Castel MaggioreCamminando tra ciò che è rimasto, ricordo con malinconia com'era alcuni anni orsono questo luogo, nel quale ho trascorso alcuni momenti della mia infanzia. La chiesa era già in disuso e parzialmente diroccata, ma l'interno, con qualche arredo sacro, era quasi intatto.
Forse merito di quello che penso fosse il custode, che alloggiava nel caseggiato a fianco. Un uomo piuttosto anziano, che viveva solo, circondato da vecchi oggetti di vita quotidiana, ricordi e foto di famiglia. Mio padre lo aiutava a manutenere la proprietà e le coltivazioni circostanti e spesso mi portava con lui.
Ricordo che ero affascinata dalla chiesa, da ciò che la circondava e dalle storie che mio padre mi raccontava. Si dice infatti che nel terreno di fronte alla chiesa fossero state rinvenute alcune ossa umane, che avevano fatto pensare alla presenza, un tempo, di un antico cimitero.

Poi, un bel giorno, mio padre ha smesso di portarmi in quel luogo ed ho capito che tutto era cambiato per sempre.

 

Sul finire degli anni '90, Sant'Apollinare era già in avanzato stato di degrado: non c'era più nessuno a preoccuparsi della vegetazione che cresceva fitta tra i ruderi della chiesa e degli edifici annessi, dell'orto e del frutteto curati da mio padre, così come degli arredi sacri, non v'era più traccia.

 

Chiesa del Ronco nella mappa di Andrea Chiesa 1762Attraverso le informazioni raccolte da diverse fonti, ho saputo che fino a qualche anno era in fase di attuazione un progetto di riqualificazione della chiesa a scopo culturale o di trasformazione della stessa in una struttura ricettiva per gli studenti, ma che tutto era finito nel nulla.
Sembra inoltre che intorno al 2007 una parte dell'edificio sia stato demolito senza l'autorizzazione della Soprintendenza e che nello stesso anno la stessa avesse ordinato interventi d'urgenza per proteggere gli affreschi interni, tra i quali ricordiamo quelli di San Rocco e della Madonna con bambino, il cui volto pare fosse ispirato a quello di Ginevra Sforza, moglie dell'ultimo signore di Bologna, Giovanni II Bentivoglio. Ma nulla è stato fatto e naturalmente di questi affreschi non rimane quasi più alcuna traccia.
Affresco Madonna con Bambino di Sant'Apollinare del RoncoDunque, è lecito supporre che le principali funzioni coinvolte, in un modo o nell'altro, nella tutela e nella riqualificazione dell'edificio (Soprintendenza, Comune, Istituto di Sostentamento del Clero in qualità di proprietario) non siano riuscite a trovare un comune accordo nell'interesse di questo bene di interesse storico, architettonico, culturale e testimoniale.

 

Eppure, nonostante fosse ridotto a rudere, qualcuno ha visto ancora molto potenziale in questo edificio. Il progetto di Nicola Rivelli, laureato in Ingegneria Edile Architettura a Bologna, pubblicato nel dicembre 2017 sulla rivista digitale "in_bo" a cura dell'Università di Bologna, rappresenta un'interessante proposta di trasformazione della chiesa in rovina e del territorio circostante in Casa Funeraria per la città di Bologna.
Rivelli descrive la chiesa di Sant'Apollinare ed il terreno su cui sorge come il luogo ideale per lo sviluppo del progetto, dimostrando come anche un rudere possa rappresentare un valido punto di partenza per lo sviluppo di una innovativa e funzionale struttura ricettiva.

 

Comune di Ronco 1774Ma nonostante i diversi progetti, tutto è ancora silenzio attorno alla chiesa. Mentre noi siamo qui a parlare, il cemento e l'industrializzazione avanzano, stritolandola sempre di più e sembra quasi che qualcuno stia solo aspettando che questa testimonianza del passato crolli su se stessa per liberarsi finalmente da ogni responsabilità.

 

Il mio più grande rammarico, secondo solo alla perdita definitiva di questo edificio come bene culturale, sarà il dissolversi di parte dei ricordi d'infanzia ad esso legati.
Perché un luogo può non rappresentare solo un posto dove andare, ma anche quello spazio al quale abbiamo affidato una parte del nostro passato che non tornerà mai più.

 

Chiesa del Ronco di Castel MaggioreBibliografia, link e documenti utili alla scrittura dell'articolo:

 

  • Le Chiese Parrocchiali della Diocesi di Bologna" – Tomo I – Capitolo dedicato a Sant'Andrea Apostolo di Castel Maggiore (scheda 27)

  • "Immediati dintorni - Guida ad un territorio di pianura" a cura di Vittorio Bianchi, Gabriele Cavazza, Orlando Stivali - Edizione a cura dell'USL n. 25 di S. Giorgio di Piano, 1989 - Sez. Castel Maggiore - Capitolo dedicato a Sant'Apollinare del Ronco (pag. 63-64)

  • "Castel Maggiore. Com'era ... e com'è" di Lorenzino Cremonini – Alinea Editrice, 1988 – Capitolo dedicato a Ronco di Corticella (pagg. 179/184) – da questa pubblicazione provengono anche le piante storiche pubblicate su questo articolo.

  • "Carta dei beni culturali e naturali della provincia di Bologna" a cura di Aldo d'Alfonso, Andrea Emiliani e Sergio Spiga, con la collaborazione di Roberto Olivieri - Ed. Alfa, 1977 – Sezione dedicata a Castel Maggiore e "Ronco Chiesa" (pag. 167)

  • "Castel Maggiore: tra storia e memoria" di Valerio Montanari e Carlo Garulli – Ed. Pendragon, 2007 – Sezione dedidata a Ronco ed alla chiesa di Sant'Apollinare (pag. 35)

  • "Architettura dell'addio. Progetto di una casa funeraria per la città di Bologna" – progetto dell'Ing. Nicola Rivelli pubblicato dalla rivista digitale "in_bo" dell'Università di Bologna (dicembre 2017)

  • Archivio ASPI dell'Università Bicocca di Milano - Relazione manoscritta di Pizzoli all’arcivescovo di Bologna sulla chiesa di Sant’Apollinare di Ronco sussidiale di Castelmaggiore, 1879.

  • Comune di Castel Maggiore – PSC Elaborato in forma associata – Variante al PSC n. 2/2014 (documento preliminare)

  • Video-documentari sulla Chiesa di Sant'Apollinare pubblicati sul canale YouTube:
    Settembre 2006Settembre 2007

  • Le immagini storiche pubblicate provengono dalla pagina facebook degli amici di Salviamo il Navile.
    Il disegno della chiesa è stato gentilmente fornito dalla sua proprietaria, Sabina Orsi, fan della mia pagina facebook.

     

Le foto scattate durante il sopralluogo sono pubblicate nell'album "Urbex - Chiesa di S. Apollinare del Ronco"

 

 

 

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