Cosimo Morelli: un architetto, il suo sogno, un'avventura finanziaria

Vi sono alcune storie che meriterebbero una sceneggiatura teatrale. E' il caso delle vicende, architettoniche ed economiche, che hanno caratterizzato la vita dell'Architetto Cosimo Morelli, personaggio fortemente discusso nel suo tempo ed anche nel nostro.

 

Architetto Cosimo MorelliPer tale ragione, in questo articolo mi prenderò la libertà di immaginarlo come il protagonista di un'opera teatrale dedicata alla sua vita, messa in scena in uno dei grandi teatri da lui progettati, nella quale numerosi ed influenti personaggi faranno il loro ingresso sul palco. Il sipario si alza, le luci si abbassano ed il nostro architetto appare sul palcoscenico e comincia a raccontare (o se volete, a recitare) la sua storia...

 

Siamo a Imola, nel 1732. Francesco Cosimo Cassiano Morelli nasce qui, da una famiglia di costruttori di origine ticinese stabilitisi in città nel Seicento. Il padre, Domenico Morella, faceva parte dei Capi Mastri della città nel 1749.
Egli cresce in un'epoca dominata da una fase di grande rinnovamento edilizio, nella quale si costruiscono nuovi palazzi, nuove chiese e si progettano ampliamenti e miglioramenti di importanti costruzioni già esistenti.

Giovanni Bandi - Vescovo di ImolaLa sua formazione presso i Gesuiti della Chiesa di Sant'Agata, insieme al Maestro Padre Vincenzo Savini (definito "uomo dottissimo nelle matematiche e nelle scienze") unitamente all'apprendimento dal padre dell'esperienza architettonica, lo portano a cominciare a lavorare nei cantieri della Chiesa di San Macario e nel Palazzo del Comune di Massa Lombarda a soli venti anni.


E' nel 1759 che la sua carriera ha una svolta importante. Viene infatti invitato a Roma al cospetto di Giovanni Bandi, Vescovo di Imola, per sottoporre alla Camera Apostolica i progetti della ricostruzione della Cattedrale di Imola. Questo incarico segna l'apertura di diverse porte, poiché a Roma questo giovane architetto incontra Angelo Braschi, futuro Papa Pio VI, ed altri prelati ai quali egli dovrà il merito del suo rapido ed incondizionato successo.

Papa Pio VI BraschiNel 1766, Cosimo ha incarichi che provengono da ogni parte d'Italia, la piena fiducia del Pontefice, contratti e rapporti con importanti famiglie di Roma, Milano, Piacenza, Ravenna e Napoli. Su questa "spinta", ritenendo il nome Morella troppo plebeo, deciderà di cambiare il nome della sua famiglia in "Morelli".

 

Papa Pio VI lo nomina "Coadiutore degli Architetti Camerali" di alcune provincie dello Stato Pontificio e questa privilegiata condizione sociale, unitamente ai buoni rapporti con la Curia Romana, gli procura così tanti nuovi incarichi che il detto popolare è: "Per andare a Roma bisogna passare per Porta Morelli".

 

Sasso Morelli ImolaNella sua vita, Cosimo Morelli, costruirà 40 chiese tra le quali diverse cattedrali, una decina di teatri, una trentina di edifici civili ed eseguirà numerosi altri progetti, tra i quali la costruzione, tra il 1781 ed il 1785 della villa padronale e del borgo di artigiani che prenderanno in seguito il suo nome: Sasso Morelli.

 

Morelli ha tutto: il successo, la protezione, le capacità, il denaro. Cosa mai poteva accadere a sconvolgere i suoi piani per il futuro?

Palazzo Braschi di Roma - Cosimo MorelliEbbene, nel 1776, all'apice della sua fama e desideroso di diventare un grande proprietario terriero, decide di comprare dal Duca Luigi Lante Montefeltro della Rovere di Roma, con un'unica azione finanziaria, la grande proprietà immobiliare appartenuta alla famiglia Vaini: per 66.000 scudi, acquista il palazzo appartenuto alla famiglia in Imola fra via S. Pier Grisologo e la via Emilia, quattro mulini sul canale della Selice (Poiano, della Sega, del Maglio, Mulino Rosso), dodici poderi e possessioni in territorio di Imola e Mordano, impegnandosi ad un pagamento in rate da 10.000 scudi ogni sei anni.

