Intervista con Romano Guizzardi: dentro e attorno la Mota di Argelato

Romano Guizzardi ha 90 anni. E' un uomo aperto e cordiale. Per la sua cultura, sia del territorio che della sua storia, viene definito la memoria storica di Argelato.
Quando l'ho contattato per dirgli che avevo bisogno di questa sua esperienza per una ricerca sulla Mota, si è dimostrato subito disponibile.
Romano ci ha vissuto per tanti anni e la Mota è un po' come lui: un raccoglitore di storie e ricordi, un belvedere storico sugli eventi di Argelato.

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La Mota: una struttura e un nome che raccontano una storia

Quale paese, anche il più piccolo, non ha almeno un palazzo conosciuto da tutti, magari per la sua centralità o perché in tempi passati in quel luogo è successo qualcosa di particolare? Non parlo di una Villa o di un bene storico-architettonico, ma di un luogo legato alla memoria della cittadinanza ed alle sue consuetudini. Ecco, la Mota è proprio questo: è stata costruita in tempi in cui le strade non avevano nomi, è un edificio talmente radicato nel terreno su cui sorge, che ha preso nomenclatura proprio da esso.
I nomi di questo edificio, Motta o Mota, hanno due significati totalmente diversi ma in questo caso strettamente collegati, poiché ci danno un'idea dell'evoluzione del terreno sul quale oggi l'edificio sorge.

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Il "dente del Diavolo" della Mota: nuove indagini tra mappe catastali e struttura esterna

"Questa non può essere la Mota" mi ha detto la mia vicina osservando con la lente la pianta della Mota (o Motta) in un rogito del 1922. "Non vedi questo 'dente' che sporge dallo stabile? La Mota non lo ha mai avuto".
Osservo meglio la pianta e quel "dente" mi pare stranamente famigliare.
"Per quello che ne sappiamo a oggi" le rispondo, poi proseguo sotto il suo sguardo incuriosito "La verità è che mi sembra di averlo già visto altrove quel 'dente'. Il problema è ricordarmi dove...".

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C'era una volta il Castello Motta di Argelato. L'evoluzione dal Medioevo ad oggi

E' difficile immaginare come fosse un luogo più di mille anni fa. Argelato, in quanto a formazione vera e propria come centro abitato, ha una storia piuttosto complessa e travagliata. Il nome stesso di questa località, di origine romana, sembra derivare da "argilla", cioè terreno argilloso, o meglio ancora da "argelatus", terreno esteso, uniforme e non alberato. Decisamente in linea con gli effetti delle frequenti e rovinose alluvioni che si abbatterono nella zona.

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La Mota tra miti, leggende e verità nascoste

Se ci pensiamo bene, non v'è luogo antico, villa, palazzo o monastero, sul quale non circolino storie, aneddoti e leggende. La cultura popolare, soprattutto nei piccoli paesi come il nostro, svolge un ruolo fondamentale nel creare e tramandare racconti o costruire misteri.
 
Ho sempre pensato alla leggenda come al luogo in cui la razionalità abbassa il capo levandosi il cappello e facendo un inchino. Ma anche al luogo di mille verità nascoste, giacché difficilmente si genera dal nulla, ma è sempre il frutto di una realtà la cui alterazione aumenta mano a mano che ci si allontana dal momento in cui ha avuto origine.

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