Villa Torlonia di San Pietro in Casale: una storia dimenticata

Avanzo lentamente attraverso un lungo viale alberato, oltre il quale scorgo qualcosa. Villa Torlonia si rivela così: poco a poco, mano a mano che avanzo. La particolarità di questa costruzione è che, nello stesso tempo, è nascosta ed annunciata dalla vegetazione circostante.
Villa Torlonia non sembra abbandonata da molto. La vegetazione spontanea, in certi punti, sta crescendo copiosamente, ma c'è ancora una traccia della struttura conferita al parco. L'intonaco giallo della casa padronale e quello bicolore dell'edificio a fianco stanno in parte cedendo alle intemperie, ma conservano ancora una certa attrattiva.
Eppure, sembra che la storia di questa tenuta si sia persa da qualche parte nel tempo.

La villa è stata costruita nell'Ottocento. Non è dato sapere se precedentemente vi fosse una preesistenza, ma alcune fonti storiche del XIII secolo citano la Villa Torlonia San Pietro in Casalelocalità di Cenacchio, poco distante dalla villa, come probabile sede di un piccolo comune rurale del contado.

 

Nell'avvicinarmi, noto uno stemma apposto sulla porta d'ingresso dell'edificio. E' l'arma di una delle famiglie più potenti del XIX secolo: i Torlonia.
Famiglia che certamente i romani conoscono molto meglio dei bolognesi, poiché il loro capostipite, Marin Tourlonias, arrivato a Roma nel 1750 da una piccola cittadina francese, generò dal nulla un'attività di commercio di tessuti, ma soprattutto di prestiti, che in poco tempo fece diventare ricchissimo lui e tutti i suoi discendenti, fino all'assunzione del titolo principesco ottenuto anche grazie a grandi opere di bonifica attuate nel territorio romano.
Ancora oggi a Roma il nome Torlonia è sinomino di ricchezza smisurata ed "imbarazzante".

 

Stemma dei TorloniaI Torlonia, a quanto dimostra lo stemma, approdarono anche nel contado bolognese. E non solo nella campagna di San Pietro in Casale e Maccaretolo, ma anche a Crevalcore, in una località chiamata Guisa Pepoli (Case Torlonia) ed a Palata Pepoli dove, in un periodo compreso tra la seconda metà dell'Ottocento e la metà del Novecento, avevano numerosi interessi economici, soprattutto poderi e tenute agricole, nei quali lavoravano centinaia di persone.

Articolo La Stampa 1950 - Tenuta Torlonia CrevalcoreQuello non era un periodo facile, però. Le campagne erano "in rivolta", i contadini chiedevano lavoro e diritti e sono diverse le cronache di ribellioni nei poderi di proprietà Torlonia. Nel mese di settembre del 1889, entrarono in sciopero 200 mietitori della tenuta di San Pietro in Casale e nel mese seguente furono i braccianti di Baricella a reclamare lavoro nelle grandi proprietà della zona. Inoltre, si registra anche un assedio di dimostranti nel maggio 1950, in una delle tenute Torlonia di Crevalcore.

 

Ma i Torlonia ebbero modo di sfruttare la villa di San Pietro in Casale anche per eventi mondani e strategicamente importanti per le loro relazioni sociali.
Si pensi che quando il Re Vittorio Emanuele III venne in visita a San Pietro in Casale nel 1925, fu poi ospitato dal Principe Alessandro Torlonia "nella sua villa di Cenacchio".

 

Villa Torlonia abbandonata interniLa villa ha proporzioni semplici. All'interno è possibile apprezzare un atrio centrale passante che denota una tradizione costruttiva di tipo rurale. Dagli altri pochissimi elementi ancora presenti è possibile ipotizzare che sia stata utilizzata almeno fino agli anni 70/80. Ma non si può indagare oltre il primo piano, in quanto parte del piano superiore è crollato e procedere sarebbe rischioso.

 

Tornando all'esterno, è possibile notare diverse specie botaniche: il Gigaro, l'Ortensia, Olmi, Ippocastani, Aceri campestri, Bagolari, un grosso Carpino e varie Conifere.
A delimitare il parco, affacciati sulla via Altedo, vi sono due edifici laterali che prima dovevano essere uniti da un lungo cancello oggi scomparso: il primo a sinistra poteva essere l'abitazione del fattore o del guardiano della tenuta; il secondo edificio a destra, oggi completamente stritolato dalla vegetazione, era probabilmente un piccolo oratorio privato.

