La Innocenti di Lambrate: una storia a velocità medio-alta

Ho tra le mani una foto acquistata ad un mercatino dell'antiquariato. L'ho trovata particolarmente interessante non appena l'ho vista, poiché credo che racconti un momento della storia di un'importante azienda. Nell'osservarla vengo trasportata improvvisamente indietro nel tempo. La foto, proveniente dal Notiziario Fotografico Farabola di Milano, ritrae degli operai che conducono a piedi alcune Lambretta nel corteo di una manifestazione. Un corteo, comunque, che non ha nulla di rivoluzionario, come uno sciopero, ma piuttosto di celebrativo, come un funerale. A giudicare dalla banda in fondo alla foto, è possibile ipotizzare che si tratti dell'addio ad un dirigente o ad altra importante figura di questa azienda.



Fabbrica Innocenti di Lambrate, MilanoIn un attimo vengo condotta, attraverso un percorso del tutto inaspettato, nella lunga storia della Innocenti di Lambrate.

 

La Innocenti nasce nel 1933 a Milano da Ferdinando Innocenti. L'imprenditore toscano nel 1922 aveva cominciato la sua attività di produzione di tubi in acciaio senza giunti a Roma, trasferendo poi i suoi affari a Lambrate.

Durante la seconda guerra mondiale, la fabbrica viene completamente rasa al suolo dai bombardamenti, ma nell'attesa di riavere i suoi stabilimenti dagli Alleati, Ferdinando dà vita allo studio del prodotto che avrebbe costituito la riconversione post-bellica della fabbrica. Innocenti sa ispirarsi ai motorscooters militari americani giunti in Italia durante la guerra e comprendere le nuove necessità di motorizzazione utili alla popolazione subito dopo, per dedicarsi alla produzione di un rivoluzionario scooter. La produzione della celebre Lambretta negli stabilimenti milanesi prende il via nel 1947 e l'enorme successo che riscuote non solo a livello nazionale fa sì che, nei quasi 25 anni di produzione, venga costruita su licenza anche in Argentina, Brasile, Cile, India e Spagna.

 

Ma la Innocenti non è conosciuta solamente per la Lambretta. Come industria del settore meccanico, conta filiali anche in altre parti del mondo, come il Sud America, e fino agli anni '60 può vantare diversi settori di produzione, da quella meccanica (costruzioni di presse e sistemi di produzione), alla fabbricazione di motocicli (la Lambretta nelle sue diverse versioni) a quella di automobili, principalmente su licenza della British Motor Corporation.

 

Quanto a quest'ultimo settore, la Innocenti ebbe una storia molto articolata e certamente meno fortunata della produzione di scooter. Nel 1966 Ferdinando muore, lasciando in gestione tutto il suo patrimonio industriale al figlio Luigi, che all’inizio degli anni settanta decise di separare le tre linee di produzione vendendo la meccanica all’IRI e formando la INNSE (Innocenti Sant’Eustacchio S.p.A.). Nello stesso periodo, il settore automobili della Innocenti viene rilevato completamente dal gruppo inglese British Leyland, facendo nascere il nuovo marchio Leyland Innocenti con il quale vengono commercializzati in Europa i veicoli del gruppo inglese.

Poi nel 1976, a seguito di una grave crisi, la Leyland decide di dismettere gli stabilimenti Innocenti di Lambrate che, a seguito di trattative sindacali e di Governo, vengono rilevati dal Gruppo De Tomaso. Fino alla fine degli anni ottanta verranno prodotti nuovi modelli della Mini, compresa la famosa Turbo De Tomaso.

Nel 1990, a seguito delle perdite del gruppo Maserati (di cui De Tomaso è detentore di maggioranza dal 1975), le quote di Innocenti e Maserati vengono passate a FIAT, che diviene di li a poco proprietaria di entrambi i marchi.
Lo stabilimento Innocenti di Lambrate venne chiuso definitivamente nel 1993. Di lì al 1997 il gruppo Innocenti rimane attivo solo ed esclusivamente per la commercializzazione di alcuni modelli FIAT-Piaggio, fino a che il marchio, non più utilizzato, diventa di proprietà del Gruppo FCA.

Ad oggi, gli stabilimenti Innocenti di Lambrate sono stati in gran parte abbattuti: sopravvivono la palazzina uffici della Innocenti Commerciale di via Pitteri, trasformata in residenza per anziani, e la palazzina uffici ex Centro Studi di Via Rubattino, oggi un magazzino. Rimane in piedi anche il cosiddetto “Palazzo di Cristallo”, che ospitò le linee di produzione dell’A40 nel 1960. Sono invece ancora tutti in piedi ma in completo stato d’abbandono i capannoni della INNSE su cui svetta la caratteristica torre piezometrica.

Una "città industriale" che non si sa se avrà mai, in futuro, un nuova possibilità di riutilizzo.

 

Alla fine di questo viaggio nella storia, ritorno a visualizzare la scena della foto. Mi sembra, per un attimo, di avere immaginato tutto quanto: l'epoca del boom economico, le grandi innovazioni tutte italiane del secondo dopoguerra, le vicende di un'industria passata prima attraverso il successo e poi condotta al fallimento.

E invece, nello scatto che ho tra le mani, realizzato da un fotografo (Tullio Farabola) che ha dedicato tutta la sua carriera a documentare il secondo dopoguerra, c'è la prova tangibile di un passato che non può essere né cancellato, né dimenticato, né tanto meno immaginato.

 

 

Per approfondimenti:

- Storia della Innocenti di Lambrate tratta dal sito del Registro Innocenti.
- Innocenti su Wikipedia
- Il Palazzo di Cristallo (ex-Innocenti, Rubattino) – articolo di Daniele Rossi su danielerossi.org.

 

 

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