L'Oratorio di Santa Liberata di Cento: sul cammino della fede

Qualche tempo fa vi parlavo degli oratori di Cento, nel ferrarese, e dell'importanza che ricoprono nel descrivere un antico percorso di devozione popolare di grande valenza storica. Tra questi citavo naturalmente anche l'Oratorio di Santa Liberata.

 

Oratorio di Santa Liberata, CentoLo si incontra percorrendo la via Santa Liberata, subito dopo una stretta curva, a far da spalla al Canale di Cento e da limite alla carreggiata della strada. Ne sono rimasta da subito affascinata, sia per la posizione che per le forme.

La sua costruzione risale al 1572, ma le prime notizie scritte sono state redatte nel 1578 dal Cardinale Gabriele Paleotti in occasione della sua visita. Da queste si deduce che a quei tempi l'oratorio apparteneva alla famiglia Ariosti.

Ex Mulino di Santa Liberata di CentoOsservando l'edificio esternamente, noteremo alcuni particolari importanti. Innanzitutto, esso si presenta inglobato in un corpo più grande, che inizialmente era un collegio per religiosi. In seconda analisi, la sua vicinanza ad un corso d'acqua non è certamente un caso. Qui, infatti, gli Ariosti avevano edificato un mulino alimentato dalle acque del canale, che si dice venne demolito intorno al XVII secolo a seguito di un reclamo della comunità persicetana che lamentava danni ai suoi mulini per questioni di livello delle acque.

Si racconta che fino al 1587 l'oratorio custodisse una reliquia di San Zenone, che poi i confratelli di San Bartolomeo traslarono all'interno di Cento.

Interno dell'Oratorio di Santa Liberata di CentoNel XVIII secolo la proprietà del complesso passò a diverse famiglie (Bregoli, Rossi, Serra Zanetti) fino al 1919 in cui gli attuali proprietari, i Conti Chiarelli, lo acquistarono.

 

Chiesa di Santa Liberata di CentoLe forme attuali sono il frutto di modifiche avvenute nel 1760. Esternamente, il prospetto dell'oratorio vero e proprio è diviso in tre comparti da due paraste. Nel comparto centrale, si aprono il portale architravato con cornice e, al di sopra, una finestra architravata. Alzando lo sguardo è possibile osservare, sopra il cornicione a fasce, un timpano a lunetta a sesto ribassato. I due corpi laterali sono delimitati da altre due paraste collegate al corpo principale dell'oratorio da volute di raccordo, che io trovo semplicemente deliziose.

All'interno, l'edificio presenta una pianta rettangolare, è coperto sopra l'ingresso con una volta a botte e nel vano centrale da una volta a vela. E' delimitato da quattro colonne scanalate corinzie e percorso da una cornice a fasce all'altezza dei capitelli che prosegue nel presbiterio a pianta quadrata, coperto da cupola emisferica. Nel vano centrale, fatto curioso, si trovano due finte finestre, aspetto che sinceramente mi fa pensare ad una costruzione postuma dei corpi laterali che vediamo esternamente.

Ai due lati opposti del corpo centrale, racchiusi in eleganti cornici in stucco, si trovano due bellissimi affreschi realizzati nel XVIII secolo. Ritroviamo Santa Lucia, Sant'Agnese, S. Donnino (santo legato ai fiumi), San Pancrazio, Santa Caterina, San Marco Evangelista, raffigurati con tutti i simboli inerenti il loro martirio. Questo aspetto è molto importante dal punto di vista dell'educazione popolare: all'epoca, i fedeli che non sapevano leggere, dovevano poter riconoscere i santi attraverso l'iconografia che li accompagna.

Oratorio Santa Liberata, Cento - affresco del XVIII secoloNel presbiterio, due ovali ad affresco raffigurano Santa Liberata e San Rocco che venerano un'immagine della madonna col bambino (XVI sec.) e sotto i nostri piedi, si trova un pavimento in cotto antico.

 

L'Oratorio di Santa Liberata, come altri della zona, avrebbe necessità di un'attenta riqualificazione. Nel frattempo, possiamo essere lieti che la proprietà abbia deciso di aprire le sue porte alla comunità al fine di renderla partecipe del patrimonio culturale che qui è conservato e di sensibilizzarla all'importanza della sua tutela.

 

Oratorio Santa Liberata, Cento - affresco del XVIII secoloMentre ci allontaniamo dalla chiesina, mi volto indietro ancora per un attimo. Si dice che le vie del Signore sono infinite. Che si tratti di strade in cemento o di corsi d'acqua, esse possono rappresentare l'importante mezzo di incontro tra l'uomo ed i simboli della fede.
L'Oratorio di Santa Liberata, forse proprio perché celato all'interno di una struttura più complessa, è parte integrante di un percorso devozionale che sta all'osservatore (o al viandante, se vogliamo) scoprire ed apprezzare.

 

Sorrido e guardo il cielo, sinceramente rincuorata dalla scoperta di questo straordinario cammino. Qualcuno, da lontano, mi chiama per invitarmi a continuare lungo la via, ricordandomi che non sono sola.

 

 

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