Il Carnevale ritrovato di Persiceto: la proiezione del filmato del 1928

Il Carnevale è l'espressione di una comunità che ama vestirsi di colori, trasformarsi, ballare alla vita e sentire il suo ritmo.

E' in questo senso che vedo una tradizione che a San Giovanni in Persiceto ha origini antiche e consolidate nel tempo. Lo dimostra il recente ritrovamento di un filmato che ritrae il Carnevale storico persicetano nel 1928, che è stato presentato al pubblico il 19 febbraio scorso, in occasione dell'evento "Il Carnevale ritrovato".

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Il Passatore e il brigantaggio romagnolo di metà Ottocento

"Non v'ha mai periodico, specialmente italiano, che non faccia parola della banda di assassini guidata dal Passatore, e dello stato in cui, per fatto di essa, trovansi le Romagne...".

Così esordiva il Giornale di Roma il 22 marzo 1851, in apertura dell'articolo dedicato alle Notizie delle Province.

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Una storia di religione a Castel Guelfo: il furto sacrilego del 1743

Da ormai 280 anni a Castel Guelfo di Bologna si celebra l'Adorazione delle "Quarantore", una liturgia nata allo scopo di onorare Gesù Cristo durante le quaranta ore in cui giacque morto nel sepolcro. Ma nel 1743 accadde qualcosa che avrebbe consacrato per sempre al mito questa liturgia.
Questo è stato il tema di una conferenza dal titolo "Il furto sacrilego avvenuto a Castel Guelfo nel lontano 1743. Una storia di religione", tenutasi a Imola l'11 novembre scorso e condotta da Gianluigi Tozzoli, Assessore alla Cultura del Comune di Castel Guelfo.

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Cosimo Morelli: un architetto, il suo sogno, un'avventura finanziaria

Vi sono alcune storie che meriterebbero una sceneggiatura teatrale. E' il caso delle vicende, architettoniche ed economiche, che hanno caratterizzato la vita dell'Architetto Cosimo Morelli, personaggio fortemente discusso nel suo tempo ed anche nel nostro.

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Argelato, 2 agosto 1951: scoppio delle bombole di acetilene e ossigeno

La foto che accompagna questo articolo è stata scattata da un fotoreporter de Il Resto del Carlino 68 anni fa. Ritrae una Argelato stranamente inquietante: il centro della nostra piccola cittadina sembra una città del Far West, deserta e silenziosa. La strada sterrata che la attraversa è erosa dal caldo estivo ed ingombrata da resti di oggetti dimenticati, le macine del Molino Venturelli sono abbandonate appoggiate al muro e la parete nell'angolo nord-est della Mota è annerita.
Questo era il panorama che si presentava al visitatore della cittadina all'indomani del 2 agosto 1951.

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