Ma i sogni di espansione dell'architetto non finiscono qui: il 9 luglio 1785, dopo sua richiesta, ottiene dal tesoriere della Santa Sede la concessione in enfiteusi perpetua, per lui ed i suoi discendenti, dei 12 poderi del patrimonio Ex Gesuitico a Imola, per un canone annuo di 1250 scudi.

 

Sigismondo GhigiL'architetto che domina la nostra scena è diventato dunque un grande possidente terriero, ma è pur sempre indebitato fino al collo. Nel 1785, con l'intenzione di saldare per intero il suo debito, decide di ricorrere ad un prestito. Lo chiede ad un'altra importante famiglia di Roma, i Ghigi, stipulando un cambio di 50.000 scudi sotto forma di obbligazioni (i cosiddetti "Luoghi di Monte"), di cui 43.000 per saldare il debito Vaini. Una clausola prevede il subentro del Principe Sigismondo Ghigi qualora il Morelli non riesca a rispettare le scadenze.
Ma il prestito ricevuto non basta ad equilibrare il rischio del dissesto finanziario e Morelli si vede costretto a vendere nel 1794 una parte del suo ingente patrimonio immobiliare al Principe Stanislao Poniatowski.

 

Stanislaw PoniatowskiI personaggi entrati ed usciti dalla scena sono già molti, tanto che il nostro Cosimo Morelli crede di avere finalmente sistemato i propri conti. Ma come un attore che non ha letto bene il copione, non tiene in considerazione l'arrivo di Napoleone e dei francesi a Roma nel 1798, un colpo di scena davvero inaspettato.
Viene proclamata la prima Repubblica Romana e cacciato Papa Pio VI. Il nuovo governo emette nuove cedole dei "Luoghi di Monte", liquidando le vecchie cedole dello Stato Pontificio ad un valore pari al 25% di quello nominale.

Il Morelli, che ne aveva acquistate parecchie, vede ridursi drasticamente la possibilità di onorare i propri impegni e ormai già avanti con gli anni e malandato, deve affrontare una serie di cause civili con i suoi creditori, persino con gli ex Gesuiti, per i mancati pagamenti.

Anche il Principe Poniatowski, per vari motivi, non paga le rate dei beni acquistati e così il nostro architetto, completamente inguaiato, si trova a perdere tutti i suoi beni nel giro di qualche anno.
Nel 1810, si rivolgerà addirittura ad Antonio Canova per chiedergli aiuto economico, dichiarando di essere invalido e di versare nella più totale indigenza, tanto da vivere di sole elemosine. Il Canova gli avrebbe concesso 24 scudi.

 

Santa Maria in Regola Imola - Cosimo MorelliL'ultima scena della nostra opera teatrale immaginaria vede Cosimo Morelli spegnersi a Imola, il 26 febbraio 1812 e venire sepolto nella tomba della famiglia Vaini all'interno della chiesa di Santa Maria in Regola, del cui rifacimento, ironia della sorte, si era occupato lui stesso tra il 1780 ed il 1786.

 

Teatro Lauro Rossi Macerata - Cosimo MorelliIn teatro cala il silenzio ed il sipario si abbassa. Così si conclude la storia di un grande architetto che ha purtroppo pagato a caro prezzo i suoi sogni di gloria e prestigio.
Eppure il grande patrimonio architettonico ed artistico che Morelli ci ha lasciato in eredità su gran parte del territorio italiano è uno "spettacolo" che continua ad andare avanti ed in questo possiamo riconoscere senza ombra di dubbio una ricchezza che nemmeno Morelli, a mio avviso, avrebbe potuto immaginare.

 

 

Documenti, link ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

  • Presentazione dell'Assessore alla Cultura del Comune di Castel Guelfo, Gianluigi Tozzoli, dal titolo "Una storia della Bassa Imolese. Nobili, proprietari terrieri,Gesuiti e Briganti da Sasso Morelli a Cantalupo" (2018).
    Ringrazio inoltre Gianluigi per avermi raccontato personalmente la storia di Cosimo Morelli.

  • Morelli, Cosimo in "Dizionario Biografico" – Treccani

  • "Biografia Universale Antica e Moderna" – Vol. 39 (1827) – Cosimo Morelli (pagg. 214/215) – disponibile online a questo link: https://archive.org/details/bub_gb_1gWpuhE7u78C

  • Letture consigliate: "L'avventura immobiliare dell'architetto Cosimo Morelli" di Mario Giberti - La Mandragora Editrice (2016)

 

 

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