Il Museo delle Storie di Pieve di Cento: le vicende di una comunità

Pieve di Cento è una graziosa cittadina che pone grandissima attenzione alla storia ed alle vicende dei suoi cittadini. Il Museo delle Storie, situato nella bella Rocca medievale, si occupa di conservarle e divulgarle.

 

Museo delle Storie di Pieve di CentoLa sede espositiva è suddivisa in sale intitolate a personaggi illustri del territorio e racconta i mille anni di storia di Pieve di Cento, dalla sua fondazione alla sua evoluzione in ambito territoriale, urbanistico, sociale, affrontando i temi del lavoro (agricoltura, artigianato, industria) e del tempo libero (tradizioni, cultura, attività associative).

 

Museo delle Storie di Pieve - sala accessibilitàIl museo è caratterizzato da un'intensa attività multimediale, tanto più che la prima ad ospitarci è la sala dell'accessibilità, uno spazio dedicato all'incontro ed alla didattica, con un computer a disposizione di chiunque non potesse salire le scale del Museo, a chi ha problemi di deambulazione o a chi volesse fruire i contenuti multimediali comodamente seduto sulla sedia. 
Nella sala è presente anche un modello in scala della sezione della Rocca del 1388 realizzato da R. Bagnoli e G. Bertelloni su progetto di G. Gotti con la collaborazione della Ditta Italeri, Maccaferri Giovanni e Tipografia Bagnoli.

Museo delle Storie di Pieve - sala Matilde di CanossaLa sala Matilde di Canossa celebra la donna simbolo della civilizzazione del territorio emiliano ed è dedicata ai mutamenti delle terre pievesi, partendo dalle sue "pietre di fondazione".
Vi troveremo esposti l’originale capitello della colonna della Piazza delle Catene, crocevia del paese, testimonianze della presenza ebraica, reperti come la Croce Latina e la pietra manubriata risalente al I-II secolo a.C., oltre a diverse vedute di Pieve di Cento realizzate da Achille Melloni alla fine del XIX secolo.

Museo delle Storie di Pieve - sala Antonio di VincenzoLa sala Antonio di Vincenzo è dedicata all'architetto che progettò la Rocca di Pieve di Cento (oltre la grandiosa Basilica di San Petronio a Bologna). Si tratta dell'antico ingresso difensivo della Rocca e vi sono esposte fotografie d'epoca e dipinti dedicati a questa fortezza.

Sala fratelli TaddiaLa sala fratelli Antonio e Giuseppe Taddia è dedicata alla Partecipanza Agraria di Pieve. Qui si incrociano le storie e le tradizioni legate alla divisione dei capi terrieri ed alla venerazione del Crocifisso Miracoloso che all'Istituzione è fortemente legato fin dalla sua fondazione.

Nella sala si trovano esposti anche una serie di reliquiari sacri ed il modello di una casetta in mattone crudo, tipica tecnica di costruzione delle case della Partecipanza, realizzata in collaborazione con le scuole.

 

Museo delle Storie di Pieve - sala Angelo GessiProseguendo la salita, si entra nella sala monsignor Angelo Gessi, dedicata ai personaggi eccellenti di Pieve di Cento, come letterati e sportivi, nella quale sono esposte anche diverse opere d'arte. Tra queste, i busti maschili di Giuseppe Zacchini ed il gruppo scultoreo "I Pivis a Massumadegh" (I Pievesi a Massumatico) realizzato da Mauro Mazzali nel 1948 ed ispirato al celebre poema eroicomico scritto da Angelo Gessi in dialetto (1901), che racconta di un episodio storico del XIV secolo in un modo che restituisce alla storia un divertente affresco del carattere delle persone che abitano queste terre.

La sala Sergio Baraldi è collocata nel punto più alto del mastio ed è dedicata all'evoluzione sociale ed economica di Pieve, dall'artigianato alla grande industria. Qui sono collocate ceramiche medievali, preziosi oggetti intagliati, testimonianze della lavorazione della canapa, bilance di precisione, lampade d’emergenza OVA.


DMuseo delle Storie di Pieve - Sala Baraldia quassù c'è una splendida vista: la sera sta calando su Pieve di Cento e capisco che la mia visita è arrivata al termine.

 

Durante la mia salita ho avuto modo di apprezzare una delle più vaste collezioni di caratteri e personalità pievesi. E durante la mia discesa mi sono resa conto del grande attaccamento della comunità di Pieve di Cento alle proprie origini.

Può sembrare un po' campanilistico, ma trovo che il museo, fra diverse possibilità, abbia scelto il modo migliore di rappresentare ciò che in una comunità conta veramente e che la rende fiera di essere ciò che è: la partecipazione e lo spirito di collaborazione della sua gente.

 

Il museo rispecchia una comunità esemplare, ancora oggi capace di dare valore alle sue tante storie. Mentre esco dalla Rocca e le luci della sera si accendono lungo il viale, non posso fare a meno di provare una sincera ammirazione e di essere grata per l'opportunità che mi è stata data di conoscere ed apprezzare Pieve di Cento e la sua gente.

 

 

www.museodellestoriedipieve.it

Le foto scattate in occasione della visita al museo, sono disponibili nell'album "Museo delle Storie di Pieve di Cento".

 

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