L'Ospitale e la Confraternita di Maria Vergine e San Giuseppe di San Giorgio di Piano

Di recente, ho avuto modo di interessarmi ad una ricerca condotta da Annamaria Schiavina ed Elisa Gamberini, che ha riportato alla luce l'antica storia di un ospitale e di una confraternita nella località di San Giorgio di Piano.

 

Confraternita del Santissimo Sacramento San Giorgio di PianoIl fatto curioso è che la ricerca è partita da un altro luogo, l'Oratorio di Maria Vergine e San Giuseppe ed a ritroso ha portato alla scoperta della presenza in paese di un luogo dedicato all'accoglienza ed alla cura dei viandanti e dei poveri di passaggio a San Giorgio di Piano.

 

La presenza di un'associazione composta da fedeli laici impegnati nella gestione di un ospitale (o hospitale) è attestata già dal 1555.

Locali che ospitavano l'antico ospitaleL'ospitale occupava i locali posti all'angolo tra le attuali via della Libertà e via Andrea Costa e le Visite pastorali che vennero effettuate in maniera sistematica su tutto il territorio diocesano forniscono le notizie più antiche. A queste si aggiungono i resoconti relativi alla chiesa parrocchiale particolarmente dedicati all'ospitale, la cui promozione, sorveglianza e regolamentazione delle attività connesse spettava ai Vescovi.

Da queste descrizioni risulta che al suo interno esisteva un oratorio con tutto il necessario per la celebrazione del culto divino, che era intitolato inizialmente a "Santa Maria dei Battuti" e suddiviso in un dormitorio maschile ed uno femminile, che conservava un dipinto della Madonna, oltre a presentare una piacevole pittura rossa del muro esterno con l'aggiunta di distintive linee nere in cambio bianco sulla porta d'ingresso.

 

Enrico Corty - Veduta di San Giorgio di PianoL'atto ufficiale di costituzione della confraternita risale al 1587 ed al 1615 il suo statuto intitolato "Regolamenti e discipline della compagnia di M. Vergine e S. Giuseppe erretta nell'Oratorio di Castel S. Giorgio di Piano".

 

Nel febbraio del 1635, per volontà del Card. Girolamo Colonna Arcivescovo bolognese, l'ospitale e le proprietà annesse furono uniti ai beni del Seminario Arcivescovile di Bologna. In cambio delle rendite derivate dai possedimenti ricevuti, il nuovo proprietario avrebbe dovuto provvedere alle spese di manutenzione e gestione del luogo.

Oratorio di Maria Vergine e San Giuseppe, San Giorgio di PianoA fronte di questa operazione la confraternita perse la propria autonomia nella gestione dell'attività caritativa legata all'hospitale.
La vita spirituale, invece, probabilmente non cambiò di molto: i confratelli continuarono a ritrovarsi presso l'oratorio secondo le consuetudini ed i dettami del loro statuto, partecipando alle diverse celebrazioni dell'anno liturgico.

Nel frattempo il numero dei membri della confraternita era cresciuto in modo importante. Nel 1755 era formata da settantuno confratelli ed altri novizi chiedevano di entrare.

Il problema era lo spazio insufficiente ad ospitare tutti ed il pessimo stato di manutenzione dei locali, umidi e danneggiati dal tempo.

Nonostante le suppliche inviate alla proprietà per convincerla ad aiutarli nella costruzione di un nuovo oratorio, alzando ed allungando il vecchio edificio per renderlo più moderno ed idoneo alle loro necessità, il Seminario non aiutò i confratelli che intorno alla seconda metà del '700 abbandonarono l'ospitale dopo oltre duecento anni.

 

Furono i fratelli Nicola e Giuseppe Varotti, sacerdote il primo e pittore il secondo, ad accorrere in aiuto della congregazione rimasta senza "casa", permettendogli di costruire un nuovo oratorio su una parte di terreno unito ad una casa con orto di loro proprietà situato presso la porta superiore del Castello. I lavori furono terminati nel 1762 grazie alla munificenza del Principe Filippo Hercolani , che oltre al denaro per terminare i lavori donò anche un dipinto raffigurante il "Riposo durante la fuga in Egitto" della Scuola del Guercino, tutt'ora presente sopra l'altare dell'Oratorio di Maria Vergine e San Giuseppe.