 

Osservando invece il territorio circostante, si può ritenere che la tenuta sorgesse in un'area fiorente dal punto di vista storico/produttivo e che nel periodo dei possessi Torlonia fu caratterizzata da alcuni mutamenti urbanistici: proprio nei suoi pressi, si trovava infatti la Ca' Gioiosa (il rudere è ancora oggi esistente), un antico mulino in attività almeno fino alla fine del XVIII secolo che serviva non solo buona parte delle località circostanti, ma anche viandanti provenienti da località più lontane; vengono inoltre documentati i lavori di costruzione della Strada Altedo intorno al 1879, per i quali il Principe Alessandro Torlonia contribuì economicamente con una offerta e cedette gratuitamente tutto il terreno occupato nel tronco di strada compreso fra il crocicchio di Cenacchio ed il Canale Navile; da non dimenticare infine la costruzione dello zuccherificio nel 1955, il più vecchio di questo territorio, che negli anni di massima attività riusciva a trasformare centomila quintali di barbabietole al giorno.

 

Villa Torlonia San Pietro in CasaleTornando al presente e parlando anche di progetti di riqualificazione, ho trovato tre documenti che descrivono specificatamente la villa:

  • Il "Quadro conoscitivo sistema territoriale – risorse storiche-architettoniche del Comune di San Pietro in Casale" del 2006 mappa Villa Torlonia al n. 1014 e la descrive con un giardino di pregio ed edifici sparsi di interesse storico architettonico.

  • Nel "Piano Strutturale Comunale Controdeduzioni del PSC di San Pietro in Casale" del 2010, è registrata una richiesta del 15 aprile 2009 da parte della proprietà di "riclassificare in PSC l'area denominata Villa Torlonia con relative pertinenze, affinché possa trasformarsi in Residenza Sanitaria e Assistenziale (Residenza per Anziani) con ulteriori mq 3.500 di SU per servizi e degenza". La richiesta è stata accolta, specificando che "L'area sarà classificata come zona speciale soggetta a specifica scheda di intervento nel RUE". Al documento è allegato inoltre un protocollo del 2009 nel quale si richiede di inserire Villa Torlonia tra gli edifici di interesse storico, architettonico, culturale e testimoniale e conseguentemente di rimuoverla dall’elenco degli edifici di pregio storico culturale e testimoniale.

  • Nel "RUE – Tomo I – Normativa urbanistico-edilizia del Comune di San Pietro in Casale" del 2016, la villa viene definita come un edificio di interesse storico-architettonico vincolato per il quale è previsto un "Piano di Recupero che ha come obiettivo principale la valorizzazione globale del bene tutelato contestuale alla previsione di nuovi interventi edilizi a margine dell’impianto originario". Tale piano, che illustra sia specifiche che modalità attuative, avrebbe dovuto passare al vaglio della Soprintendenza Regionale per i Beni e le attivita Culturali dell’Emilia-Romagna.

 

Villa Torlonia San Pietro in Casale particolareConsiderando lo stato attuale di Villa Torlonia, direi che nessuna delle valutazioni sopra indicate ha dato atto a riqualificazioni significative.

Mi allontano in silenzio accompagnata solo dal canto delle cicale, cercando di immaginare il passato di questa tenuta nel periodo di massimo splendore.
Villa Torlonia è una testimonianza del nostro passato rurale e come tale dovrebbe essere trattata e ricordata. Invece la "vegetazione abusiva" sta incombendo sempre più su di lei e la luce ha abbandonato le sue stanze lasciando solo ombre nella sua storia.

La mia speranza è che questo articolo serva ad aprire una finestra, anche solo uno spiraglio di memoria, almeno su una parte di essa.

 

Bibliografia, documenti ed informazioni utili alla scrittura dell'articolo

 

Articoli e cronache locali:

  • "Assedio di dimostranti in una tenuta dei Torlonia" - La Stampa, archivio digitale (3-4 maggio 1950)
  • "Il Re d'Italia" – rubrica Parole alla finestra a cura di Pietro Lanzoni su Orologio – periodico del Comune di San Pietro in Casale (n. 2/2010)
  • 1889 – Sciopero nella Tenuta dei Torlonia (Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi)


Pubblicazioni e libri:

  • "Immediati dintorni – Guida ad un territorio di pianura" (1989) – sez. San Pietro in Casale - Il parco di Villa Torlonia a Cenacchio (pag. 120).
  • "Storia di San Pietro in Casale e di tutte le sue frazioni" di Federico Cecconi con presentazione di Amedeo Benati – Atesa Editrice (ristampa anastatica del 1989) – cap. Strada Altedo (pag. 150/151/152)

Documenti comunali:

Informazioni sui Torlonia e sul territorio circostante la villa

 

A questo link trovate una galleria di immagini della villa: https://www.facebook.com/storiedipianura/photos/?tab=album&album_id=2296252170412034

 

 

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