L'Olmo: ai piedi dell'arcobaleno

Era una calda giornata di maggio nella campagna di Poggio Renatico. Me ne stavo tranquilla all'ombra di un grande albero, quando ad un certo punto uno dei suoi rami mi ha sfiorato la testa: era il mio primo incontro con un grande Olmo campestre.

 

OlmoL'Olmo (Ulmus) è un albero della famiglia delle Ulmanaceae ed è stato parte integrante per molto tempo del nostro paesaggio padano, sia nelle corti coloniche che nelle ville.

E' un albero forte e longevo, che può vivere fino ai 6oo anni e raggiungere 20-30 metri di altezza, capace di sopportare ripetute capitozzature. Per molto tempo, assieme all'acero campestre, è stato un eccellente sostegno vivo della vite, proprio come un marito sostiene la moglie. Questa è la ragione per la quale l'olmo rappresenta il simbolo dell'amore coniugale e dell'amicizia e, nella tradizione popolare, è l’albero al quale si rivolgono le spose per chiedere la fecondità. Un tempo, inoltre, lo si piantava dinanzi a chiese e case private per buon auspicio e come esorcizzante del male.

 

Foglie di olmoLe foglie sono piccole, ovali, con una punta non molto accentuata, immediatamente distinguibili per la particolare asimmetria basale a livello del picciolo.
E' un albero molto apprezzato per il suo legno, comunemente impiegato per la fabbricazione di mobili ed attrezzi agricoli, ma nell'antichità la sua corteccia veniva molto usata come medicamento per ferite, piaghe e varie malattie della pelle.

La tradizione suggerisce di costruire un giaciglio di foglie d’Olmo e di farci dormire i bambini per irrobustire le ossa e le articolazioni.


Madonna dell'Olmo, Cento di FerraraGli antichi greci attribuivano all'olmo la magica facoltà di ospitare i sogni ed a tal proposito Virgilio scrisse alcuni versi in merito: "Immenso Olmo ove a torme albergano, si dice, i fallaci sogni che alle foglie sono sospesi...".

Il filosofo lo pose inoltre al centro dell'atrio per accedere alla Grotta della Sibilla Cumana, quale albero profetico caro ai Templari. Per questo alla pianta sono associati la chiara visione, la divinazione e la profezia, ma anche le aspirazioni, l'intuizione interiore e l'ispirazione giuridica, giacché sotto le sue fronde i giudici si riunivano per emettere giuste sentenze.

Più tardi, all'olmo furono associate figure come quella della Vergine, che miracolosamente appariva sotto di esso. Il culto della Madonna dell'Olmo è diffuso in diverse località italiane già dall'XI secolo. Più vicino a noi, a Cento di Ferrara, a metà del Viale dei Cappuccini, c'è un'edicola dedicata a questa icona sacra, che è venerata fin dal XVIII secolo e che ancora oggi è celebrata con solenni processioni l'8 settembre di ogni anno.

 

Olmo monumentale di Budrio (BO)Purtroppo non capita spesso di incontrare un Olmo adulto al giorno d'oggi. La causa è un'insidiosa malattia fungina, la grafiosi, che blocca i vasi che conducono la linfa alle foglie, inibendo il trasporto dell'acqua e provocando la morte di parti di rami, branche o dell'intero albero.
Molto spesso la pianta reagisce producendo nuovi rami alla base ed assumendo in questo modo un aspetto arbustivo, che la aiuta a sopravvivere alla grafiosi perché le piantine fino a 2–3 metri di altezza sono indenni dalla malattia.
Fortunatamente, la ricerca scientifica ha permesso di selezionare una nuova varietà del genere che mostra una spiccata resistenza all'infezione, come “San Zanobi” e “Plinio”.

Ma per gli esemplari adulti non "ibridi", le strategie di contrasto della grafiosi sono ben poche e si basano tutte sul contenimento degli insetti vettori (scolitidi). Si cerca di evitare la loro presenza con trappole a feromoni, attraverso l'eliminazione delle parti di pianta infette o l’abbattimento dell’intero individuo e delle piante vive circostanti non necessariamente infette, in quanto possibile fonte di diffusione del patogeno e attrazione di scolitidi. I tagli devono essere effettuati 3-4 metri al di sotto delle zone attaccate ed eseguiti nella stagione invernale, cioè quando gli insetti non sono in attività.

Olma di Campagnola, Reggio EmiliaNonostante la temibile grafiosi, in tutta la Regione Emilia-Romagna abbiamo alcuni esemplari monumentali di Olmo davvero interessanti in particolare nelle province di Bologna, Modena, Piacenza, Ravenna. Ma quello più famoso è certamente l'Olma di Campagnola Emilia (RE), un albero gigante, di 580 cm di diametro e quasi 28 metri di altezza che per circa 400 anni è stato il vanto della comunità di Campagnola. Straordinariamente sopravvissuto alla grafiosi, dal 2013 non ha più dato segnali di vita. Tuttavia su questo monumento verde, tutelato fin dal 1981, la Regione ha deciso di mantenere il vincolo e l'Olma, sebbene priva di foglie, ha conservato intatta la sua bellezza e la sua "architettura" fino al momento in cui il suo apparato radicale ha ceduto, nel 2018. Si dice che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce e credo che l'affermazione si addica a questo albero monumentale che, anche se caduto per sempre, ha piantato le sue radici nella memoria della comunità.

 

La storia dell'Olma ci insegna che questo albero è in grado di vivere anche quando non esiste più fisicamente, proprio come l'anima di una persona. E' per questa sua capacità sacra di mediare tra i due mondi, quello terreno e celeste, che una volta incontrato ad esso si rimane legati profondamente.

Quel giorno di maggio, prima di allontanarmi dal grande olmo campestre cresciuto miracolosamente illeso nella verde campagna di Poggio Renatico, ho portato con me un rametto con le sue foglie. Ancora lo conservo perché mi rammenta che in questa specie scorre ancora linfa vitale, nella quale spero che in futuro l'uomo riponga nuovamente fiducia, impegno ed attenzione.

 

 

Bibliografia, documenti, links ed altri materiali utili alla scrittura dell'articolo:

 

 

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