Enrico Corty - Particolare dell'oratorio e della Porta sud di San Giorgio di PianoPer la confraternita cominciò un nuovo periodo in cui le opere di carità erano ormai slegate dall'attività di accoglienza legata all'antico ospitale e la sua vita cambiò sensibilmente in meglio. Nel 1794 ottennero anche il privilegio di fabbricare un'arca per dare sepoltura ai confratelli defunti all'interno dell'oratorio, fatto di cui ritroviamo ancora tracce sul pavimento.

 

Ma questo benessere non era destinato a durare a lungo: alla fine del secolo, con l'arrivo di Napoleone in Italia, tutti i beni della confraternita vennero confiscati, incorporati nei beni nazionali e venduti all'asta a privati.

Lapide sul pavimento dell'oratorioL'oratorio fu però acquistato dal Sig. Gaetano Ramponi nel 1799 e questo rappresentò una fortuna per i confratelli, che pochi anni dopo manifestarono al nuovo proprietario il desiderio di poterne nuovamente usufruire, vedendo accolta di buon grado la loro richiesta.

 

La confraternita, di nuovo costituita intorno al 1830, grazie alla benevolenza della famiglia Ramponi, continuò ad utilizzare l'oratorio fino alla metà del XX secolo, anche se il numero dei membri durante il secondo conflitto mondiale si era drasticamente ridotto.

Alla morte dell'ultimo dei Ramponi nel 1942, il Colonnello Cavalier Francesco, per lascito testamentario l'oratorio passò al Comune di San Giorgio di Piano. Ancora oggi è un luogo consacrato destinato sia ad attività culturali che a funzioni religiose in periodi particolari dell'anno.

 

Riposo durante la fuga in Egitto della scuola del GuercinoMa che ne fu dell'antico ospitale? Lo avevamo lasciato nel 1762, quando i confratelli decisero di abbandonarlo. Fu allora che per il Seminario si sviluppò il problema di cosa fare dello stabile che occupava un'area abbastanza estesa a ridosso della piazza principale del paese.

Il Seminario richiese all'Arcivescovo di Bologna la possibilità di destinare ad altri usi l'oratorio annesso all'ospitale, cosa che probabilmente venne accettata e coinvolse anche i locali adibiti ad ospitale, in quanto nel 1797 l'intero complesso venne affittato alla Municipalità di San Giorgio di Piano, rappresentata dallo stesso Gaetano Ramponi.

L'edificio fu poi acquistato dal Comune qualche anno più tardi, tanto più che qui si registrano la presenza della Magistratura, della Scuola Pubblica, dell'abitazione del custode con corte ed orto, dell'archivio comunale e del teatro, costruito intorno agli anni '30.

Il Comune vendette poi nel 1872 a privati la vecchia sede, poco dopo aver spostato i suoi uffici presso il poco distante Palazzo Pesci (poi Benassi).

 

Oggi dell'antico ospitale di San Giorgio di Piano non è probabilmente rimasta alcuna traccia, ma quanto scaturito dalle ricerche di Annamaria Schiavina ed Elisa Gamberini rappresenta una testimonianza storica della caritatevole ospitalità che per secoli ha caratterizzato il tessuto sociale della comunità sangiorgese.
Un'eredità che adesso viene consegnata alla nostra memoria per essere custodita e, nel tempo, tramandata.

 

 

Bibliografia, link ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

  • La passeggiata lungo il corso principale di san Giorgio di Piano in compagnia di Anna Fini ed Elisa Gamberini, promossa da Emil Banca nell'ambito dell'iniziativa "Grand Tour Emil Banca - Il cuore del territorio" è stata particolarmente utile a sviluppare l'interesse per l'argomento affrontato in questo articolo. La mappa del percorso è disponibile qui.

  • "La Confraternita e l'Oratorio di Maria Vergine e San Giuseppe in San Giorgio di Piano (BO) - Vol. IV" a cura di Annamaria Schiavina ed Elisa Gamberini - Centro Italiano Femminile (CIF), San Giorgio di Piano (2019)

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