Improvvisati viaggi invernali nelle campagne del bolognese e ferrarese

Quello che volge quasi al termine è stato un inverno complesso, piovoso, preoccupante sotto molti aspetti. A quanto pare non sono stata l'unica a risentire della "malinconia" che questa stagione a volte può causare e con l'amico Walter Pulga ho passato gli ultimi week-end a fare lunghi viaggi in auto attraverso le nostre campagne.

 

Viaggio nella pianura bolognese e ferrareseNon siamo mai partiti con una meta prefissata, ma ci dicevamo "Boh, andiamo per di là?" e per di là andavamo. Poi prendevamo un'altra stradina che ci portava altrove e se avevamo voglia ci ripassavamo anche nel week-end successivo, oppure no.

 

Santuario di GherghenzanoCosì facendo siamo passati presso il Santuario della Divina Misericordia di Gherghenzano, un luogo che si è sviluppato nel 2008 dal sogno di una parrocchiana, che attrae moltissimi fedeli e che normalmente è aperto alla preghiera 24 ore al giorno, a parte ora, data la situazione Covid, che l'apertura si "limita" a 12 ore al giorno. E' illuminato tutto l'anno come fosse Natale e c'è un platano enorme e secolare che da tempo veglia sul complesso come una presenza imponente ma confortante al tempo stesso.

Podere Opera di GherghenzanoPoco distante, sulla via Bassa, c'è una borgata ristrutturata di recente che chiamano "L'Opera", non si sa perché. Il complesso, molto suggestivo, è composto da una prima parte di edifici disposti in una corte e da una seconda parte di abitazioni, un tempo adibite probabilmente a granai e magazzini, disposti in fila su di un argine erboso.

Poi siamo passati in località Fortuna di San Giorgio di Piano, sulla via Mascherino, dove si trova un gruppo di casette ed edifici che, ancora senza un'apparente ragione, la gente chiama "Il Putiferio" ("Al Putifèri", in dialetto bolognese). Là si dice che vivesse un signore che raccoglieva pietre, mattoni, legno vecchio derivanti dalla demolizione di case ed edifici della zona per poi rivenderle a quanti ne avevano necessità per costruire o ristrutturare le loro case.
Ho avuto modo di visitare la bella casa di un amico di Walter, nella zona di Cadriano, che è stata costruita in buona parte con mattoni, piastrelle, parti in legno provenienti dal "Putifèri".

VLocalità Fortuna di san Giorgio di Pianoedete quante storie che s'incrociano, oltre alle strade, in questa nostra pianura?

 

Lungo le stradine percorse in questi giorni, spesso sotto una pioggia incessante, abbiamo incontrato spesso vecchie case coloniche abbandonate.

Walter le ha definite "Le pietre stanche" e a me è sembrata una definizione originale, una visione personale sia romantica che realistica: questi cadenti caseggiati per lungo tempo hanno sopportato pesi, resistito alle intemperie, protetto e scaldato le persone e gli animali che vi vivevano e che ancora oggi cercano con grande fatica di resistere e rimanere in piedi. Oggi, fra di noi, abbiamo cominciato ad utilizzare normalmente questa definizione, "pietra stanca", per identificare edifici di questo tipo. Io spero che anche i miei lettori la faranno propria.

 

Piccola Malacappa, ArgelatoSiamo andati un paio di volte anche alla "Piccola Malacappa", un podere gestito da Walter che si trova non molto distante da Malacappa, sulla via Casadio. Nel complesso si trovano un edificio adibito a magazzino, sorto probabilmente intorno agli anni '30 del '900, ed una casa colonica nella quale di trovano due bei cani. Uno dei due è molto socievole ed affettuoso, sempre pronto a prendersi una carezza. Quando è soddisfatto, si allontana contento.

Pianta di AlloroNel podere sorgono alcuni arbusti di Alloro, una pianta sempreverde tipicamente mediterranea alla quale sono legati molti significati mitologici e simbolici. "Gli uccellini, con questo tempo, ci si rifugiano all'interno" mi ha detto Walter. Ed infatti non ho fatto in tempo ad avvicinarmici, che i piccoli volatili sono scappati dalle fronde per andare altrove.

 

Con l'ultima ventata gelida arrivata dalla Russia, Walter ne ha approfittato per andare coi suoi a seminare il grano. Il momento era quello più propizio, poiché la terra era compatta al punto giusto perché i mezzi non si impantassero. Walter dice che questo è l'ultimo gelo della stagione. Io non ho l'esperienza di un agricoltore in merito, ma spero con tutta me stessa che abbia ragione.

 

MalalbergoIl nostro improvvisato viaggio è proseguito fino a Malalbergo e San Bartolomeo in Bosco. A Malalbergo abbiamo cercato una trattoria siciliana famosa per la produzione di un eccellente vino bianco ricavato da uva scura. Ma purtroppo sembra che l'attività sia chiusa da un po' e così siamo rimasti a "bocca asciutta". A San Bartolomeo in Bosco, in via Masi, si trova un deposito di mietitrebbia usate, risorsa essenziale per gli agricoltori che hanno necessità di trovare pezzi di ricambio per i loro mezzi agricoli non più "giovani". Siamo rimasti ad osservare a lungo le macchine ordinatamente disposte nel cortile, in un certo senso affascinati da quelle "anime di metallo" ormai spente e con qualche pezzo mancante.

 

Deposito mietitrebbia San Bartolomeo in BoscoPoi siamo tornati verso casa, mentre il giorno era ormai alla fine. Sulla strada del ritorno, abbiamo ammirato l'orizzonte al tramonto, col cielo cangiante tra l'arancione ed il blu e la silhouette delle case che davano le spalle alla luce prima che il buio inghiottesse tutto. Ci siamo detti che i paesaggi di pianura possono essere infiniti: ancora più importante di ciò che vediamo, è come lo percepiamo, il significato che assume la nostra visione.

 

Ci sono tanti altri posti in cui potremmo essere adesso, ma abbiamo scelto questi. Mi è venuta in mente una sola parola che possa motivare la nostra scelta: pace.

 

 

Un ringraziamento a Walter Pulga ed ai suoi amici, piacevole e sempre cortese compagnia di questi ultimi fine settimana.

L'immagine di apertura di questo articolo è stata scattata da Gianluca Perticoni (Fonte: bologna.repubblica.it)

 

 

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