Nella campagna argelatese, tra il passeggio e la ricerca della fornace perduta

"Umh...sta per arrivare un temporale" ho pensato compiaciuta osservando, sulle sponde del Riolo, i grossi nuvoloni in arrivo all'orizzonte. E' stato il pomeriggio ideale per una passeggiata con la macchina fotografica.

 

Passeggiata nella campagna argelateseSul percorso nella campagna argelatese che ho pensato di fare oggi, le grandi nuvole grigie sono state l'ideale sfondo per ogni soggetto fotografato lungo il cammino.

C'è un gruppo di margheritone gialle cresciute sulla sponda della canaletta, solo lì e non altrove. I lunghi gambi fioriti si muovevano al vento ed il loro colore così vivo contrastava con l'orizzonte plumbeo. Meno semplice è stato cercare di immortalarne qualcuna abbastanza a fuoco, ma il divertimento è stato cercare di provarci mentre stavo in bilico sulla sponda del Riolo :D

 

Margheritone gialle di campagnaDirigendomi al largo della via Canaletta, verso le terre coltivate retrostanti l'area industriale, mi sono fermata ad osservare i campi: il sorgo è stato raccolto e così pure, un po' più avanti, il mais. Poco più in là vi sono campi appena arati, pronti per la semina.

Ad un certo punto del cammino mi è venuto in mente un racconto popolare che narra dell'esistenza, un tempo ed in questa zona, di una vecchia fornace da mattoni.
Non ho ancora trovato documentazione utile a confermare la storia, ma sembra che la fornace sorgesse più o meno nella zona dove si trova la casa bianca alla biforcazione della canaletta, al posto della quale un tempo sorgeva la casa del custode della fabbrica. Secondo il racconto, la fornace ha fornito mattoni per la costruzione di tutte le case di Argelato e doveva essere presente più o meno fino alla metà del '900.

 

Perciò mentre camminavo, pensavo ad eventuali tracce della vecchia fabbrica rimaste sul territorio, ma nonostante la recente aratura abbia riportato in superficie un'incredibile quantità di cose sepolte (il risultato della mia ricerca si riassume in qualche pezzo di piastrella o mattone, vecchi cocci, conchiglie trasportate qui probabilmente dall'ultima piena, il manico di una vecchia tazza, qualche bel sasso laughing), direi che nulla di quanto trovato possa essere ricondotto alla vecchia fornace.

Però i miei informatori mi hanno fatto notare che il terreno sul quale sorgeva la fornace pare ancora oggi, nonostante le modifiche del territorio, ad un livello più basso rispetto a ciò che lo circonda.

Si dice anche che da un certo punto della campagna è possibile scorgere la zona in cui veniva estratta la terra rossa che serviva a produrre i mattoni.

Ma sono spiacente: purtroppo nella campagna sconfinata che si apriva dinanzi ai miei occhi non ho scorto nulla di tutto questo. Comunque, non sarà certo l'ultima volta che passeggerò in questa zona, quindi non mi dò per vinta.

 

Vecchio casale nella campagna argelateseIn compenso, ho continuato a camminare fino a raggiungere un vecchio casolare isolato. Lo avevo notato nei giorni scorsi percorrendo in auto la via Canaletta, ma francamente immaginavo che vi fosse una cavedagna per raggiungerlo agevolmente. Invece no: mi sono fatta strada lungo la stretta striscia di terra che divide il campo coltivato da un fossato per lo scolo delle acque, badando bene di non finirci dentro a gambe all'aria.

Quando sono arrivata sana e salva il vento già portava leggere gocce di pioggia, ma avevo ancora un po' di tempo per guardarmi attorno. Il vecchio edificio diroccato ha la struttura classica dei nostri edifici rurali: una casa di due piani annessa ad un fienile e forse ad un forno o pollaio, protetta un tempo da un ampio tetto costituito da travi in legno, oggi parzialmente crollato.

Vecchio casale nella campagna argelateseIl casale è poi affiancato da alcuni alberi piuttosto alti di cui non sono riuscita ad identificare la specie, dato che le foglie si concentrano nella parte superiore.

Ho poi saputo che il viale d'ingresso per il casale è praticamente dalla parte opposta rispetto alla mia direzione di arrivo, perciò se vorrò tornare ad approfondire la questione almeno saprò da dove arrivare laughing.

 

Sulla strada del ritorno, per qualche strana ragione, ho avuto la sensazione che quello stesso vento che spazzolava via i tanti pensieri nella mia testa, fosse annunciatore di un cambiamento in arrivo. Certe cose non le vedi arrivare, come ad esempio un temporale, ma puoi sentirle nell'aria.

In quel mentre, però, alle prime gocce di pioggia, ho messo la macchina fotografica nello zaino e sono corsa verso casa.

Qualsiasi cosa stia per arrivare, ho pensato, può attendere fino a domani.

 

Pin It